Hò inteso che pensate di maritar vostra figliuola a M. Alphonso
Toderino, & perche intendo che l'è giovane molto attilato & di
leggiadria non inferiore a qualunque Napolitano cavagliero, hò pensato
che sarebbe ottimamente fatto di provedere ad alcuni suoi difetti (al
mio giudicio) insopportabili; ispetialmente a quel puzzolente sudore
che dal corpo le n'esce, al fetore della bocca, a quella rognazza
che sempre le tiene le mani assediate & al mal puzzar che da piedi
le eshala. hò similmente fra me stessa pensato se con qualche bella
ricetta si potesse far alquanto piu bianca, la miro alcuna fiata et
parmi ch'io vegga una saracina. hor per la prima provederete al fetore
del corpo con il lavarla alcuna fiata con un drappo molle nel vino,
in cui siano bollite le frondi di mortella; & per togliere il fetor
del fiato, daretegli le sommità della sopradetta mortella, faretele
tritare & cuocerle tanto nel vino, che la metà sia consunta, et con lo
stomaco ben mondato daretegli tal vino a bere: non sarà ne anche fuor
di proposito se spesse volte bevesse un cucchiaro di aceto scilino:
per il fetor de piedi, voglio pigliate del litargirio spolverizato
& ne li spropicciate i piedi poscia che li havrete diligentemente
lavati. Sanarete la rogna con far un unguento composto di lapatio
acuto, di fumoterre, con sungia di porco & botiro che sia fatto il
mese di Maggio. Hor per rabellirgli la faccia fatele far l'infrascritto
unguento R. di cerussa ottima uncie .ij. tritisi, poi si crivelli per
un panno, quel che nel panno rimarrà gittisi via, & acqua piovana vi
si mescoli, et cuocasi fin che si consumi l'acqua, raffreddasi poi, &
aggiungavisi dell'acqua rosa, & un'altra fiata ribolli, sin che duro
si faccia. formatene poscia delle pillole, quai disolverete con acqua
pura & l'ungerete la faccia. Vi hò scritto la presente ricetta: perche
so che la farete, & ne vedrete bellissima prova, ne altro per hora di
questo vi dirò: state lieta, & pregate Iddio le tenga la mano in capo,
acciò si prosperi, ne suoi successi. Di Ferrara alli X. d'Agosto.