Per vostre lettere, mi richiedete che voglia scriver il parer mio
circa la Fecondità & sterilità vostra: non so se vi date ad intender
che per esser io moglie di medico, dotta sia nelle cose a medici
appartenenti. Siete veramente errata, se ciò vi pensate: non voglio
però negare di non haver letto la parte mia, & di non essermi alcuna
volta sforzata di far parer al mondo, che noi femine siamo si capaci
di dottrina, quanto sieno gli huomini pur che ci vogliamo attendere
si che non mi voglio ritrar di non manifestarvi liberamente quanto mi
soviene già d'haver presso de scrittori & Greci, & Latini, piu d'una
fiata diligentemente osservato. Dico adunque trovarsi alcune femine,
le quali sono al concepir inette ò per esser troppo magre, ò troppo
grasse: ne so in qual grado vi debba per anchora riporre non havendovi
già molto, veduta. sonoci anchora alcune donne, le quali hanno la
mattrice tanto lubrica, che ritenere non vi si puo il seme ricevuto, la
qual cosa potrebbe però accadere per difetto di vostro marito, il cui
seme, fusse tanto liquido, che fuori, subitamente come dentro è entrato
ne sdrucciolasse, o vero potrebbe ciò avenire, perche havesse vostro
marito i testicoli grandimente freddi, ò secchi, non ve ne tribolate
adunque poi che l'esser sterile, puo cosi accadere per mancamento de
gli huomini, come per mancamento delle donne: scrivetemi voi tutti
gli accidenti che vi avengono, acciò possa comprendere se sterile
siete per la molta calidità che abbruggia il seme, ò per la humidità
soverchia, che lo suffochi: se dal canto vostro procederà vi soccorrerò
con pochissima fatica, & quando dal marito vostro procedesse, io vi
darò un'unguento generativo de molti spiriti & con cibi producitori di
seme, cioè con cipolle, pastinache domestici, & simili cose lo farò
divenir fecondo piu che Priamo: ma se verrete a bagni di Villa col
vostro consorte, provederò che sappiate da cui di voi dua proceda: se
mi accorgerò che in niuno di voi sia il difetto, desiderando d'haver un
figlio maschio, pigliarò la mattrice, & la natura della lepre qual farò
seccare, & spolverizata la bereta, con un poco di vino & senza dubbio
gravida rimarrete; non altro per hora vi scrivo; amatemi, & di me,
servitevi, perche vi servirò viè piu che volentieri: prego che Iddio
vi consoli, & faciavi tosto divenir madre della piu bella figliuolanza
c'habbi la città vostra.
Di Lucca alli XX. di Settembre.