Io mi sono infinitamente rallegrata, udendo che partorito habbiate
un bello & dolce figlio: raguagliata poi che io fui dell'hora ch'egli
nacque incontanente mandai per dui miei famigliari, nelle Astrologiche
divinationi piu periti & instrutti di Apollonio Tianeo & di quel
Conone da Virgilio ne suoi versi pastorali mentovato & feci lor fare la
natività del ben nato fanciullo: & senza alcuna controversia ritrovorno
ch'egli sarebbe & piu bello & piu casto di quel Cesto, la cui bellezza
& castità descrisse già Martiale dicendo QUANTA TUA EST PROBITAS,
QUANTA EST PRAESTANTIA FORMAE CESTE PUER, PUERO CASTIOR HIPPOLYTO?
ritrovarno di più che egli non sarebbe men bellicoso & martiale
di Pirro ò di Leonida: non hò io adunque ragione di rallegrarmene?
Attendete pur voi S. Contessa a far il debito vostro, procurandoli
balia honesta che non s'imbriachi, & che non sia nella lingua
dissoluta & licentiosa: quando sarà poi tempo ch'egli si ponga sotto la
disciplina et de litterati precettori & alli essercitij cavallereschi
tutto si applichi; non dubito che l'Illustre C. Sigismondo non faccia
quanto se li converrà di fare perche sostenga l'honor della casa
d'Arco: ne altro dico. Iddio vi conservi tutti in lieta sanità & faccia
sempre si felicemente prosperar i casi vostri, come io di perfetto
cuore il bramo, & a tutte l'hore il desidero. Di Trento alli XX. del
presente.