Non so che pensier sia stato il vostro, di abbandonarci & ridurvi alla
villa, hora che havevamo si grande carestia di compagnia (che fusse
a nostro modo) l'è stato veramente un'atto di poco amorevol donna;
ispetialmente, non havendo voi altra scusa che di cercare un'aria
serena: sarei contenta in vostro servigio che piu tosto procacciato
havessi un'animo sereno & tranquillo, non ingombrato di alcuna nuvola
di maninconia, non alterato da alcun vento d'ira: perche questa sarebbe
una stabil serenità & un'utile tranquillità & qual cosa vi potete voi
imaginare piu incerta et piu instabile dell'aria che n'andate cercando?
se hora è sereno in men che nol dico, sarà forsi nuvoloso il tempo: si
che s'altro non vi hà fatto gir fuori, & altro non vi ci tiene, tornate
a noi, & sentirete maggior frutto & maggior dolcezza della nostra
conversatione che dell'udir cantar i rusignuoli: ecci qui, la .S.
Donna Maria di Tocco, la quale, parla del Regno d'Iddio si dolcemente,
che la innamora ogn'uno che l'ode, & facci venir voglia di morire per
andar tosto a fruire le bellezze eterne del grande Iddio. ecci la .S.
Princessa di Salerno: la quale con la sua dolce & real presenza & con
le sue gentilissime maniere sarebbe atta a raserenare l'inferno, &
ragioir le misere anime de dannati. ci habbiamo poi M. M. Antonio delli
falconi, gran segretario della natura, il quale ne trattiene con la
dottrina Greca, Toscana & Latina in stupor grande. ecci il nostro M.
Hortensio pieno di Paradossi. Del nostro fresco che noi godiamo, non ve
ne parlo, perche so ne siete ottimamente informata: tornate adunque &
non s'indugi piu se non volete che si muoia di desiderio. Di Avelino,
alli V. d'Aprile.