Se vostro marito vi da delle busse, s'egli vi stratia, & s'egli vi
fa mala compagnia datene la colpa a li vostri mali portamenti, alla
smoderata loquacità & all'infinita vostra ritrosia, la quale sarebbe
sofficiente di farvi brutta & spiacevole sin' nell'Inferno: sarebbe
pur hormai tempo che mutassi costumi & variassi stile: volete voi
che di altro mai non si favelli che delle vostre pazzie, le quali
v'hanno hoggimai fatto infame per ogni contorno. Io mi abbattei (&
non è anchora guari) in un bel drapelletto di savie & accostumate
signore, lequali & la vita vostra acerbamente biasmavano, & di ogni
stratio degna vi giudicavano; per esser voi sopra ogni altra donna al
marito vostro ritrosa, & disubidiente; ne vi mancarno di quelle che vi
davano colpa d'havergli piu d'una fiata rotta la matrimonial fede, &
spezzati i legittimi nodi, & questo per ismisurato amore che portate ad
un vilissimo furfante, infame di ladronecci & di homicidij, ebriaco,
& malvagio metidore de dadi, con cui non si porrebbe la piu deserta
meretrice c'habbi ne Roma, ne Vinegia. altra cosa per hora non vi
scrivo. prego Iddio vi doni miglior mente & piu saldo intelletto. Di
Luca alli XX. d'Aprile.