Voi mi scrivete & nelle prime, & nell'ultime vostre, che vi siete
mutata di proposito, ne piu vi volete render monaca, per non haver
mai saputo ritrovar monistero alcuno, che di qualche errore non sia
contaminato. mi maraviglio della prudentia vostra, ch'altrimenti
pensaste. Soleva dir un santissimo frate che fu ne suoi tempi uno
specchio di virtù, che si come nella Candia non si trovava alcun
animale velenoso, eccetto che il Phalangio, cosi non potersi ritrovare
alcun Monistero si santo & si devoto dove almeno l'invidia & la
mormoratione non vi alberghino: guardative pur di non lasciarvi
adescare da le lor lusinghe. io vi so dir ch'elle sogliono fare,
come l'Hiena far suole, la quale imita la voce humana & impara il
proprio nome di alcuno, & chiamatolo fuori di casa, lo lacera, cosi
fanno le monache & cosi fanno i frati: con mille lusinghe & segrete
astutie ci infrascano il cervello, & infrascato che ce l'hanno ne
fanno poi sentire che meglio a le volte sarebbe state di essere ite
nell'Inferno. Dite, dite, a vostro padre che ponga giù questo pensiero
di farvi monaca, & che vi procuri un bello & honesto marito, con dote
conveniente a le sue facultà: ponga mano hormai al thesoro che tanto
tempo tien rinchiuso senza godimento ne di se stesso, ne d'altrui: non
si ricorda egli forse in quanti pericoli sia già stato per l'insidie
che gli furono piu volte apparecchiate per depredarlo: meglio farebbe
a imitare il Castore, il quale piu di lui prudente di quella cosa
facilmente si spoglia, per la quale, porta pericolo: non altro. state
contenta. Di Bergomo alli XXV. d'Aprile.