EMILIA BREMBATA SOLCIA, ALLA S. FULVIA ROSSA.

Voi mi scrivete & nelle prime, & nell'ultime vostre, che vi siete

mutata di proposito, ne piu vi volete render monaca, per non haver

mai saputo ritrovar monistero alcuno, che di qualche errore non sia

contaminato. mi maraviglio della prudentia vostra, ch'altrimenti

pensaste. Soleva dir un santissimo frate che fu ne suoi tempi uno

specchio di virtù, che si come nella Candia non si trovava alcun

animale velenoso, eccetto che il Phalangio, cosi non potersi ritrovare

alcun Monistero si santo & si devoto dove almeno l'invidia & la

mormoratione non vi alberghino: guardative pur di non lasciarvi

adescare da le lor lusinghe. io vi so dir ch'elle sogliono fare,

come l'Hiena far suole, la quale imita la voce humana & impara il

proprio nome di alcuno, & chiamatolo fuori di casa, lo lacera, cosi

fanno le monache & cosi fanno i frati: con mille lusinghe & segrete

astutie ci infrascano il cervello, & infrascato che ce l'hanno ne

fanno poi sentire che meglio a le volte sarebbe state di essere ite

nell'Inferno. Dite, dite, a vostro padre che ponga giù questo pensiero

di farvi monaca, & che vi procuri un bello & honesto marito, con dote

conveniente a le sue facultà: ponga mano hormai al thesoro che tanto

tempo tien rinchiuso senza godimento ne di se stesso, ne d'altrui: non

si ricorda egli forse in quanti pericoli sia già stato per l'insidie

che gli furono piu volte apparecchiate per depredarlo: meglio farebbe

a imitare il Castore, il quale piu di lui prudente di quella cosa

facilmente si spoglia, per la quale, porta pericolo: non altro. state

contenta. Di Bergomo alli XXV. d'Aprile.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 74 / 268 题