Mi è rifferito da persone degne di somma fede, che mai non state in
ocio, ma tutta siete intenta alli studi delle buone lettere, et a
certi lavori che paiono usciti di mano di Aracne. doverebbesi dalla S.
vostra Madre raffrenar questo si smoderato studio, a quella guisa che
si tagliano i Pampini alle lussuriose viti, acciò non sia cagione la
troppo fecundità di farle ò morire, ò picciole divenire. Non vorrei
usaste tanta diligentia nel studiare, ch'ella vi fusse di nocumento.
non altro state sana. Di Vinegia alli X. d'Aprile.