Mai mi ricordo d'haver sentito la maggior molestia di quella ch'io
senti l'altro giorno, udendo tanti vantamenti, quanti dava Madonna
Fiore a sua figliuola: è possibile ch'ella sia si mentecata che non
si avegga & non sappia quanta fragilità consista nella nostra florida
età laquale, tante migliaia d'huomini & per il passato ingannò, et
ingannerà sempre per l'avenire? oh che momentana letitia n'arreca il
fior della giovinezza poi che arido doventa in men che non balena? Qual
saggio Architetto si vide mai che l'edificio suo in fragil fondamento
fondar volesse? passano i corpi nostri a guisa di ombra, & noi miseri,
tanto pazzamente ce ne invaghimo, si che a ragion grande, me ne doglio,
che tutto'l tempo, si consumasse in que vani ragionamenti. Ahi quanto
sarebbe stato il meglio che delle sante scritture, havessimo insieme
ragionato. Pregovi (per tanto) carissima sorella, che piu non me
la facciate udire (se d'altro non sa favellare) pregovi similmente
quanto piu tosto con esso lei favellarete: vogliate (per charità)
predicarli, & porgli nel capo che niuna cosa sia da sprezzare con
maggior vehementia, della bellezza corporale, qual molti savi la
chiamarno domestico nemico, cagion potissima de strani accidenti,
et grandissimo fomento di lussuria la reputarno. se io le fussi si
vicina et si domestica come voi siete, non vi porrei in su le spalle
cotal carico: lo torrei sopra di me molto volentieri, non parendomi
che meglio collocare si possa il tempo, che in si fatte cose, grate
a Dio, giovevoli a gli huomini, & honorevoli al mondo. altro per hora
non mi occorre a scrivervi: attendete a star sana insieme col vostro
amatissimo consorte, & carissimi figliuoli. Di Gaspano alli XIII. di
Luglio.