LUCRETIA MARTINENGA CONTESSA BECCARIA A M. LUCISTELLA DAL POZZO.

Ho risaputo da Cecilia vostra carissima Zia, che havete determinato di

volervi maritare (mal grado de quanti parenti vi ritrovate havere) se

ben dovete togliere il piu vil furfante che vegga il Sole: ò pazzarella

dove ne havete il senno? siete voi di voi stessa uscita? imparate prima

a conoscervi bene, il che è potissima parte di vera sapienza, & poscia

diretemi (sel vi pare) di esser donna d'haver marito? saprete voi

conservare in casa stando quel che il marito guadagnerà fuor di casa

andando? che questo è uno de principali ufficij della buona madre di

famiglia? saprete voi discretamente comandare a servidori & allevare i

figliuoli come alle buone madri si conviene? Io temo grandemente (per

dirvi hora il tutto) senza tenervi alcuna cosa celata che voi sarete

di quelle, che vituperano il sesso nostro, & lo fanno alli huomini

per la lor dappocaggine abhominevole. Deh fate a mio modo, imparate

prima la modestia, la discrettione, & la vigilantia, imperoche alle

padrone di casa conviensi sempre esser le prime che la mattina si

levino, & l'ultime che si corchino: pensate (vi prego) meglio a fatti

vostri, & non vogliate (come le bestie fanno) movervi solamente alle

cose presenti, non risguardando le future, non vogliate per un poco

di prurito di minor dolcezza di quella che sovente ne causa la rogna

porvi a rischio di menar perpetuamente mala vita, & farvi schiava

dell'intemperanza maschile. vi paio forsi nell'ammonirvi troppo dura

& aspra: date la colpa a voi stessa, poscia che sempre foste di si

adormentato intelletto, che ne per ammonitioni, ne per gridi, ne per

minaccie mai vi potei svegliare da si profondo sonno: date la colpa a

vostri maligni affetti, liquali a guisa del morbo regio vi fanno parer

amaro il mele. Di Pavia.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 64 / 268 题