Mi dimandaste alli di passati per vostre lettere d'onde avvenuto
sia che alcuni Philosophi habbino scritta ogni cosa esser di acqua
composta, & Pindaro nobile poeta habbi nel suo poema scritto che ottima
cosa sia l'acqua: credo io fermamente che la virtu che nell'acque
in diversi luoghi si ritrova, sia stata cagione di fargli cotal cosa
scrivere. sono veramente sopra ogni fede gli effetti che noi veggiamo
dalle acque uscire. soviemmi d'haver letto, che l'acque Suvessane,
toglievano la sterilità delle femine, & insieme la pazzia dal capo a
gli huomini. Hò letto che nell'Isola Enaria con l'acqua si guarisse
chiunque pate il male della pietra. Vicino di Roma le acque dette
Albule, risanano le ferite: il lago Amphione, toglie le vitiligini:
Cidno fiume della Cilicia, medica la podagra. Ho letto d'un fonte
posto fra Napoli & Pozzuolo, che medica gli occhi infermi: le acque
che sono nelle paludi d'Ariete; fanno stremamente indurar le unghie de
giumenti. Ecci anchora un fonte a Cerome, che fa divenire le pecore
negre, & un'altro detto Mele, che le fa doventar bianche. Chiunque
beve del fonte di Arcadia chiamato Clitorio, incontanente li viene
il vino in odio: chi beve del fonte Zizico, si spoglia subitamente
d'ogni amore, che altrui porta il fiume Lico presso di Leontini, è di
tal proprietà che chi ne beve doppo tre giorni muore. Infiniti altri
& miracolosi effetti delle acque si veggono: liquai non sol ci possono
far credere quel che Pindaro n'ha scritto: ma cio che anchora Empedocle
n'ha detto: altro circa questo per hora non vi saprei che dire, ne piu
altamente vinta dalla debolezza del mio ingegno vi saprei philosophare:
state sana & lieta, ne abbandonate per alcun tempo li incominciati
studi, acciò veggiamo di voi, tosto uscire li desiderati & lungamente
aspettati frutti. Di Pausilippo: alli XII. d'Aprile.
La Contessa di Nola, mia S. vi saluta.