Per le vostre lettere hò inteso dolcissima sorella, il desiderio che
voi havreste di maritar vostra figlia col figliuolo de M. Achille
Zenardo, & sopra di ciò richiedete con instanza il parer mio. Non mi
conosco già io tale, che consigliar vi possa in si fatto caso, pur per
quella santa amicitia che con esso noi dalla prima fanciullezza con
scambievoli ufficij crebbe, io vi dirò quanto già intorno a simil fatto
raccolsi dalli dolci ragionamenti del mio consorte piu fiate havuti in
cotal materia, con M. Gioanni agnello, che fratello li fu, non so per
natura, ma per animo anchora & per costumi. Se ben adunque le passate
cose per la memoria vado rivolgendo, & più internamente considero il
danno che ne risulta dalli accerbi matrimoni, da tal parentela per ogni
modo vi asterrete: imperoche far debbonsi i matrimoni quando l'huomo è
atto a generare, & la donna a concepire; altrimenti, liti & discordie
per la casa tutta via s'odono: & sarebbe d'avertir diligentemente che
sempre la matrimoniale Copula, in tal età si facesse, che li Padri
potesseno a figliuoli sovvenire, et li figliuoli riferir le dovute
gratie a padri loro: la qual cosa felicemente avverebbe se l'età
paterna, da quella de figliuoli, fusse con giusta proportione distante.
Tutti li antichi scrittori (per quanto intendo) che a me, da molte liti
impedita, non fu mai lecito di volger sossopra di molte carte: vogliono
che l'età della moglie & del marito, sia talmente proportionata, che da
un medesimo tempo l'un cessi di generare, & l'altra di concepire, il
che all'huomo avviene nel settuagesimo & alla donna nel cinquantesimo
anno. Hò io certamente molte volte avvertito che quando in troppo
giovinil età le persone si congiungono, rade volte a perfetta statura i
parti loro pervenire, oltre che le fanciulle, per la debolezza de corpi
spesso nel partorir muoiono, o vero con istrema fatica partoriscono:
aggiungoli di piu, che le nozze alquanto tarde, dispongono le fanciulle
a continenza & a le troppo acerbe disfrenata libidine son cagione. Ma
voi mi potreste forsi addimandare quale è adunque la piu convenevol
età: al che rispondo che l'età della femina è nelli dieci otto anni,
& quella de maschi nelli trenta sei, percioche alhora i corpi hanno
conseguito sommo vigore, & ad un medesimo tempo cessa d'ambidui il
naturale ufficio. Qui per hora farò fine al mio scrivere, ma non lo
farò se prima non vi aggiungo il tempo, che a savi parve piu commodo
per la generatione, che sarà la vernata, & quando i venti Boreali
spirano, & non mai quando li Australi soffiano: state sana che Dio
prosperi li successi vostri, & a lieto fine sempre li conduchi. Da
Carbonaruola alli XX. di Marzo.