LUCRETIA AGNELLA A M. CATHERINA OLDRADA.

Per le vostre lettere hò inteso dolcissima sorella, il desiderio che

voi havreste di maritar vostra figlia col figliuolo de M. Achille

Zenardo, & sopra di ciò richiedete con instanza il parer mio. Non mi

conosco già io tale, che consigliar vi possa in si fatto caso, pur per

quella santa amicitia che con esso noi dalla prima fanciullezza con

scambievoli ufficij crebbe, io vi dirò quanto già intorno a simil fatto

raccolsi dalli dolci ragionamenti del mio consorte piu fiate havuti in

cotal materia, con M. Gioanni agnello, che fratello li fu, non so per

natura, ma per animo anchora & per costumi. Se ben adunque le passate

cose per la memoria vado rivolgendo, & più internamente considero il

danno che ne risulta dalli accerbi matrimoni, da tal parentela per ogni

modo vi asterrete: imperoche far debbonsi i matrimoni quando l'huomo è

atto a generare, & la donna a concepire; altrimenti, liti & discordie

per la casa tutta via s'odono: & sarebbe d'avertir diligentemente che

sempre la matrimoniale Copula, in tal età si facesse, che li Padri

potesseno a figliuoli sovvenire, et li figliuoli riferir le dovute

gratie a padri loro: la qual cosa felicemente avverebbe se l'età

paterna, da quella de figliuoli, fusse con giusta proportione distante.

Tutti li antichi scrittori (per quanto intendo) che a me, da molte liti

impedita, non fu mai lecito di volger sossopra di molte carte: vogliono

che l'età della moglie & del marito, sia talmente proportionata, che da

un medesimo tempo l'un cessi di generare, & l'altra di concepire, il

che all'huomo avviene nel settuagesimo & alla donna nel cinquantesimo

anno. Hò io certamente molte volte avvertito che quando in troppo

giovinil età le persone si congiungono, rade volte a perfetta statura i

parti loro pervenire, oltre che le fanciulle, per la debolezza de corpi

spesso nel partorir muoiono, o vero con istrema fatica partoriscono:

aggiungoli di piu, che le nozze alquanto tarde, dispongono le fanciulle

a continenza & a le troppo acerbe disfrenata libidine son cagione. Ma

voi mi potreste forsi addimandare quale è adunque la piu convenevol

età: al che rispondo che l'età della femina è nelli dieci otto anni,

& quella de maschi nelli trenta sei, percioche alhora i corpi hanno

conseguito sommo vigore, & ad un medesimo tempo cessa d'ambidui il

naturale ufficio. Qui per hora farò fine al mio scrivere, ma non lo

farò se prima non vi aggiungo il tempo, che a savi parve piu commodo

per la generatione, che sarà la vernata, & quando i venti Boreali

spirano, & non mai quando li Australi soffiano: state sana che Dio

prosperi li successi vostri, & a lieto fine sempre li conduchi. Da

Carbonaruola alli XX. di Marzo.

Lettere di molte valorose donne nelle quali chiaramente appare non esser ne di eloquentia ne di dottrina alli huomini inferiori · 第 35 / 268 题