attraversato parecchi tratti paludosi, m'imbattei in una grossa mandra
di giovenchi e di splendidi tori che minacciava di tagliarmi la strada.
Chiamai un pastore in aiuto e questi mi accompagnò per un certo tratto,
minacciando con la sua lancia i tori e gridando loro delle parole di
comando. Costui, che era dei dintorni di Spoleto e faceva il pastore per
vivere, mi condusse in un luogo dove aveva stabilito la sua solitaria
dimora: era una specie di grotta sulla sponda, ombreggiata da un albero.
Mi sedei ed ammirai estatico l'azzurro lago, dal quale qua e là
guizzavano fuori pesci e le idilliche mandre di giovenchi e i cavalli
che animavano da ogni parte la riva. Cercavano l'acqua per rinfrescarsi,
ma talora si agitavano e correvano sulla sponda, perchè tormentati
dalle maligne mosche della palude, i tafani di Io.
Rinunziai a malincuore alla mia gita ad Anguillara perchè, per quanto
vicino sembrasse quel paese per la trasparenza dell'aria, altrettanto
era invece lontano ed anche perchè sarebbe stato necessario aprirsi la
via attraverso la palude e la macchia di Mondragone che sembra arrivare
fino al lago. Tornai dunque a Bracciano, lungo la solitaria sponda dove,
fra i cespugli, l'usignolo etrusco canta così dolcemente come il suo
fratello latino del lago di Nemi. Nel pomeriggio, veramente soddisfatto
e ristorato feci ritorno a Roma. Questa gita durò solo cinque ore.
NOTE:
[1] Il venerando Don Vincenzo Colonna è morto nell'ottobre del 1867 nel
castello di Marino. Debbo a lui, se durante molti anni, senza
restrizione alcuna, io ho potuto consultare gli archivi della sua casa;
egli mi ha inoltre fornito molte preziose notizie sulla storia di Roma.
[2] Il nome _malfamato_ di Montefortino fu mutato nel 1870 in quello di
Artena a ricordo dell'antica città esistente nei dintorni. (N. d. T.).
[3] In nomine Domini Amen. Anno a nativitate ejusdem Domini MDXLVII.
Pontificatus Sanctissimi in Christo Patris et Domini nostri Pauli divina
providentia Pape III anno ejusdem XIII. Indictione V. mensis Februarii
die Martis XV. In presentia mei notarii et testium infrascriptorum ad
hoc specialiter vocatorum et rogatorum. Constituta personaliter
Illustrissima et Excellentissima Domina Victoria Columna Marchionissa
Pescarie infirma corporis, et in lecto jacens, sana tamen mente, et
intellectu ac loquela...
Actum Rome et in Palatio Illustrissimi Domini Juliani de Cesarinis
vocato Argentina, et in stantiis, viridarii, et in quadam camera in qua
ipsa Illustrissima Domina Testatrix infirma jacebat in lecto presentibus
audientibus et intelligentibus his videlicet...
Ita testavi ego Victoria Columna.
[4] Fumone sta sulla sommità di un alto e nudo monte conico spesso
avvolto pel contrasto dei venti tra le nubi, quasi come tra fiumi. Di
qui quel detto poichè gli abitanti dei dintorni riguardano quelle nubi
come sicuro pronostico di temporale. (N. d. T.).
[5] La catena dei Volsci si distingue più precisamente in tre gruppi:
quello dei Lepini da Velletri e Valmontone fino all'Amaseno; quello
degli Ausoni tra questo fiume ed il lago di Fondi e quello degli Aurunci
tra Fondi e il Garigliano. La regione descritta dal nostro Autore sta
nel gruppo dei Lepini. (N. d. T.).
[6] La famiglia di Innocenzo III si chiamava dei Conti di Segni, perchè
uno dei suoi antenati era stato governatore della città; oggi è provato
che questa famiglia possedette Segni solo dopo il 1353, cioè 137 anni
dopo la morte di Innocenzo III. (N. d. T.).
[7] Sul suo piedistallo si legge la seguente iscrizione: _S. Brunoni
Doctori Eucharistico Episcopo Signino Abbati Casinensi Qui Berengario
Converso Haeresim Extinxit Henrico IV. Imp. Reducto Schisma Compressit
Adulpho Expulso Tyrannidem Abrogavit P. H. M. Mylord Ellis Congr. Casin.
Abbas Episc. Signin. S. Q. S. Protectori Exim. P. P. MDCCXII_.
[8] «Donationem in scriptis de duabus massis, quae Nymphas et Normias
appellantur, juris existentis publici». Vedi la _Storia di Roma nel
Medio Evo_, vol. 2º.
[9] Nel 1881 il Demanio lo alienò ed oggi, dopo varî passaggi,
appartiene al signor James Aguet.
Il Circeo ha avuto il suo storico locale in Giuseppe Capponi che nel
1856 pubblicò a Velletri un volume dal titolo: _Il Promontorio Circeo
illustrato con la sua storia_. (N. d. T.).
[10] Oggi Cassino.
[11] Il Liri assume il nome di Garigliano dopo la confluenza, alla sua
sinistra, del Gari o Rapido proveniente da Cassino. (N. d. T.).
[12] L'intiera linea da Roma a Napoli fu aperta all'esercizio nella
primavera del 1862, e merita lode il governo papale di aver terminato la
sua linea fino a Ceprano prima che il governo italiano terminasse il
tratto da Capua al ponte del Liri.
[13] La più antica menzione di Bracciano si ha in un laudo del 10
Gennaio 1234 fatto _in castro Brachiani, in platea ante domum Arsuli de
Porta_, col quale alcuni personaggi della famiglia dei Prefetti di Vico
nominarono gli arbitri per la divisione dei loro beni. Vedi: Calisse, _I
Prefetti di Vico_, p. 23, Roma, 1888. (N. d. T.).
[14] Livio I Odescalchi divenne proprietario di Bracciano in forza di
verbale d'incanto 16 Agosto 1696 innanzi la Congregazione dei Baroni,
per 386,300 scudi; l'istrumento d'acquisto fu stipulato con Monsignor
Tesoriere il 1º Settembre successivo. (N. d. T.).
[15] Il feudo fu venduto per 400,000 scudi al Marchese D. Giovanni
Torlonia, per gli atti del notaro G. B. Sacchi in data 15 Marzo 1803;
l'istrumento di riscatto fu stipulato tra il Duca D. Marino Torlonia ed
il Principe D. Livio III Odescalchi per gli atti del Notaro Bartoli il 2
Decembre 1848, per uguale somma. (N. d. T.).
[16] L'attuale proprietario Principe D. Baldassare Odescalchi ha fatto
in questi ultimi anni eseguire, sotto la direzione dell'architetto R.
Ojetti, molti lavori di ripristinamento, tra i quali quello dei portici.
(N. d. T.).
[17] Dall'archivio Orsini (fascicolo intitolato: _Nomi delli ritratti
che sono nella sala di Bracciano_) si rileva che dalle pareti pendevano
151 ritratti di personaggi della casa Orsini. (N. d. T.).
INDICE
Prefazione Pag. III
La Campagna romana » 1
I monti Ernici » 89
I monti Volsci » 141
Idilli delle spiagge romane » 191
Il Circeo » 247
Le sponde del Liri » 277
Il castello degli Orsini in Bracciano » 337
Nota del Trascrittore
L'ortografia e la punteggiatura originali sono state mantenute,
correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. I nomi in
greco a pag. 239 sono stati traslitterati. Tutte le occorrenze
dell'abbreviazione N. d. T. (Nota del Traduttore) sono state
normalizzate in (N. d. T.). Grafie alternative mantenute:
char à banc/char-à-banc
danno/dànno
È/E'
geni/genî
medio evo/medio-evo
meta/mèta
opifici/opificî
pendio/pendìo
promontori/promontorî
studi/studî
tempi/tempî
volta/vôlta
volte/vôlte