SCENA XIV.

_Detti e_ MÈNECLE.

(Mènecle si è affacciato dalla porta nel fondo, mentre Elèo ed

Aglae proseguono il lor dialogo sul davanti della scena. Rimane

muto, le braccia conserte, il volto tra pensieroso e sorridente,

sulla soglia a guardarli).

AGL. No... lasciami dire... Non ti accuso... Il tempo non muterà la tua

tempra, ma muterà molte cose intorno a te... Mènecle vivrà, e glielo

auguro, buon vecchio! molti anni...

EL. (_melanconico_) Oh... anch'io...

AGL. ... e il giorno che io sarò libera di nozze, io non sarò più una

ragazza per te. Breve è la stagion della donna — e s'ella non la coglie

— passata quella, se ne sta seduta a consultar gli auguri[212]. Le rose

della giovinezza in quel dì saranno svanite, e a te, nel fior degli

anni, non resterebbe a sposar che la memoria e l'ombra di colei che fu

un tempo la bella Aglae... una brutta vecchia grinzosa... Oh, sarebbe

troppo pretendere...

La sposa di Mènecle: Comedia in un prologo e tre atti, con note · 第 99 / 112 题