_Detti e_ MÈNECLE.
(Mènecle si è affacciato dalla porta nel fondo, mentre Elèo ed
Aglae proseguono il lor dialogo sul davanti della scena. Rimane
muto, le braccia conserte, il volto tra pensieroso e sorridente,
sulla soglia a guardarli).
AGL. No... lasciami dire... Non ti accuso... Il tempo non muterà la tua
tempra, ma muterà molte cose intorno a te... Mènecle vivrà, e glielo
auguro, buon vecchio! molti anni...
EL. (_melanconico_) Oh... anch'io...
AGL. ... e il giorno che io sarò libera di nozze, io non sarò più una
ragazza per te. Breve è la stagion della donna — e s'ella non la coglie
— passata quella, se ne sta seduta a consultar gli auguri[212]. Le rose
della giovinezza in quel dì saranno svanite, e a te, nel fior degli
anni, non resterebbe a sposar che la memoria e l'ombra di colei che fu
un tempo la bella Aglae... una brutta vecchia grinzosa... Oh, sarebbe
troppo pretendere...