AGLAE _ed_ ELÈO.
AGL. (_con effusione triste_) Elèo!...
EL. Aglae! Ebbi la tua. (_commosso, cercando padroneggiarsi e parer
calmo_) Grazie... Reco gli addii a Mènecle e a te.
AGL. (_triste, commossa_) E tu parti...
EL. Stanotte.
AGL. (_vivamente inquieta_) Per dove? con chi?
EL. Con Pelopida tebano e i compagni suoi. (_esclamazione di
Aglae_) Tebe accolse mio padre esule al tempo dei tiranni: è
giusto che nell'ora delle sue sventure, il figlio paghi il debito
dell'ospitalità...[211]
AGL. (_vivissimamente_) E tu...
EL. E io seguirò i fuorusciti nella più santa delle imprese.
AGL. (_dolorosamente esclamando_) O Dee!
(Si abbandona sur un sedile, sopraffatta dall'emozione e piange).
EL. Avresti preferito sapermi vivere, da te lontano, una vita oscura,
ignava, ingloriosa? Ignavia per ignavia, tanto allora varrebbe la
colpa!...
AGL. (_asciugandosi gli occhi e cercando padroneggiarsi_) No, no!
Perdona... hai ragione... Ma tu sei eroe, figlio di eroi, ed io, dopo
tutto, non sono che una fanciulla. Perdona. Vedi. Sono forte ora.
(_parla con voce rotta, reprimendo i singhiozzi_) Ti guardino i Numi!
Oh nessuna preghiera sarà mai loro salita più fervida delle mie! Ti
guardino i Numi! E ricordati di Aglae!..
EL. Ricordarmi?! La tua lettera verrà meco come la voce del buon
genio mio. Le tue parole mi han fatto triste insieme e superbo. Tutta
la mia esistenza, dissi a me stesso, mi parrà spesa bene, se sarà
spesa a meritarmele. Quando le ore mi passeranno più tristi, dirò:
Coraggio!... la stima di Aglae è con te. Quando la lontananza mi parrà
più incresciosa, penserò che è per Aglae che l'affrontai: e che, se al
mio nome, tra i Greci, verrà qualche gloria, Aglae lontana lo saprà.
Così avrò una ambizione nella mia vita, una luce sulla mia via. E se un
giorno sentissi le forze mancarmi, e farmisi uggiosa la luce cara del
dì... vorrà dire che Aglae m'avrà dimenticato...
AGL. Oh Elèo! sei cattivo! e non dovresti esserlo con la povera
Aglae in quest'ora!... Ecco, io avevo preparato un bel ricordo che
avrebbe fatto qualche volta sovvenire ad Elèo la sua piccola sorella
d'infanzia: così Aglae, pensavo, fida restando al dover suo, potrà
viaggiar senza rossore in compagnia dell'amico de' suoi primissimi
dì... (_mentre Aglae parla, come fra sè, con voce carezzevole,
infantile, ha nelle mani un piccolo ritratto all'encausto, che si è
levato dallo strofio, e che va guardando_) vedrà con lui altro cielo
ed altre città della Grecia: e come egli la vedrà sempre sorridergli
così... dello stesso sorriso, fissarlo sempre con lo stesso sguardo,
come uguali rimarran sempre queste dipinte sembianze, così uguali per
Elèo rimarranno la memoria ed il cuore di Aglae...
EL. (_vivissimamente, facendo atto di prenderle il ritratto dalle
mani_) Il tuo ritratto!... Oh grazie!
AGL. (_con umore_) Grazie niente. Mi hai detto quelle brutte parole...
EL. Aglae!
AGL. Ho fatto male a dirti di venire. Era meglio non vederci... Va...
lasciami...
EL. Ma non prima di aver meco questo pegno, che non darei (_glie lo
toglie con affettuosa violenza: Aglae se lo lascia togliere, senza
guardar Elèo_) pei tesori della terra! non prima di averti detto che
Elèo parte, ma la sua mente e la sua anima rimangono qui:... qui,
presso al piccolo domestico altare, dove orfano appresi ad amare i soli
esseri che mi amarono al mondo e ad accettare per essi il dolore... a
comprendere, per essi, il sacrificio!... (_con trasporto vivissimo_) Oh
andassi fino agli ultimi confini del mondo ed agli Espèridi... lascierà
prima Pallade la nostra rupe, che queste soglie, ove tu vivi, il mio
pensiero!...
AGL. No, no, Elèo!... capisco di chiedere troppo... troppo più che
io non deva, al tuo cuore ed alla tua memoria... Tu sei bello, sei
giovane, e non potrai, non dovrai vivere sempre solo...
EL. (_con rimprovero_) Aglae!...