AGL. Sicuro, Mìrtala, ei m'ha promesso di rendermi il mio Mènecle... è
un'anima bella, il tuo Cròbilo... Sii buona con lui.
MÌRT. Non dubitare, non dubitare. Se non fossi buona, gli avrei portato
quattro talenti di dote...
CRÒB. (_premuroso, tentando ingraziarsela_) E la possessione di
Egìna... terreni aratorî di prima qualità...
MÌRT. (_fissandolo severissima_) Precisamente. E che i colòni
trascurano e abbisognano molto di sorveglianza. Ci andremo insieme...
CRÒB. (_con esclamazione comica di angoscia_) (Ohimè!... l'esilio!...
come Aristide... ma almeno Aristide era solo!...)
MÌRT. Frattanto, in attesa di parlar con Mènecle, ti rincrescerebbe
accompagnarmi?
CRÒB. Ma eccomi!... (_fra sè, ripetendo dolorosamente_) (L'esilio!...
come Temistocle!)
MÌRT. Addio Aglae...
AGL. Addio Mìrtala. Grazie, Cròbilo...
CRÒB. (_con uno sforzo sopra di sè_) Nulla, nulla, mio dovere...
(Decisamente... era proprio una canzonatura!...) (_ad Aglae_) Nulla!...
(_a Mìrtala_) Eccomi... (_con comica angoscia_) (L'esilio!... come
Alcibiade!)
(Si lascia macchinalmente condurre via da Mìrtala, con aria di
suprema dolorosa rassegnazione).