AGL. (... tua moglie, la tradirai...)

CRÒB. ... Aglae, tu sei sventurata... e mi vuoi togliere il conforto di

esercitare sulla terra... la mia missione?

AGL. Oh no... ma...

CRÒB. Ne dubiti...

AGL. No, ma, vedi, è una missione pericolosa la tua. L'ultima volta

che fui a Corinto, passando in lettiga dalla piazza del mercato, vidi

la casetta di Antifonte l'oratore, quello, sai, che Atene condannò

a morte poco tempo prima di Socrate... E mi fermò la scritta che era

ancora sulla porta: «_Ufficio di consolazioni. Qui dimora Antifonte, il

quale ha la virtù di guarire con parole gli addolorati_...»[209] La tua

missione medesima! e l'umanità glie n'è stata così riconoscente, che lo

ha condannato a bere la cicuta...

CRÒB. Alla quale noi rinunziamo! L'umanità è stata sempre ingrata. Ma

Antifonte guariva con le parole... e non coi fatti...

AGL. (_suggestiva, velatamente ironica_) E tu invece... _uomo di

fatti_, sei!... Ma da quando questa missione il tuo buon demone t'ha

suggerito di esercitarla?... Fino a ieri nulla ne seppi... e poi,

Aglae, supposto avesse bisogno di un consolatore, vorrebbe prima

accertarsi che sia quello veramente che ebbe quest'incarico dai Numi:

che sappia indovinar nella sua anima ogni fremito de' suoi desiderî,

ogni sussulto delle sue speranze, ogni lagrima dei suoi dolori...

(_dopo dette queste parole con voce insinuantissima, mutando a un

tratto bruscamente accento_) ... vedi bene che tu non puoi essere

quello...

CRÒB. (_vivissimo_) E se lo fossi?...

AGL. Se lo fosti anche... non ne troveresti il tempo...

CRÒB. (_incalzante_) E se lo trovassi?...

AGL. (_fingendosi perplessa_) Se lo trovasti... (_con pentimento

brusco_) E poi no...

CRÒB. Mettimi alla prova...

AGL. Davvero? E tu sai...

CRÒB. So tutto.

AGL. E acconsentiresti...

CRÒB. Se acconsento!... (_fra sè, un po' sconcertato_) (Consentire??...

che diamine?...)

AGL. Oh grazie!... Perchè capisci... dal momento che tu sai tutto...

(Batte su queste parole con insistenza maliziosa).

CRÒB. (_impaziente, incalzantissimo_) Tutto, tutto...

AGL. Non ci sei che tu... E tu dunque gli parlerai?... quando?...

CRÒB. (_sbalordito_) Parlare... a chi?...

AGL. (_con tutta naturalezza_) Ma a lui...

CRÒB. (_sempre più sbalordito_) Già... già!... Ma... lui... chi?...

AGL. Ma a Mènecle...

CRÒB. Eh?!... (_dà uno sbalzo di spavento_) (Quella ci mancherebbe!...

con quel po' po' di sentenze!...) (_sconcertatissimo, e pure

sforzandosi nasconder l'imbarazzo_) Ah... già, già... Ma...

AGL. (_fingendo non accorgersi del suo turbamento_) Ma tu vedi che da

qui bisogna uscirne, per le Dee!... bisogna uscirne!... Esiti? Ah!...

lo sapevo...

CRÒB. (_con uno sforzo_) Ma ti pare?!... Niente affatto!...

(_facendo la voce risoluta e cercando farsi coraggio_) Cròbilo non

indietreggia... e se tu lo vuoi... (_vorrebbe dir qualche cosa, ma gli

manca il coraggio_) Ma permetti una parola...

AGL. (_impaziente_) Cosa?...

CRÒB. ... nel tuo interesse... mi pare... non ti pare... parlargli

io... fare uno scandalo...

AGL. Scandalo? (_fingendo sorpresa_) Scandalo il dirgli che fa male a

trattare così la sua compagna, sposata innanzi agli Dei patrî ed agli

Dei del focolare?... il dirgli, coll'autorità di un amico, che non son

questi i giuramenti innanzi all'arconte; scandalo il dirgli che sua

moglie soffre...

CRÒB. (_balzando sbalordito_) Eh?!

AGL. ... scandalo il ricondurmelo?...

CRÒB. (_sbalordito più che mai_) (O Febo! o spiriti! lo ama!) E... e...

questo era... che volevi?

AGL. (_mostrando a tutta prima sorpresa della sua sorpresa_) E

che altro... dunque... imaginavi?... Ah!... (_quasi un pensiero

le balenasse, si fa improvvisamente scura in viso, e s'appressa a

Cròbilo, figgendogli gli occhi in faccia, e parlandogli con voce lenta,

severissima_) Che altro imaginavi che il labbro di Cròbilo, marito di

Mìrtala, potesse osar di confessare all'orecchio di Aglae, la sposa di

Mènecle?...

CRÒB. (_interdetto, confuso_) Io... nulla... nulla... Ma le tue

parole... questo invito...

(Da qualche istante è entrata in iscena Mìrtala introdotta adagio

da Blèpo, che le fa dei gesti maliziosi, sulla soglia, additandole

Cròbilo; vedendo questi, Mìrtala si arresta, e ritraesi alquanto).

AGL. (_seria e dignitosissima_) Il mio invito fu un torto... se ebbi

torto di crederti amico leale di Mènecle e mio... Ma se Mènecle...

CRÒB. (_spaventato, supplichevole_) No!... no!... (_concentrandosi e

meditabondo, coll'indice sotto il naso_) (Ma dunque... avrebbe quasi

l'aria di essere una canzonatura?!...)

AGL. (_proseguendo_) Ma se tua moglie... fosse qui... (_Aglae s'è

accorta della presenta di Mìrtala_) se ti sentisse... che cosa direbbe

di questa tua improvvisa meraviglia?...

CRÒB. (_prorompendo, con voce risoluta, irritata_) O per gli Dei! se

mia moglie mi sentisse... le direi...

La sposa di Mènecle: Comedia in un prologo e tre atti, con note · 第 94 / 112 题