MÈN. (_dopo accompagnata Mìrt. e messala fuori, risalendo la scena_).
Altro se te lo renderò, bella Elena, il tuo Paride... Lui!... Ma il
bel Paride stavolta discorrerà col re di Sparta... (_a Blèpo_) Fallo
entrare.
(Blèpo esce ed entra Cròbilo dal peristilio).
CRÒB. (_entra assai espansivo_) Oh Mènecle! salute!...
MÈN. (_Mènecle lo riceve padroneggiandosi, con cortesia forzata,
velatamente ironica_) Buon dì, Cròbilo.
CRÒB. Passavo di qua, venendo dai Portici, e ricordatomi che posdomani
c'è assemblea, ho detto: Oh, entriamo dal nostro Mènecle, che sa tutto,
a saper che c'è di nuovo...
MÈN. (_lo scruta di soppiatto_) E a me, ora, il mio démone m'aveva
detto: Ecco Cròbilo che passa e che entra...
CRÒB. Già, l'amico sente sempre l'odor della pesta dell'amico...
MÈN. (_con intenzione ironica, scrutandolo_) E un amico come te...
CRÒB. Per tutti e dodici gli Dei! Voglio credere!...
MÈN. (_proseguendo, suggestivo, velatamente ironico_) ... val più d'un
tesoro. Grazie[195].
CRÒB. E non faccio per dire, sai, ma quando per via mi sento alle
spalle: To' quello che passa è Cròbilo Colonèo, l'amico di Mènecle...
dell'inclito Mènecle... mi pare di essere più alto un cubito. Cròbilo,
l'amico di quel Mènecle che operò tanti prodigi in campo, che fece
passar tante leggi nell'assemblea, che governò le isole... per Ercole,
sai che tutto ciò empie la bocca!... E dà una certa autorità... certi
vantaggi...
MÈN. (_con intenzione, ironica_) Ah già! molti!...
CRÒB. Vedi, iersera ho fin questionato per te. Tu sai che io ho molte
idee mie, ma infine, con le tue van d'accordo. È così bello aver sempre
coi grandi uomini qualche cosa in comune...
MÈN. Già, già. (Bello e... comodo).
CRÒB. Bene, si discorreva degli affari di Tebe e de' profughi.
Quell'asino di Eucare pretendeva che Atene faria bene a levarseli
da' piedi: e dalla sua eran parecchi. Io gli rispondo come va, e gli
espongo... così in breve... giusto le stesse riflessioni che tu mi
facevi l'altra sera... il pericolo di una guarnigione spartana qui a
due passi, nella Cadmea, l'urgenza di ristabilir in Grecia l'equilibrio
compromesso dalla pace di Antalcida, e far di Tebe un antemurale per
chiudere a Sparta gli sbocchi del settentrione... eccetera, eccetera...
insomma tutti quanti gli astanti si arresero alle riflessioni nostre...
MÈN. (_correggendo_) Alle mie...
CRÒB. Sì, le mie, le nostre!... Ma Eucare, quell'asino, duro: e io
«_Ti prego a credere che quando io e il mio amico Mènecle esponiamo un
parere, ci abbiamo prima studiato sopra_...» Ohibò! come soffiar in una
rete[196]. Allora mi scappa la pazienza: Senti, gli dico, ci vuole un
bel coraggio ad ostinarsi, quando io e il mio amico Mènecle dichiariamo
che è così e così: e per aver questo coraggio, bisogna prima aver
guadagnate due corone come noi...
MÈN. (_correggendolo_) Come me...
CRÒB. Sì... come te... come noi...
MÈN. (_ironico_) Ah!...
CRÒB. Aver fatto tante leggi come noi...
MÈN. (_correggendo ancora_) ... Come me...
CRÒB. (_senza più badargli_) ... presieduto giudizii come noi,
governate le isole come noi... (_Mènecle accompagna i noi, con gesti
del capo, di adesione ironica_) Ma se ti dicevo che quel poter parlare
dei grandi uomini come di noi stessi, aver con essi tutto in comune...