AGL. ... e io finirò con...
MÈN. (_sospeso alle labbra di lei, aspettando la risposta ansioso_) ...
con...?
AGL. ... finirò... con... l'ammalarmi!... (_Mènecle resta lì di botto,
sconcertato_) Oh, quanto sono infelice!...
(Dà in pianto, abbandonandosi sopra una sedia).
MÈN. (_sorpreso, comicamente imbarazzato_) Questa conclusion non
m'aspettavo... Ohimè, che imbroglio!... Aglae!...
AGL. (_senza rispondere, continuando a singhiozzare_) Quanto sono
infelice!...
MÈN. (Adesso fa piangere anche me!...) (_seguitando a guardarla e
parlando fra sè, le si appressa_) No... senti Aglae...
AGL. (_seguendo a singhiozzare_) Lasciami... ho voglia di piangere...
MÈN. (_osservandola_) (Eppure... com'è bella mia moglie quando
piange!...) (_dà un sospiro lungo_) (Eh! avessi cinque olimpiadi di
meno!) (_passeggia, poi si ferma, giungendo le mani al cielo_) (O
Nettuno marino!... Quale strega di Frigia o di Tessaglia mai, tirando
il mio oroscopo, m'avrebbe detto: Mènecle, tu passerai per molte prove;
scamperai dai campi di battaglia e dalle tempeste; dalle spade dei
nemici, dalle calunnie dei sicofanti e dal morso degli oratori[180];
dai mostri del mare, dalle miniere e dalla schiavitù... e quando
avrai il crine inargentato e il corpo stanco... farai piangere una
donna... di gelosia!...) (_seguita a guardarla di sottecchi_) (Com'è
bella!... Dopotutto, già... lo ha detto lei: appetto ai giovani della
giornata...) (_si dà un'occhiata alla persona, una guardatina in uno
specchio, lisciandosi con compiacenza la barba_) (noi possiamo passare
per belli avanzi...) (_si appressa ad Aglae e le parla amorevole,
insinuante_) Eppure, Aglae, se tu leggessi qui dentro, vedresti...
AGL. No... no... non voglio veder nulla...
MÈN. (Ma fa sul serio!) (_guardandola affettuosissimo, le prende nelle
proprie una mano che essa non ritira_) Ma e dunque... sarebbe proprio
vero... che vorresti ancora un po' di bene al vecchio Mènecle? (_parla
esitando_) Oh se!... (_come via cacciasse un pensier lusinghiero_) no..
no..
AGL. (_ritirando la mano e levando vivamente il capo_) Se... cosa?
Prosegui... confessa...
MÈN. Ma che confessare!... Volevo dire che sono meno bugiardo, meno...
vizioso di quel che credi... (Stavolta dico la verità). Ma che vuoi,
la tua affezione, mi pare un sogno... di quei sogni cari e ingannevoli
della sera... Sai che essa sarebbe una troppo grande consolazione per
questo povero vecchio!... Che io non potrei augurarmi, in questo triste
tramonto, una più alta gioia sulla terra, del sapere, che quel giorno
che per me sarà l'ultimo... (_Mènecle qui parla lento, interrotto,
sinceramente commosso_) tu sarai là... al mio capezzale... a dirmi
l'ultimo addio: che dalle tue labbra, e non da prefiche bugiarde,
udrò la preghiera al conduttore dell'anime;[181] che le tue mani mi
comporranno nel domestico sepolcro e la mia povera ombra avrà qualcuno
sulla terra che si ricordi di lei!...[182]
AGL. (_commossa dalla sincerità dell'accento di Mènecle, si abbandona
del capo e della persona sul petto di lui. Mènecle la sorregge
amorosamente delle braccia_) Oh, Mènecle!
MÈN. (_pausa. Mènecle, sorreggendo Aglae, esclama tra 'l mesto e 'l
comico_) (Cose che capitano ai vecchi!... Qui ci vorrebbe Zeusi a
dipingere il quadro!...) E tu Aglae... a questo guerriero cadente...
AGL. (_risollevando il capo_) Aglae non dimenticherà mai ciò che questo
guerriero cadente ha fatto per la sua famiglia, pel padre suo...
MÈN. Ah! (_si distacca vivissimamente da Aglae, rabbuiandosi_) (L'avevo
detto che si sagrificava!... Ed io bestia... stavo per dimenticarlo...
Ah, per gli Dei, sarei indegno di aver fatto versare quelle lagrime! Il
dado è tratto!)
AGL. Che hai?...
MÈN. (_con accento di repentina risolutezza_) No, Aglae, la tua
gratitudine serbala ad altri. Tra me e tuo padre non ci fu che un
ricambio... e il debitore sono ancora io... Tu sei troppo buona e
virtuosa... e io... non ti merito... _Non ti merito._ Avevi ragione.
Sono indegno di te. (È fatta!).
AGL. Che? Dunque confessi...
MÈN. (_concitato_) Sì, sì... confesso... tutto quel che vuoi...
AGL. Ci sei stato...