SCENA II.

MÈNECLE _e_ BLÈPO.

(Mènecle leggendo una carta, seguito da Blèpo, entra dal peristilio

a destra).

MÈN. (_leggendo_) «Scegliere fra essere o non essere. O si è marito o

non si è. Se essere non volevi, non dovevi diventarlo». Ma bravo, per

Giove, mio cognato Fània! Platone non avrebbe ragionato meglio! (_si

volge a Blèpo_) E che t'ha detto Fània nel darti questa?

BL. Che ripassava.

MÈN. Che ombra fa?

BL. Un piede[153].

MÈN. Oh, oh! quasi mezzodì! Sarà qui a momenti. Va. (_lo richiama_)

Aspetta. Ed è tornato, n'è vero, in mia assenza, Elèo?

BL. No.

MÈN. Come no? e queste carte? chi te l'ha date?

(Accennando altre carte che ha in mano).

BL. Lui.

MÈN. Quando?

BL. Stamattina.

MÈN. Dove?

BL. Qui.

MÈN. Dunque è venuto, imbecille!...

BL. Grazie.

MÈN. (_impazientito_) È venuto sì o no?

BL. Venuto sì, tornato no.

MÈN. (_lo guarda sorpreso_) Eh?...

BL. (_con far grave e sentenzioso_) _Venire_ non è lo stesso di

_tornare_. E se uno viene, non torna. E se uno torna, non viene. Però

si può dire: _In questo suol vengo e ritorno_, come Eschilo fa dire ad

Oreste esule[154].

MÈN. (_guardatolo attonito, se gli appressa, tra serio e canzonatorio_)

Bravo!... E, dimmi in grazia... dove e quando hai imparato queste belle

cose?...

BL. (_con gravità_) Ieri, passando dal Liceo, da uno di quei filosofi

che ci stanno. E delle altre cose ancora...

MÈN. (_ironico_) Ah!... sei divenuto un savio... dunque?

BL. (_sentenzioso_) No, padrone. Perchè ciò che diviene non è[155],

e non può essere nel momento che diviene: altrimenti, se fosse già,

non diverrebbe, o, se diviene, diviene un'altra cosa: e quello che

è, se potesse divenire, allora l'essere diventerebbe eguale al non

essere, mentre il non essere è diverso dall'essere, come dice Ercole in

Euripide[156]. E per scegliere quindi fra l'essere...

MÈN. (_continuando ironico_) ... e il non essere... Ferma un momento.

E dimmi un po'... hai scopato le stanze stamane?... e la casa è

all'ordine?... è?

BL. Sicuro che è.

MÈN. (_fissandolo_) Ma potrebbe anche non essere, visto come impieghi

il tempo. Vedi questo? (_gli mostra un grosso bastone_) Cosa credi che

sia? essere o non essere?

BL. (_tirandosi a rispettosa distanza_) Vedo. È un bastone... è...

MÈN. Ne convieni? Ebbene, se ti sento fare ancora di queste scoperte,

e bazzicar quei galantuomini che mangiano fichi nel Liceo[157], questo,

che è un bastone, ti annunzio che può _divenire_ uno spianatoio per le

tue spalle, pur non cessando di _essere_ un bastone. M'hai inteso?

BL. Perfettamente.

MÈN. Vedi che lo sei, un savio!... Va.

(Blèpo esce, facendo comiche smorfie).

La sposa di Mènecle: Comedia in un prologo e tre atti, con note · 第 44 / 112 题