AGLAE e CRÌSIDE.
CRÌS. (_entra vivissima e gaia, e corre ad abbracciare Aglae_) Buon dì,
cara Aglae!
AGL. (_andandole incontro e baciandola_) O mia buona Crìside!...
CRÌS. Sempre lavori?...
AGL. Passo le ore.
CRÌS. Ho incontrato il giovane Elèo che usciva correndo come un
disperato verso porta Ippade, sulla via di Colòno!... (_gesto vivo di
Aglae_) O aurea Venere! altro che quelli che corron lo stadio!...
AGL. È stato qui dianzi a cercar di Mènecle...
CRÌS. Che? è andato a Colòno il tuo Mènecle oggi?
AGL. Oh no... ma... (_sviando il discorso_) ma che grazie dovrò dirti,
o mia Crìside, del tuo dono sì caro e gentile? (_va a prendere lo
specchio_) Ma sai che è bello! tanto bello! perfino adulatore!...
CRÌS. Ah, nessuno ti adulerà più di quello che Venere ti ha adulato nel
nascere... Tranne il cinto d'oro, tutti i suoi doni t'ha dato...[107]
Così t'avesse dato... anche di meglio impiegarli...
AGL. (_con affettuoso rimprovero_) Crìside!...
CRÌS. (_maliziosa_) Ma sai che questo specchio ha anche una virtù tutta
sua?
AGL. Davvero?
CRÌS. (_scherzosa_) Esso riflette anche ciò che non si vede: ti svela i
più bei contrasti pittorici che mente d'artista possa immaginare...
AGL. (_vivissima_) Ah! sì! me ne sono accorta!
CRÌS. (_con aria di malizia affettuosa_) Allora, sai ciò che esso dice
in questo momento? Che il sorriso del tuo volto è come il rovescio
della tua anima: l'uno vorrebb'essere sereno, come lo sguardo della
dea, tua protettrice; l'altra è triste come l'occhio della Parca. È
un filo di luce che non sa rompere la nuvola. Questo dice lo specchio,
e... nevvero... Aglae, che lo specchio... indovina?
AGL. (_dopo una pausa, voltando discorso_) E... come sta tuo marito?
CRÌS. Tuo fratello... bene... grazie agli dei... ma non è la rispo...
AGL. (_interrompendo_) E da un po' non si lascia vedere... perchè?
CRÌS. Esce così di rado... È tanto occupato in casa...
AGL. Molte aringhe per clienti da stendere?... Molti affari
dell'Eliea?...
CRÌS. (_esitante_) Oh sì... molti affari! molti!... fin troppi...
AGL. E ti vuol bene sempre?
CRÌS. Sì... almeno... me lo dice...
AGL. Ah...! quando te lo dice?
CRÌS. (_con accento ingenuo_) Oh varie volte!... La mattina, per
esempio, quando apro gli occhi, e prima che mi alzi... poi... mentre
mi alzo e mentre le fantesche mi vestono... mentre mi pettinano...
e quando offro alla dea le divozioni del mattino... o quelle del
vespero... e poi... così... alla sera... quando mi corico... me lo
ripete fino a che mi sono addormentata... e poi... quando dormo...
nella notte... per isvegliarmi...
AGL. (_con serietà scherzosa_) Infatti... son varie volte. E... ti
bastano?
CRÌS. (_comicamente ingenua_) Sì... sì...
AGL. Ah... proprio...?
CRÌS. Ecco... dirò... alle volte... lì al momento... mi pare quasi...
sì... che siano come troppe!... Ma poi nel dirmelo (_abbassando gli
occhi con grazia sorridente ed ingenua_) siccome cambia tanto la
voce... me lo dice in tante maniere diverse... con negli occhi tante
espressioni diverse... così mi pare sempre una cosa diversa... che...
insomma... fa piacere...!
AGL. (_scherzosamente seria_) Ah, già! sicuro!... i discorsi variati
piacciono sempre...
CRÌS. Oh, sì... tanto! Perchè, sai, quando non sa più come dirmelo in
prosa, così per cambiare... anche in versi me lo dice...
AGL. Ah!...
CRÌS. L'altra sera aveva studiato tanto... e io, nella notte, tanto
di muso!... la mattina, nello svegliarmi, ho trovato questo sotto
all'origliere:
Studiai del Meònio le pagine
Per dirti d'amor nova idea:
Quai dolci parole, nell'isola,
Ulisse a Calipso dicea:
D'amore in che accenti Anadiòmene
Col frigio pastor favellò:...
Studiai del Meònio le pagine...
E... _t'amo!_ altro dirti non so.
Frugato ho ne' canti d'Orfeo
Per dirti d'amor novo stile:
Com'egli, fra 'l pianto letèo,
Chiamasse la sposa gentile:...
Qual voce a' suoi cantici amanti
La selva e 'l leon trascinò:...
Frugato ho d'Orfeo tutti i canti...
E... _t'amo!_ altro dirti non so.
L'ho chiesto di Saffo al lamento
E al vecchio dai brindisi d'oro:
Ognun rispondeami: lo sento...
Ma come insegnartelo... ignoro.
E frugo!... e altre immagini chiamo!...
Ah!... un lampo qui alfin balenò!
Ah!... eccola! eccola!... è: _t'amo!..._
(_battendosi la fronte come chi trova un'idea_)
La nova parola ch'io so.
(_Mentre Crìside va leggendo questi versi da un biglietto che
s'è tolto dallo stròfio, Aglae apre e sfoglia, come rileggendo
distratta, il libro che stava leggendo prima_).
Ti piacciono?
AGL. Sì...
CRÌS. Che cos'hai lì? (_guardando_) Le _Trachinie_ di Sofocle! Dejanira
abbandonata!... Oh che brutti argomenti!...
AGL. (_con serietà scherzosa_) Ah, sì!... c'è meno varietà che ne'
tuoi... E come dicevi... Fania dunque è tanto occupato... Sono queste
le molte occupazioni...
CRÌS. Già!... anche queste!
AGL. (_comicamente seria_) Tutto il tempo che avanza è per i clienti
dell'Eliea...
CRÌS. (_comicamente ingenua_) Oh, tutto!...
AGL. (_c. s._) I clienti sono ben serviti. Sicchè, di quelle preziose
notizie che ti dà tuo marito... tu non resti priva... se non quando
esci di casa... come oggi...