AGL. Resti?...
MÈN. No... ho da uscir lo stesso. Addio...
AGL. (_dal suo posto_) Addio...
MÈN. (_s'avvia, poi torna indietro_) Se venisse Elèo, bisogna dirgli
che ho avuto lettere da Tebe, da Epaminonda... Poi già gli parlerò
io... (_ritorna ad avviarsi, poi si sofferma da capo, dinanzi a un
tavolo_) Ah, è questo lo specchio che t'ha regalato Crìside? (_prende
dal tavolo uno specchietto di bronzo, a fregi d'oro, e ne esamina il
manico intagliato_) Graziosa questa piccola Afrodite!... (_si specchia,
lisciandosi la barba_) Che bella luce!... Oh, Aglae!... vieni qua!...
(_Aglae si alza e va verso lui_) Più in qua!... così!... (_tenendo
dell'una mano lo specchio, dell'altra avvicinando Aglae a sè, e la
testa di Aglae a contatto della propria, così che i due volti, l'un
presso l'altro, nello specchio si riflettano entrambi_) Guarda!...
che quadretto!... (_porta colla mano lo specchio un po' a distanza,
per meglio contemplarvisi; e con l'altra mano libera si liscia la
barba bianca poi la ripassa dolcemente sulla chioma bionda di Aglae_)
Il vecchio Titone ha sposato l'Aurora e l'oro del Pattòlo si è fuso
con l'argento del Làurio!... (_con gesto ed accento comicamente
espressivi_) Che bel matrimonio!... (_s'avvia_) Addio Aglae... Che bel
matrimonio!... (_esce_).