TESMOT. Fate silenzio... attenti, giudici...[28]

2º EL. To' che si soffia il naso per tirar giù le idee! Ah, sì, se

crede che per tre oboli io voglia star qui fino a domani... (_al

servo che sta versando in più riprese l'acqua dall'anfora grande nella

piccola che serve di misura, e da questa nella clessidra_) Ehi, ehi,

quell'anfore tienle scarse![29]

BEOTO (_dopo messasi la corona, e aggiustate le carte, comincia a

parlare, appoggiandosi sul bastone[30] e rivolto al Tesmoteta_). O

giudici Ateniesi! La accusa testè letta mi dispensa...

1º EL. Forte!...

3º EL. Più forte!...

2º EL. Che voce da chioccia!...

BEOTO (_alzando la voce_) ... la accusa testè letta mi dispensa da

lunghe parole, e sarò brevissimo...

1º EL. Bravo!

2º EL. Bene!...

BEOTO. ... brevissimo... e mite: e regalo all'accusato tutta l'acqua

che m'avanza...[31]

EUDEM. Non so che farne...

BEOTO. ... perchè la evidenza dei fatti val meglio di ogni arringa

eloquentissima. Nè alcuno di voi creda, per l'olimpico Giove, che

privata invidia o rancore m'abbiano mosso all'accusa:[32] chè l'animo

nel muoverla mi piange...

3º EL. Poveretto!...

BEOTO. ... e pagherei volentieri, perchè i fatti non fossero, la multa

dell'accusator soccombente.[33]

2º EL. Eh, che generoso!...

BEOTO (_con accento e gesto di declamatore_). Ma in vedere costui

farsi giuoco dei patrii magistrati, e sommuovere con funeste massime

la città,[34] chiamando complici della iniqua opera le Muse, santo e

puro zelo d'indignazione mi prese per la offesa fatta a quelle dee: le

quali invoco e gli altri numi ed eroi tutelari di questo suolo, perchè

vendichino sè stessi, e voi, e le leggi, e i patrii templi, e i boschi,

e i domestici sagrifici...[35]

2º EL. (_interrompendolo_). Tira il fiato!...

BEOTO. Che se, per far breve, a poche leggi sole nella accusa mi

restrinsi, ben potrei portar qui tutto intero l'archivio di quante

leggi e sentenze si conservano nel tempio della gran madre degli

dei,[36] perchè questo impudentissimo tutte in una le calpestò. E tu,

che tanto osasti, sei ancora vivo? sei qui?

TESMOT. Neh, oratore, se è qui, mi par inutile domandarglielo. Bada

all'acqua...

(Mentre Beoto parla, Eudemonippo è ritto in piedi a lato della

propria tribuna, e prende annotazioni.)[37]

BEOTO. Ci bado!... non temere, sarò cortese con questo...

scelleratissimo. La commedia vi sta, o giudici, davanti: essa vi parli

per me. Vietano le leggi nostre, o Ateniesi, sian messe sulla scena

persone vere sotto il loro nome e dicasi ingiuria a magistrati: savio

divieto, perchè l'onore di questi è onor dei cittadini che li elessero,

e l'onor dei cittadini è patrimonio della Repubblica. E pur qui nella

commedia si nominano e Fania ed Elèo: e pur non ignorate che il vecchio

Mènecle fu eletto due volte tesmoteta, e andò ambasciatore ai Corintj

e governatore in Lesbo: giudicate voi, dopo tanta dignità di uffici,

qual parte nella commedia gli tocca di fare. Bellissima anzi, vi dirà

questo istrion da dozzina:[38] ma voi non sorprenderanno le sue parole,

perchè appunto la commedia è intesa a capovolgere ogni concetto e della

famiglia e della virtù. Vedo molti fra voi dalla testa calva o canuta,

i quali condussero in tarda età giovane sposa...

2º EL. (_scherzoso al vicino_). Neh, senti Glaucone!...

BEOTO. ... essi, essi diranno, per gli dei, se la condotta che a

Mènecle costui attribuisce, sia imitabile e seria, se degna di un

Arconte ella sia! Ad essi, ad essi, se a loro è pur caro sentirsi sui

freddi levigati avorî della testa la carezza di mano morbida e tepida,

e stringere la fresca dolce compagna fra le braccia antiche e dignitose

— ad essi, ad essi[39] io domando se meriti pena costui che dalla

scena osa propor simili esempî, e proporli in persona di un magistrato

che porta corona, affinchè l'esempio, reso più autorevole, porti più

presto, o vecchi giudici, nei talami vostri la solitudine...

(Esclamazioni dei giudici).

1º EL. Eh, eh! senti?

2º EL. Come, come? La solitudine nei talami nostri? Questo osa quel

tristo?...[40]

BEOTO (_rilevando, con voce vibratissima, la interruzione_). Sì...

questo osa!... e difendeteli, difendeteli, i vostri talami, per gli

dei!...

2º EL. Ma anche per le dee, se occorre!... o sta a sentire!...

BEOTO. Io non so se io deva... non vorrei...

1º EL. Parla! parla! galantuomo!...

2º e 3º EL. Sì, sì, segui!... segui!...

BEOTO. Non vorrei eccedere nei diritti della accusa, fedele al mio

proposito di essere cortese con questo... solennissimo birbante...

1º e 2º EL. No, no, non esser cortese!...

BEOTO. Ma egli forse vi dirà che nei panni di Mènecle altro partito

non v'era da quello che egli inventò: e voi rispondetegli che miglior

partito era la morte...

1º EL. Sicuro!...

2º EL. Sicuro!

BEOTO. ... e che in quei panni ognun di voi preferirebbe morire...

1º e 2º EL. Cioè, cioè...

3º EL. Adagio, un momento...

BEOTO. Perchè la legge non vieta a chi versi in tristi impicci nel

mondo l'andarsene... (_passa un foglio al cancelliere_) dilla su,

cancelliere... tu (_al custode della clessidra_) ferma l'acqua...[41]

CANCEL. (_leggendo_). «Chi non voglia più vivere, lo annunzi al Senato:

gli esponga le cause: ottenutone il permesso, vada pure...»

3º EL. Ah, quando c'è il permesso, è un altro affare... ma io non lo

domando...

BEOTO. Come vedete, o Ateniesi, la via d'uscita e magnanima vi era:

magnanima costui poteva rendere la condotta di Mènecle: ma a lui

premeva sovvertir la famiglia, e dare ai vecchi mariti detestabile

suggerimento... Or io mi volgo tra voi, giudici, anche a color che

son giovani; a voi, che appena in quest'anno avete avuto la tabella e

prestato in Ardetto il giuramento:[42] e a voi domando, se baldanza di

mogli sia lecita in Atene, quanta costui nelle donne di Cròbilo e di

Fània ne pensò... Ben più modesto ufficio, saviamente, o Ateniesi, fra

noi si assegna alla sposa del cittadino: poichè abbiam le cortigiane

pei piaceri dello spirito e per gli affetti della vita... e abbiam le

mogli per crear figli legittimi e per la custodia della casa e della

roba.[43]

ELIASTI. Bravo! benissimo!

BEOTO (_segue riscaldandosi e battendo del pugno sulla ringhiera_).

Questa la legge, questo il costume, questa la base della città: se v'ha

chi altra ne sappia, la indichi, salga qua, gli cedo l'acqua.[44] Ma

costume, e legge, e città, che diverranno se manderete assolto costui

che insegna alle mogli ad alzar la voce, quando parla il marito?

O terra, o sole, o dei![45] Così tu, celibe, insidii dei mariti

l'autorità, e nulla avendo da far nella tua casa, metti sossopra la

loro?

1º e 2º EL. Ah, ma la vedremo!...

3º EL. Basta, basta! non dir altro!... lo aggiusterem noi!...

BEOTO (_rasciugandosi il sudore e ripigliando più calmo_). Ancora una

parola, e ho finito. Fu tempo, o Ateniesi, che le Muse tra voi furon

ministre di virtuosa e virile educazione: allora esse crebbero quegli

uomini che pugnarono a Maratona.[46] E vanno famosi quelli antichi

poeti, perchè insegnarono il vero, onorarono gli iddii, beneficarono

gli uomini: e trovarono molte leggiadre parole per dire molte utili

cose. Orfeo fondò i misteri, vietò le stragi; Museo insegnò i rimedi

delle malattie; Esiodo l'agricoltura e i tempi del seminare e del

raccogliere (_man mano che Beoto prosegue l'enumerazione degli esempi,

gli Eliasti danno in esclamazioni d'impazienza_). Omero perchè acquistò

gloria? perchè insegnò l'arte di schierar le truppe.[47] Tirteo? perchè

insegnò la politica. Così è del poeta ammaestrare gli adulti, come il

pedagogo i puttini:[48] per questo ordinammo che i poemi di Omero si

cantino nelle sante Panatenee:[49] per questo alzammo alle Muse, come

a benefattrici, gli altari. E voi tollerereste che questo sacrilego

ricorra ad esse per renderle seminatrici di guai? Ah, se da qui

tornando alle case vostre, le mogli o le sorelle vi domandassero:[50]

_Che cosa avete fatto quest'oggi?_ risponderete voi: abbiamo assolto

un poeta il quale pose in iscena mogli che si immischiano di quel

che non devono e che non fanno quello che devono? Ah no, per Giove

e per il trofeo e per i sepolcri della Tetràpoli![51] no, per gli

eroi che dormono sotto i pubblici monumenti! oggi... tornando a casa,

raccontereste la vostra sentenza: domani, tornando a casa... non

trovereste la minestra in tavola!... Pensateci!

(Applausi degli eliasti. Beoto si leva la corona e scende

pettoruto, con aria trionfante, dalla ringhiera).

2º EL. Ah, le mie lenticchie!...

1º EL. Questo è parlare!...

3º EL. Scusa... stavo scrivendo... che cosa ha detto?...

1º EL. Che se diamo a costui fava bianca, domani le donne non ci fan da

pranzo...

La sposa di Mènecle: Comedia in un prologo e tre atti, con note · 第 6 / 112 题