»Fausto squillo di tromba guerriera
»Renda omaggio alla gloria, al valor.
»Presta, è ver, giugne ai forti lor sera,
»Ma che è vita, se priva d'onor?
_D'un Anonimo._
Dopo che Claverhouse ebbe fatto sbarazzare quella stanza da quanti morti
ivi giacevano, annunziò ai suoi soldati, che in quella casa si
passerebbe la notte, e gli eccitò a star pronti per la partenza della
domane. Pensò indi a Morton, al quale parlò in modi che eccedeano quelli
di una ordinaria cortesia.
»Voi vi sareste risparmiati i pericoli che correste da ambe le parti,
sig. Morton, se aveste voluto prestare un po' più d'attenzione ai
suggerimenti che vi diedi ieri mattina. — Però non ne parliamo più;
rispetto i motivi che vi guidarono. — Voi siete prigioniero di guerra, e
la vostra sorte dipende dal re e dal consiglio, ma è mia intenzione che
vi si usi ogni riguardo possibile. Vi chiedo unicamente parola di onore,
che non farete alcun tentativo di fuga.»
Morton diede tosto questa promessa. Claverhouse l'accolse chinando il
capo cortesemente; indi voltosi altrove chiamò un sergente.
»Quanti prigionieri, Holliday? Quanti uccisi?»
»Tre uccisi in questa casa, o generale (tal grado era stato allora
conferite a Claverhouse) due nel cortile, uno in giardino, e quattro
prigionieri.»
»Armati o senz'armi?»
»Tre armati fino ai denti. L'altro senz'armi. A fisonomia dev'essere un
predicatore.»
»Intendo — una fra le trombe dell'esercito. — Gli parlerò domani. Quanto
ai tre altri conduceteli nel cortile, e un fuoco di fila — Non
dimenticate di notare nel libro degli ordini tre ribelli presi coll'armi
alla mano e moschettati, con data di giorno e di luogo. Credo che siamo
a.... Drumshinnel. — Tenete sotto buona guardia il predicatore. Preso
senz'armi! Lo sottometteremo ad un piccolo interrogatorio. Ma a ciò
penseremo domani, e lo manderò forse al consiglio. Sono stanco di questa
faccenda sgradevole. — Si abbiano i massimi riguardi pel signor Morton.
— Eh! vegliate che si prendano cura anche del suo cavallo. — Ah! bisogna
far lavare la schiena al mio con un bagno d'aceto; la sella deve avergli
fatto un poco di scorticatura.»
Ordini che erano dati con aria d'indifferenza e tutti sul medesimo
tuono; quasi quegli da cui venivano li giudicasse indistintamente della
stessa importanza.
Uscito appena Holliday, Claverhouse si fece portar qualche cibo, che li
venne in fretta apprestato, ed invitò Morton a mettersi seco lui a
mensa, aggiugnendo: »Un tal giorno ci è stato giorno di fatica per tutti
due.» Ma fu impossibile cosa a Morton il prendere alcun nudrimento. Le
sensazioni varie e violente alle quali fu in preda gli aveano tolto
l'appetito del tutto; solamente lo crucciava un'ardentissima sete, ed
esternò a Claverhouse la necessità di sbramarla.
»Nulla di più facile! rispose l'altro. Ecco un fiasco di birra, che
quegli sgraziati si erano preparato. Dev'esser buona, perchè que'
mariuoli di Puritani sanno bene i luoghi ove si trova migliore. — Alla
vostra salute, signor Morton» diss'egli empiendone un bicchiere per sè e
presentandone un altro al suo convitato.
Morton accostava al labbro il bicchiere allorquando una scarica
d'archibusi annunziò terminata la vita di tre prigionieri. Abbrividì
Morton e rimise il bicchier sulla tavola.
»Siete giovane, sig. Morton (disse Claverhouse, votando il proprio
tranquillamente) nè quindi avvezzo ancora a simili scene. Questa prova
di sentimento delicato non vi toglie nulla della mia stima; ma il dovere
e la necessità ne accostumano finalmente a non ci scomporre per tali
avvenimenti.»
»Spero che nè dovere nè necessità produrranno mai in me quest'effetto.»
»Così anch'io ho creduto una volta. Voi penerete forse a persuadervene;
ma sull'incominciare di mia carriera io fremeva al sol vedere un ferito;
parea che il suo sangue sgorgasse dalle mie vene medesime. Siamo però
giusti, sig. Morton! perchè la morte che ne attornia da tutte le parti
deve poi atterrirci cotanto? Udiamo noi sonar ora che non sia l'ultima
per qualcuno fra' nostri simili? Perchè darci tanto affanno per
prolungare la nostra o l'esistenza degli altri? È un vero lotto. La
mezzanotte scorsa doveva essere estrema per voi; voi vivete, ed invece i
malvagi che divisavano assassinarvi non sono più. Qual cosa è il dolore
che si prova all'atto del morire? Non merita l'incomodo di pensarci
sopra, tanto più che è un destino al quale o più presto o più tardi, o
in un modo o nell'altro, convien soggiacere. Se penso alla morte, sig.
Morton, egli è colla speranza di trovarla un giorno sul campo di
battaglia, dopo avere combattuto da valoroso, in mezzo alle grida della
vittoria.»
Claverhouse aveva appena terminate queste parole che di guerriero
entusiasmo gli faceano scintillar le pupille, allorquando un tale, che
avea piuttosto forma di spettro insanguinato, apparve in un angolo di
quella stanza, e lasciò vedere a Morton, sfigurati dal molto sangue
perduto e dalla vicinanza della morte, i lineamenti dell'energumeno
Abacucco, il quale stendendo le braccia verso Claverhouse sì disse: »Tu
ti confidi nella tua forza; ma Dio è il protettore dei deboli. Il sangue
degl'innocenti che tu spargesti dal tuo sangue vuol esser lavato.
Ricordati che sta scritto; _chi ferisce di coltello perirà di
coltello_.»
Ricadde in pronunziando queste parole, e morì nel medesimo istante.
Il quale spettacolo acrebbe la commozione di Morton, colpito in oltre
dal modo onde gli ultimi detti di questo farnetico vennero quasi al
proposito de' sensi esternati da Claverhouse.
Due dragoni che trovavansi in quella stanza, comunque avessero i cuori
indurati dall'uso di versar sangue, non poterono contemplare
quell'apparizione, e udire la specie di profezia che l'accompagnò, senza
sentirsi addiacciar per orrore. Rimasero pallidi, immobili, cogli occhi
fissi al fantasma e in uno stato che colla stupidità confinava.
Claverhouse solo non diede il menomo segno di commozione. Fin dal
momento che Abacucco erasi alzato da terra, aveva afferrate le pistole e
solamente quando s'accorse che costui era moribondo le rimise sulla
tavola, ascoltando con somma calma le predizioni minaccevoli, che furono
l'ultimo atto fra i vivi di un tale fanatico.
»Come ha fatto a trovarsi là questo sgraziato? (disse Claverhouse appena
che Abacucco, pronunziate l'ultime parole, ricadde a terra.) Ebbene!
(volgendosi ai dragoni che gli erano vicini) non mi risponderete una
volta? Che significa questa faccenda? Vi ho da credere sì poltroni da
aver paura d'un morto?»
Un d'essi balbutendo rispose che forse i lor colleghi non s'erano
accorti di costui quando portarono via i tre altri cadaveri: ed a
scusare meglio siffatta omissione gli fecero osservare che il luogo ove
questi cadde era quel angolo della stanza opposto al cammino, scelto dai
Presbiteriani per collocarvi in mucchio i proprj mantelli.
»In somma trasportatelo via adesso invece di star lì spalancando gli
occhi e incrocicchiando le braccia; o temete forse ch'egli vi morda? —
Vedete sig. Morton che i morti tornano a risuscitare per venirne ad
affrontare con minaccie! — Conviene ch'io faccia arrotare le sciabole di
questi furfanti; compiranno più speditamente gli ufizj loro. — Ma
abbiamo avuta una terribile giornata, che ha stancate le braccia a
costoro, e credo anzi che, nè a voi, signor Morton, nè a me, faranno
male alcune ore di riposo.»
Dette le quali cose incominciò a sbadigliare, si stirò le braccia, e
prendendo un lume, diede a Morton la buona notte, e passò nella stanza
che intanto aveano allestita per lui.
Allora Morton fu condotto nella stanza in disparte assegnatagli, ove
rimase solo e libero interamente. Le finestre metteano su la campagna,
nè guernendole alcuna ferriata, niuna cosa sarebbe stata più agevole per
lui del fuggire. Ma avea obbligata la sua parola a Claverhouse, onde nè
manco gli passò per mente l'idea di violarla, benchè non avesse alcun
genere di certezza sulla sorte che il consiglio di guerra gli
apparecchiava. Offerse alla Provvidenza umili rendimenti di grazie
perchè a liberarlo dal ferro degli assassini si era giovata del
ministero di quei medesimi che egli, Morton, riguardava come suoi proprj
nemici, e supplicandola d'inspirargli il contegno da tenere in un tempo
sì fertile di errori e pericoli, mise nelle braccia di essa la cura del
suo futuro destino.