CAPITOLO IV.

»Fausto squillo di tromba guerriera

»Renda omaggio alla gloria, al valor.

»Presta, è ver, giugne ai forti lor sera,

»Ma che è vita, se priva d'onor?

_D'un Anonimo._

Dopo che Claverhouse ebbe fatto sbarazzare quella stanza da quanti morti

ivi giacevano, annunziò ai suoi soldati, che in quella casa si

passerebbe la notte, e gli eccitò a star pronti per la partenza della

domane. Pensò indi a Morton, al quale parlò in modi che eccedeano quelli

di una ordinaria cortesia.

»Voi vi sareste risparmiati i pericoli che correste da ambe le parti,

sig. Morton, se aveste voluto prestare un po' più d'attenzione ai

suggerimenti che vi diedi ieri mattina. — Però non ne parliamo più;

rispetto i motivi che vi guidarono. — Voi siete prigioniero di guerra, e

la vostra sorte dipende dal re e dal consiglio, ma è mia intenzione che

vi si usi ogni riguardo possibile. Vi chiedo unicamente parola di onore,

che non farete alcun tentativo di fuga.»

Morton diede tosto questa promessa. Claverhouse l'accolse chinando il

capo cortesemente; indi voltosi altrove chiamò un sergente.

»Quanti prigionieri, Holliday? Quanti uccisi?»

»Tre uccisi in questa casa, o generale (tal grado era stato allora

conferite a Claverhouse) due nel cortile, uno in giardino, e quattro

prigionieri.»

»Armati o senz'armi?»

»Tre armati fino ai denti. L'altro senz'armi. A fisonomia dev'essere un

predicatore.»

»Intendo — una fra le trombe dell'esercito. — Gli parlerò domani. Quanto

ai tre altri conduceteli nel cortile, e un fuoco di fila — Non

dimenticate di notare nel libro degli ordini tre ribelli presi coll'armi

alla mano e moschettati, con data di giorno e di luogo. Credo che siamo

a.... Drumshinnel. — Tenete sotto buona guardia il predicatore. Preso

senz'armi! Lo sottometteremo ad un piccolo interrogatorio. Ma a ciò

penseremo domani, e lo manderò forse al consiglio. Sono stanco di questa

faccenda sgradevole. — Si abbiano i massimi riguardi pel signor Morton.

— Eh! vegliate che si prendano cura anche del suo cavallo. — Ah! bisogna

far lavare la schiena al mio con un bagno d'aceto; la sella deve avergli

fatto un poco di scorticatura.»

Ordini che erano dati con aria d'indifferenza e tutti sul medesimo

tuono; quasi quegli da cui venivano li giudicasse indistintamente della

stessa importanza.

Uscito appena Holliday, Claverhouse si fece portar qualche cibo, che li

venne in fretta apprestato, ed invitò Morton a mettersi seco lui a

mensa, aggiugnendo: »Un tal giorno ci è stato giorno di fatica per tutti

due.» Ma fu impossibile cosa a Morton il prendere alcun nudrimento. Le

sensazioni varie e violente alle quali fu in preda gli aveano tolto

l'appetito del tutto; solamente lo crucciava un'ardentissima sete, ed

esternò a Claverhouse la necessità di sbramarla.

»Nulla di più facile! rispose l'altro. Ecco un fiasco di birra, che

quegli sgraziati si erano preparato. Dev'esser buona, perchè que'

mariuoli di Puritani sanno bene i luoghi ove si trova migliore. — Alla

vostra salute, signor Morton» diss'egli empiendone un bicchiere per sè e

presentandone un altro al suo convitato.

Morton accostava al labbro il bicchiere allorquando una scarica

d'archibusi annunziò terminata la vita di tre prigionieri. Abbrividì

Morton e rimise il bicchier sulla tavola.

»Siete giovane, sig. Morton (disse Claverhouse, votando il proprio

tranquillamente) nè quindi avvezzo ancora a simili scene. Questa prova

di sentimento delicato non vi toglie nulla della mia stima; ma il dovere

e la necessità ne accostumano finalmente a non ci scomporre per tali

avvenimenti.»

»Spero che nè dovere nè necessità produrranno mai in me quest'effetto.»

»Così anch'io ho creduto una volta. Voi penerete forse a persuadervene;

ma sull'incominciare di mia carriera io fremeva al sol vedere un ferito;

parea che il suo sangue sgorgasse dalle mie vene medesime. Siamo però

giusti, sig. Morton! perchè la morte che ne attornia da tutte le parti

deve poi atterrirci cotanto? Udiamo noi sonar ora che non sia l'ultima

per qualcuno fra' nostri simili? Perchè darci tanto affanno per

prolungare la nostra o l'esistenza degli altri? È un vero lotto. La

mezzanotte scorsa doveva essere estrema per voi; voi vivete, ed invece i

malvagi che divisavano assassinarvi non sono più. Qual cosa è il dolore

che si prova all'atto del morire? Non merita l'incomodo di pensarci

sopra, tanto più che è un destino al quale o più presto o più tardi, o

in un modo o nell'altro, convien soggiacere. Se penso alla morte, sig.

Morton, egli è colla speranza di trovarla un giorno sul campo di

battaglia, dopo avere combattuto da valoroso, in mezzo alle grida della

vittoria.»

Claverhouse aveva appena terminate queste parole che di guerriero

entusiasmo gli faceano scintillar le pupille, allorquando un tale, che

avea piuttosto forma di spettro insanguinato, apparve in un angolo di

quella stanza, e lasciò vedere a Morton, sfigurati dal molto sangue

perduto e dalla vicinanza della morte, i lineamenti dell'energumeno

Abacucco, il quale stendendo le braccia verso Claverhouse sì disse: »Tu

ti confidi nella tua forza; ma Dio è il protettore dei deboli. Il sangue

degl'innocenti che tu spargesti dal tuo sangue vuol esser lavato.

Ricordati che sta scritto; _chi ferisce di coltello perirà di

coltello_.»

Ricadde in pronunziando queste parole, e morì nel medesimo istante.

Il quale spettacolo acrebbe la commozione di Morton, colpito in oltre

dal modo onde gli ultimi detti di questo farnetico vennero quasi al

proposito de' sensi esternati da Claverhouse.

Due dragoni che trovavansi in quella stanza, comunque avessero i cuori

indurati dall'uso di versar sangue, non poterono contemplare

quell'apparizione, e udire la specie di profezia che l'accompagnò, senza

sentirsi addiacciar per orrore. Rimasero pallidi, immobili, cogli occhi

fissi al fantasma e in uno stato che colla stupidità confinava.

Claverhouse solo non diede il menomo segno di commozione. Fin dal

momento che Abacucco erasi alzato da terra, aveva afferrate le pistole e

solamente quando s'accorse che costui era moribondo le rimise sulla

tavola, ascoltando con somma calma le predizioni minaccevoli, che furono

l'ultimo atto fra i vivi di un tale fanatico.

»Come ha fatto a trovarsi là questo sgraziato? (disse Claverhouse appena

che Abacucco, pronunziate l'ultime parole, ricadde a terra.) Ebbene!

(volgendosi ai dragoni che gli erano vicini) non mi risponderete una

volta? Che significa questa faccenda? Vi ho da credere sì poltroni da

aver paura d'un morto?»

Un d'essi balbutendo rispose che forse i lor colleghi non s'erano

accorti di costui quando portarono via i tre altri cadaveri: ed a

scusare meglio siffatta omissione gli fecero osservare che il luogo ove

questi cadde era quel angolo della stanza opposto al cammino, scelto dai

Presbiteriani per collocarvi in mucchio i proprj mantelli.

»In somma trasportatelo via adesso invece di star lì spalancando gli

occhi e incrocicchiando le braccia; o temete forse ch'egli vi morda? —

Vedete sig. Morton che i morti tornano a risuscitare per venirne ad

affrontare con minaccie! — Conviene ch'io faccia arrotare le sciabole di

questi furfanti; compiranno più speditamente gli ufizj loro. — Ma

abbiamo avuta una terribile giornata, che ha stancate le braccia a

costoro, e credo anzi che, nè a voi, signor Morton, nè a me, faranno

male alcune ore di riposo.»

Dette le quali cose incominciò a sbadigliare, si stirò le braccia, e

prendendo un lume, diede a Morton la buona notte, e passò nella stanza

che intanto aveano allestita per lui.

Allora Morton fu condotto nella stanza in disparte assegnatagli, ove

rimase solo e libero interamente. Le finestre metteano su la campagna,

nè guernendole alcuna ferriata, niuna cosa sarebbe stata più agevole per

lui del fuggire. Ma avea obbligata la sua parola a Claverhouse, onde nè

manco gli passò per mente l'idea di violarla, benchè non avesse alcun

genere di certezza sulla sorte che il consiglio di guerra gli

apparecchiava. Offerse alla Provvidenza umili rendimenti di grazie

perchè a liberarlo dal ferro degli assassini si era giovata del

ministero di quei medesimi che egli, Morton, riguardava come suoi proprj

nemici, e supplicandola d'inspirargli il contegno da tenere in un tempo

sì fertile di errori e pericoli, mise nelle braccia di essa la cura del

suo futuro destino.

I Puritani di Scozia, vol. 3 · 第 5 / 22 题