ALLA MELANCONIA.

Melanconia, dell'anima

Nube soave e cara.

Onde a soffrir s'impara

Dei casi all'alternar,

Me del tuo latte al pascolo

Traendo ancor fanciullo,

Dall'ilare trastullo

Volgevi al meditar.

Di tortorella il gemito,

L'aura che bacia il rio,

Il suon d'un mesto addio

Pareami il tuo sospir.

Fiori spargeva e lagrime

Degli avi miei sull'urna:

Col vol d'aura notturna

Io ti sentia venir.

Dove quell'ermo vertice

Lungi dal mondo tace,

Io chiesi, a te seguace,

Pensieri e libertà:

O dove il muschio e l'edera

Sul mio castello erranti,

L'ire, le laudi, i pianti

Copron d'un'altra età.

Spinto a lottar nel pelago,

Soffrii, compiansi, amai;

Ma de' tuoi miti rai

Sempre ebbi vago il cor:

Te dall'urbano turbine

Cercai, te in cupa stanza,

Fra sogni di speranza,

Nell'ansia del terror.

Con te fremei se l'empio

Franger il dritto io scôrsi:

Al pio calcato io porsi

Per te l'amica man.

Teco evocai d'Italia

Le ceneri eloquenti,

Cercando ai corsi eventi

Gli eventi che saran.

Giovin, ma stanco e naufrago

Riedo al paterno lido:

Teco all'ombria m'assido

Che me fanciul coprì:

Riedo col cuor dall'odio

Straziato e dal dispetto,

Ove a benigno affetto

Tu m'educavi un dì.

Melanconia, col placido

Spettacol di natura,

Le piaghe mie deh cura,

Rendi me stesso a me;

Tornami in pace agli uomini,

M'insegna obblio, perdono;

Di' che follia non sono

Onor, giustizia e fe.

Da _Brivio_ è poco discosto _Arlate_, ove è ad osservare la cava della

moléra, arenaria disposta a strati pressochè verticali colla direzione

da sud-est a nord ovest, mista con arenaria schistosa e turchiniccia,

carica di mica, con roccia grigiastra venata di spato calcareo. Questo

sasso posto in un acido produce sulle prime un vivo ribollimento, indi,

quando la parte calcaria è distrutta, si riduce il resto facilmente

in piccoli grani silicei. A ridosso della _Moléra_ sorge il visitato

santuario della _Madonna del Bosco_; una chiesa di forma ottangolare,

del 1644 a mezza costa del monte velata dai castani, sotto a cui è una

confessione (_scurolo_) del 1632, dove un'acqua di virtù prodigiose,

e entrovi una ferriata, un bosco, una compagnia di pastori, di mandre

ed agnelle intagliate in legno, un castano coi frutti fuor di stagione

maturi, e suvvi la Vergine comparsa ad una povera madre che si tapina

alla vista del suo amato bambino fatto preda del lupo! La fiera al

cenno della gran Donna del cielo depone ubbidiente la preda e scompare.

La riconoscenza di questa grazia diede poi motivo all'erezione dello

_scurolo_ e più tardi della chiesa, e perchè fosse pubblicamente

attestato il prodigio venne scritta sulla grigia parete la povera

iscrizione:

1617

DI MAGGIO IL NONO

L'ANNO DIECI SETTE

VIDDERO QUI MARIA

ANIME ELETTE

Gruccie, bende, voti e tavolette appese alle muraglie interne della

chiesa e della confessione, cento nomi scritti sulle pareti fanno

fede della divozione e dei continui pellegrinaggi a questo santuario

a cui mette oggi una comoda salita fatta a spese del conte Cesare

di Castelbarco, che succeduto per eredità nei possedimenti di casa

Landriani, abbellì di recente anche il vicino paesello d'_Imbersago_

a sud-est di Arlate con un vasto parco, il quale appena cede a

quell'altro suo di Vaprio. Qui più favorito della natura seppe

racchiudervi una falda di monte ben diversa dei tanti mucchietti di

talpa a cui si dà il pomposo titolo di montagnette in tanti altri

giardini; fiumicelli di assai maggiore bellezza che certi neghittosi

rigagnoli; la veduta d'un vasto fiume, d'una valle sottoposta,

d'un'aspra montagna di fronte, d'un'altra più amena e più verdeggiante

alle spalle. È piccolo, ma elegante anche l'oratorio a piedi del

parco. Del castello d'Imbersago rimangono alcune vestigia a sinistra

dell'oratorio di _San Paolo_, da cui un'ampia via declinante mette

al porto dell'Adda, fatto costruire dai Landriani. Presso gli avanzi

d'un antico forno di calce vedi ancora una roccia calcare compatta, di

grana fina terrosa, grigio-turchina, venata di bianco spato calcareo,

e attraversata da sottili strati di antracite. Varia dal calcario di

Arlate in ciò che posta in un acido si scioglie senza lasciar veruna

reliquia. È frammista di due carbonati calcario uno di colore oscuro,

l'altro grigio, che sciolto nell'acido nitrico depone molta terra

silicea. La parrocchiale di Imbersago è al montuoso _San Marcellino_

che ha il titolo d'arcipretura, per una concessione del secolo scorso.

La strada maggiore che procede sempre a sud-est ti guiderà a _Paderno_

per facili declivi, ameni _torniquets_, e fra una sempre piacevole

corona di collinette, mentre noi ripetendo la già fatta via ritorneremo

alla nostra seconda stazione di Brivio.

Ora se non ti aggrava potresti passare il fiume, e far una scorserella

a veder sulla via di Bergamo la chiesetta di _Cisano_, la più

antica della valle; e il convento di _Pontida_ alle falde del

monte _Sambernardo_, ed a bacio del monte _Canto_. Qui inutilmente

ricercheresti un sasso, una parola che ricordino i clamorosi

avvenimenti della Lega ivi tenuta dalle città lombarde nel 7 aprile

1166. Nella chiesa di _San Giacomo_ di granitosa gotica a tre navate

non passino innosservate le vecchie sculture ricordanti la memoria del

beato Alberto di Pontida, il quale nel secolo X. fondò più monasteri

di Cluniacesi, l'ultimo de' quali in patria dove, sordo alle lusinghe

dell'ambizione, chiuse in pace gli ultimi suoi giorni. _Caprino_ in

posizione elevata e capo-luogo della _Val di San Martino_, sede del

pretore, ha molti palazzi fra cui quello de' Sozzi, al quale va unito

un vasto giardino. La sua bella chiesa è disegno di Pellegrino Tibaldi,

ed al giovedì fa un discreto mercato di commestibili, mercerie ed anche

granaglie. Questo paese possiede una ricca biblioteca. Il collegio di

_Celana_ posto a cavaliero di Caprino, fondato da San Carlo, è un vasto

edificio che si va sempre aggrandendo e migliorando; da _Sant'Antonio_,

si sale ad _Opreno_ in Valmazza; _San Paolo_, _San Gregorio_ sono

montuosi casali amenissimi nell'autunno; al _Pertugio_ visiterai le più

vaste uccellande di questi contorni, proprietà del signor Pietro Sozzi

di Caprino. A _Villadadda_, terra seminata a varj gruppi sulle falde

del monte d'_Odiago_ sorse di recente accanto alla vasta chiesa un

elevato campanile secondo il disegno dell'illustre architetto ingegnere

Giuseppe Bovara di Lecco. A _Callusco_ terra famosa nelle discordie

ghibelline, dove si vedono tuttora la casa e l'armatura del capitano

Bartolommeo Colleoni. _Medolago_ a due miglia da questo paesello

si pretende così chiamato perchè sorgesse nel mezzo d'un lago ora

scomparso. Dietro esso succedono altri colli, altre terre.

Guida pei monti della Brianza e per le terre circonvicine · 第 28 / 80 题