Varese giace come in una conca di colline, quali popolate da
splendide ville e da ameni giardini, quali vestite ancora di macchie
e di boscaglie, che formano al tempo stesso la sua delizia e il suo
baluardo. E tramezzo a siffatte colline nella direzione dei quattro
punti cardinali corrono cinque strade principali: a oriente quella
che dalle falde di Biumo conduce, per Malnate, a Olgiate e Como; a
mezzodì quella che, lambendo le pendici di San Pedrino e di Giubiano,
va per Gallarate e Tradate a Milano; a occidente quella che traverso i
poggi di Masnago e Comerio mena per Gavirate a Laveno; a settentrione,
infine, le due strade di Induno e di Sant’Ambrogio, che spaccando
le prealpi di Valcuvia e di Valgana portano al Lago Maggiore ed
alla Svizzera. Se non che a chi riconsideri questa topografia, due
cose sono notabili: la prima, che la strada di Induno o di Valgana
si allaccia, presso Biumo Inferiore, alla strada di Como, in guisa
da formar con essa un angolo retto; la seconda, che il poggio di
Biumo Superiore s’incunea a dir così nel quadrivio testè descritto,
Varese-Sant’Ambrogio-Induno-Como, e colla forte postura ne tiene la
chiave e lo domina.
Ciò posto, e per quanto fosse manifesto che l’attacco principale
sarebbe venuto dalla via di Como, non era da trascurarsi il supposto,
assai probabile, che l’Urban l’avrebbe compíto con un movimento
aggirante per la via di Induno; nè molto meno a rigettare come
improbabile il caso che i corpi lasciati a Gallarate dal De Cristoforis
e il presidio di Laveno si movessero a rincalzare di costa e alle
spalle l’assalto principale, tentando di mettere i Garibaldini fra tre
fuochi.
Importava dunque guardarsi da tutti i lati, e guardarsi in modo da
poter all’evenienza far fronte da ogni parte, senza assottigliare di
troppo la propria linea e disseminare le forze. Si sottintende che
Garibaldi non titubò. Immaginate due linee di difesa, una esterna
lungo l’arco Biumo-Giubiano-San Pedrino, e l’altra interna rasente gli
sbocchi delle principali vie di Varese, occupa coi Carabinieri genovesi
e un battaglione del terzo Reggimento la Villa Ponti, centro di Biumo
Superiore, e vi pianta il suo Quartier generale; mette a guardia di
Biumo Inferiore un battaglione del secondo Reggimento, ed erigendo due
barricate (una appoggiata alla Villa Litta Modignani a custodia della
strada d’Induno, l’altra tra la chiesetta di San Cristoforo e la casa
Merini a sbarrare la via di Como) assicura con queste disposizioni la
sua sinistra. Indi apposta un battaglione del primo mezzo Reggimento
in faccia a Giubiano, e intorno alle alture circostanti di Boscaccio
e vi appoggia il suo centro; colloca tra la Villa Pero e la Villa
Decristoforis a San Pedrino il rimanente del primo Reggimento sotto il
comando del Cosenz, e fatta asserragliare anche quella strada afforza
la sua destra dal lato di Milano; richiama il Bixio da Sant’Andrea,
giustamente pensando che il nemico meno temibile stava da quella
banda, ma non tralascia di far battere da frequenti pattuglie a grande
distanza la strada di Laveno; munisce di barricate coll’opera de’
cittadini tutti gli sbocchi di Varese e provvede così alla seconda
linea; infine, prescritte come eventuali linee di ritirata le strade
di Induno e Sant’Ambrogio, tutto visitato co’ suoi occhi, a tutti
comunicando la sua intrepidezza e la sua fede, attende di piè fermo il
nemico.