XIV.

Varese giace come in una conca di colline, quali popolate da

splendide ville e da ameni giardini, quali vestite ancora di macchie

e di boscaglie, che formano al tempo stesso la sua delizia e il suo

baluardo. E tramezzo a siffatte colline nella direzione dei quattro

punti cardinali corrono cinque strade principali: a oriente quella

che dalle falde di Biumo conduce, per Malnate, a Olgiate e Como; a

mezzodì quella che, lambendo le pendici di San Pedrino e di Giubiano,

va per Gallarate e Tradate a Milano; a occidente quella che traverso i

poggi di Masnago e Comerio mena per Gavirate a Laveno; a settentrione,

infine, le due strade di Induno e di Sant’Ambrogio, che spaccando

le prealpi di Valcuvia e di Valgana portano al Lago Maggiore ed

alla Svizzera. Se non che a chi riconsideri questa topografia, due

cose sono notabili: la prima, che la strada di Induno o di Valgana

si allaccia, presso Biumo Inferiore, alla strada di Como, in guisa

da formar con essa un angolo retto; la seconda, che il poggio di

Biumo Superiore s’incunea a dir così nel quadrivio testè descritto,

Varese-Sant’Ambrogio-Induno-Como, e colla forte postura ne tiene la

chiave e lo domina.

Ciò posto, e per quanto fosse manifesto che l’attacco principale

sarebbe venuto dalla via di Como, non era da trascurarsi il supposto,

assai probabile, che l’Urban l’avrebbe compíto con un movimento

aggirante per la via di Induno; nè molto meno a rigettare come

improbabile il caso che i corpi lasciati a Gallarate dal De Cristoforis

e il presidio di Laveno si movessero a rincalzare di costa e alle

spalle l’assalto principale, tentando di mettere i Garibaldini fra tre

fuochi.

Importava dunque guardarsi da tutti i lati, e guardarsi in modo da

poter all’evenienza far fronte da ogni parte, senza assottigliare di

troppo la propria linea e disseminare le forze. Si sottintende che

Garibaldi non titubò. Immaginate due linee di difesa, una esterna

lungo l’arco Biumo-Giubiano-San Pedrino, e l’altra interna rasente gli

sbocchi delle principali vie di Varese, occupa coi Carabinieri genovesi

e un battaglione del terzo Reggimento la Villa Ponti, centro di Biumo

Superiore, e vi pianta il suo Quartier generale; mette a guardia di

Biumo Inferiore un battaglione del secondo Reggimento, ed erigendo due

barricate (una appoggiata alla Villa Litta Modignani a custodia della

strada d’Induno, l’altra tra la chiesetta di San Cristoforo e la casa

Merini a sbarrare la via di Como) assicura con queste disposizioni la

sua sinistra. Indi apposta un battaglione del primo mezzo Reggimento

in faccia a Giubiano, e intorno alle alture circostanti di Boscaccio

e vi appoggia il suo centro; colloca tra la Villa Pero e la Villa

Decristoforis a San Pedrino il rimanente del primo Reggimento sotto il

comando del Cosenz, e fatta asserragliare anche quella strada afforza

la sua destra dal lato di Milano; richiama il Bixio da Sant’Andrea,

giustamente pensando che il nemico meno temibile stava da quella

banda, ma non tralascia di far battere da frequenti pattuglie a grande

distanza la strada di Laveno; munisce di barricate coll’opera de’

cittadini tutti gli sbocchi di Varese e provvede così alla seconda

linea; infine, prescritte come eventuali linee di ritirata le strade

di Induno e Sant’Ambrogio, tutto visitato co’ suoi occhi, a tutti

comunicando la sua intrepidezza e la sua fede, attende di piè fermo il

nemico.

Garibaldi, Vol. 1 (of 2) · 第 139 / 168 题