XII.

Ma ben altre prove lo aspettavano. Quel generale Canavarro che doveva

operare per terra, accolto come liberatore dagli abitanti della

città di Laguna, ed ivi piantato il governo repubblicano, di cui fu

eletto segretario il Rossetti, s’apparecchiò a marciare avanti ed a

riprendere anche sul mare le ostilità. Di queste affidò la piena balía

a Garibaldi, ammiraglio nato di quelle guerre, il quale, raccolta

nelle acque della laguna[45] un’altra flottiglia, ossia due golette,

una col nome storico di _Rio Pardo_ da lui comandata, l’altra con

quello di _Cassapara_ comandata dal Griggs, e il vecchio _Seival_ sotto

il governo dell’italiano Lorenzo, si slanciò una notte, malgrado la

crociera imperiale, nell’Oceano.

Da principio le sorti della piccola flottiglia repubblicana corsero

prospere: all’altezza dell’isola di Santos sfuggì alla caccia d’una

corvetta imperiale, presso all’isola di Abrigo catturò due _sumaques_

brasiliane cariche di riso ed un’altra più tardi. Ma alcuni giorni

dopo, perduta in una oscura notte di tempesta la _Cassapara_, ridotta

la squadriglia ai soli _Rio Pardo_ e _Seival_ e affrontata all’altezza

di Santa Caterina da un grosso _patacco_ brasiliano, sostenne bensì per

alcun tempo il combattimento, ma una cannonata nemica avendo smontato

un pezzo del _Seival_ e forata la sua chiglia, per giunta le _sumaques_

impaurite avendo ammainata la bandiera, Garibaldi fu costretto a cercar

rifugio nel porto di Imbituba.

Colà un vento avverso di mezzoggiorno lo teneva quasi prigioniero, e

allora la squadra brasiliana, forte di tre grossi bastimenti, prese

ella l’offensiva. Inutile dire che il nostro capitano s’apparecchiò a

riceverla da par suo. Collocò il cannone smontato dal _Seival_ dietro

una batteria gabbionata, sopra il promontorio che proteggeva la baia

dalla parte di levante; imbossò il _Rio Pardo_ traverso il porto e

attese l’attacco. Le bordate degl’Imperiali erano spesse e terribili,

i cannonieri dei Repubblicani si studiavano a compensare la poca forza

dei loro pezzi colla giustezza dei tiri e coll’intrepidezza; ma, come

accade sempre nei combattimenti disuguali, ogni perdita che facevano

gli assaliti era rovinosa e decisiva; le perdite degli assalitori, per

quanto grandi, quasi insensibili. Oramai il _Rio Pardo_ era stremato;

la sua coperta era ingombra di cadaveri; i suoi fianchi, la sua

alberatura, laceri e mutilati. Solo il pezzo della batteria di terra

continuava la difesa e teneva in rispetto il nemico. Da un istante

all’altro Garibaldi s’attendeva l’arrembaggio ed in cuor suo quasi lo

pregustava. Ma a un certo punto, che è, che non è, i colpi dal mare

diradano, il fuoco va via via cessando, la squadra nemica si ritira.

Fu detto che la cagione dell’improvvida ritirata fosse la morte del

comandante di uno dei legni brasiliani, ma nessuno l’accertò. Garibaldi

restò una volta ancora con forze disuguali, e per il solo ostinato

coraggio suo e de’ suoi, padrone del campo; e girato sul far della sera

il vento, potè la notte medesima, tardi scoperto e invano inseguito,

rientrare sicuro e vittorioso nella laguna di Santa Caterina.

Garibaldi, Vol. 1 (of 2) · 第 36 / 168 题