_INDIPENDENZA._ _UNITÀ._
§ 1.º
La _Giovine Italia_ è la fratellanza degli Italiani credenti in una
legge di _Progresso_ e di _Dovere_; i quali, convinti che l'Italia è
chiamata ad esser Nazione--che può con forze proprie crearsi tale--che
il mal esito dei tentativi passati spetta, non alla debolezza, ma alla
pessima direzione degli elementi rivoluzionarî--che il segreto della
potenza è nella costanza e nell'unità degli sforzi--consacrano, uniti in
associazione, il pensiero e l'azione al grande intento di restituire
l'Italia in Nazione di liberi ed eguali, _Una_, _Indipendente_,
_Sovrana_.
§ 2.º
L'Italia comprende: 1.º L'Italia continentale e peninsulare fra il mare
al sud, il cerchio superiore dell'Alpi al nord, le bocche del Varo
all'ovest, e Trieste all'est; 2.º le isole dichiarate italiane dalla
favella degli abitanti nativi e destinate ad entrare, con
un'organizzazione amministrativa speciale, nell'unità politica italiana.
La Nazione è l'universalità degli Italiani affratellati in un patto e
viventi sotto una legge comune.
§ 3.º
_Basi dell'Associazione._
Quanto più l'intento d'un'associazione è determinato, chiaro, preciso,
tanto più i suoi lavori procederanno spediti, securi, efficaci.--La
forza d'una associazione è riposta, non nella cifra numerica degli
elementi che la compongono, ma nella omogeneità di questi elementi,
nella perfetta concordia dei membri circa la via da seguirsi, nella
certezza che il dì dell'azione li troverà compatti e serrati in falange,
forti di fiducia reciproca, stretti in unità di volere intorno alla
bandiera comune. Le associazioni che accolgono elementi eterogenei e
mancano di programma possono durare apparentemente concordi per l'opera
di distruzione, ma devono infallibilmente trovarsi il dì dopo impotenti
a dirigere il movimento, e minate dalla discordia tanto più pericolosa,
quanto più i tempi richiedono allora unità di scopo e di azione.
Un principio implica un metodo; in altri termini: quale il fine, tali i
mezzi. Finchè il vero e pratico scopo d'una rivoluzione si rimarrà
segreto ed incerto, incerta pure rimarrà la scelta dei mezzi atti a
promoverla e consolidarla. La rivoluzione procederà oscillante nel suo
cammino, quindi debole e senza fede. La storia del passato lo insegna.
Qualunque, individuo o associazione, si colloca iniziatore d'un
mutamento nella nazione, deve sapere a che tende il mutamento ch'ei
provoca. Qualunque presume chiamare il popolo all'armi, deve potergli
dire il perchè. Qualunque imprende un'opera rigeneratrice, deve avere
una credenza: s'ei non l'ha, è fautore di torbidi e nulla più: promotore
d'un'anarchia alla quale ei non ha modo d'imporre rimedî e termine. Nè
il popolo si leva mai per combattere quand'egli ignora il premio della
vittoria.
Per queste ragioni, la _Giovine Italia_ dichiara senza reticenza ai suoi
fratelli di patria il programma in nome del quale essa intende
combattere. Associazione tendente anzi tutto a uno scopo d'insurrezione,
ma essenzialmente educatrice fino a quel giorno e dopo quel giorno, essa
espone i principî pe' quali l'educazione nazionale deve avverarsi, e dai
quali soltanto l'Italia può sperare salute e rigenerazione. Predicando
esclusivamente ciò ch'essa crede verità, l'associazione compie un'opera
di dovere e non d'usurpazione. Preponendo al fatto la via ch'essa crede
doversi tenere dagli Italiani per raggiunger lo scopo; inalzando davanti
all'Italia una bandiera e chiamando ad organizzarsi tutti coloro che la
stimano sola rigeneratrice, essa non sostituisce questa bandiera a
quella della Nazione futura. La Nazione libera e nel pieno esercizio
della sovranità, che spetta a lei sola, darà giudizio inappellabile e
venerato intorno al principio, alla bandiera e alla legge fondamentale
della propria esistenza.
La _Giovine Italia_ è repubblicana e unitaria.
_Repubblicana:_--perchè, teoricamente, tutti gli uomini d'una Nazione
sono chiamati, per la legge di Dio e dell'umanità, ad esser liberi,
eguali, e fratelli; e l'istituzione repubblicana è la sola che assicuri
questo avvenire,--perchè la sovranità risiede essenzialmente nella
nazione, sola interprete progressiva e continua della legge morale
suprema,--perchè, dovunque il privilegio è costituito a sommo
dell'edificio sociale, vizia l'eguaglianza dei cittadini, tende a
diramarsi per le membra, e minaccia la libertà del paese,--perchè
dovunque la sovranità è riconosciuta esistente in più poteri distinti, è
aperta una via alle usurpazioni, la lotta riesce inevitabile tra questi
poteri, e all'armonia, ch'è legge di vita alla società, sottentra
necessariamente la diffidenza e l'ostilità organizzata--perchè
l'elemento monarchico, non potendo mantenersi a fronte dell'elemento
popolare, trascina la necessità d'un elemento intermediario
d'aristocrazia, sorgente d'ineguaglianza e di corruzione all'intera
nazione--perchè, dalla natura delle cose e dalla storia è provato, che
la monarchia elettiva tende a generar l'anarchia, la monarchia
ereditaria a generare il dispotismo--perchè, dove la monarchia non
s'appoggia, come nel medio-evo, sulla credenza, oggi distrutta, del
diritto divino, riesce vincolo mal fermo d'unità e d'autorità nello
Stato--perchè la serie progressiva dei mutamenti europei guida
inevitabilmente le società allo stabilimento del principio repubblicano,
e l'inaugurazione del principio monarchico in Italia trascinerebbe la
necessità d'un'altra rivoluzione tra non molti anni.
_Repubblicana_--perchè, praticamente, l'Italia non ha elementi di
monarchia: non aristocrazia venerata e potente che possa piantarsi fra
il trono e la nazione: non dinastia di principi italiani che comandi per
lunghe glorie e importanti servizî resi allo sviluppo della nazione, gli
affetti o le simpatie di tutti gli Stati che la compongono--perchè la
tradizione italiana è tutta repubblicana: repubblicane le grandi
memorie: repubblicano il progresso della nazione e la monarchia
s'introdusse quando cominciava la nostra rovina e la consumò: fu serva
continuamente dello straniero, nemica al popolo, e all'unità
nazionale--perchè le popolazioni dei diversi Stati italiani, che si
unirebbero, senza offesa alle ambizioni locali, in un principio, non si
sottometterebbero facilmente ad un Uomo, escito dall'un degli Stati, e
le molte pretese trascinerebbero il Federalismo--perchè il principio
monarchico messo a scopo dell'insurrezione italiana trascinando con sè
per forza di logica tutte le necessità del sistema monarchico,
concessioni alle corti straniere, rispetto alla diplomazia e fiducia in
essa, e repressione dell'elemento popolare, unico potente a salvarci, e
autorità fidata ad uomini regî interessati a tradirci, rovinerebbe
infallibilmente l'insurrezione--perchè il carattere assunto
successivamente dai moti tentati in Italia insegna l'attuale tendenza
repubblicana--perchè a sommovere un intero popolo è necessario uno scopo
che gli parli direttamente, e intelligibilmente, di diritti e vantaggi
_suoi_--perchè, destinati ad avere i governi contrarî tutti per sistema
e terrore all'opera della nostra rigenerazione, ci è forza, per non
rimanere soli nell'arena, di chiamarvi con noi i popoli levando in alto
una bandiera di popolo e invocandoli a nome di quel principio che domina
in oggi tutte le manifestazioni rivoluzionarie d'Europa.
La _Giovine Italia è Unitaria_--perchè senza Unità non v'è veramente
Nazione--perchè senza Unità non v'è forza, e l'Italia, circondata da
nazioni unitarie, potenti e gelose, ha bisogno anzi tutto d'essere
forte--perchè il Federalismo, condannandola all'impotenza della
Svizzera, la porrebbe sotto l'influenza necessaria d'una o d'altra delle
nazioni vicine--perchè il Federalismo ridando vita alle rivalità locali,
oggimai spente, spingerebbe l'Italia a retrocedere verso il
medio-evo--perchè il Federalismo, smembrando in molte piccole sfere la
grande sfera nazionale, cederebbe il campo alle piccole ambizioni e
diverrebbe sorgente d'aristocrazia--perchè, distruggendo l'unità della
grande famiglia italiana, il Federalismo distruggerebbe dalle radici la
missione che l'Italia è destinata a compiere nell'Umanità--perchè la
serie progressiva dei mutamenti europei guida inevitabilmente le società
europee a costituirsi in vaste masse unitarie--perchè tutto quanto il
lavoro interno dell'incivilimento italiano tende da secoli, per chi sa
studiarlo, alla formazione dell'Unità--perchè tutte le objezioni fatte
al sistema unitario si riducono ad objezioni contro un sistema di
concentrazione e di dispotismo amministrativo che nulla ha di comune
coll'Unità.--La _Giovine Italia_ non intende che l'Unità nazionale
implichi _dispotismo_, ma concordia e associazione di tutti.--La vita
inerente alle località dev'esser libera e sacra. L'organizzazione
_amministrativa_ dev'esser fatta su larghe basi, e rispettare
religiosamente le libertà di comune; ma l'organizzazione _politica_
destinata a rappresentar la Nazione in Europa dev'essere una e centrale.
Senza unità di credenza e di patto sociale, senza unità di legislazione
politica, civile e penale, senza unità di educazione e di
rappresentanza, non v'è Nazione.
Su queste basi e sulle loro conseguenze dirette esposte negli scritti
dall'associazione, la _Giovine Italia_ è credente, e non accoglie ne'
suoi ranghi se non chi le accetta. Sulle applicazioni minori, e nelle
molte questioni secondarie di organizzazione politica da proporsi, essa
lavora e lavorerà: ammette ed esamina le divergenze, e invita i membri
dell'associazione a occuparsene. L'associazione pubblicherà via via
scritti appositi su ciascuna delle basi accennate e sulle principali
questioni che ne derivano, esaminate dall'alto della legge di Progresso
che regola la vita dell'Umanità e della Tradizione Nazionale Italiana.
I principî generali della _Giovine Italia_ comuni agli uomini di tutte
le nazioni, e gli accennati fin qui sulla nazione italiana in
particolare, verranno predicati, svolti, e tradotti popolarmente dagli
iniziatori agli iniziati, e dagli iniziati, quanto più possono,
all'universalità degli Italiani.
Iniziati e iniziatori non dimenticheranno mai che le applicazioni morali
di principî siffatti sono le prime e le più essenziali--che senza
moralità non v'è cittadino--che il principio d'una santa impresa è la
santificazione dell'anima colla virtù--che dove la condotta pratica
degli individui non è in perfetta armonia co' principî, la predicazione
de' principî è una profanazione infame e una ipocrisia--che solamente
colla virtù i fratelli nella _Giovine Italia_ potranno conquistare le
moltitudini alla loro fede--che se noi non siamo migliori d'assai di
quanti negano i nostri principî, non siamo che meschini settarî--che la
_Giovine Italia_ è non setta, o partito, ma credenza ed apostolato.
Precursori della rigenerazione italiana, noi dobbiamo posare la prima
pietra della sua religione.
§ 4.º
I mezzi de' quali la _Giovine Italia_ intende valersi per raggiunger lo
scopo sono l'Educazione e l'Insurrezione. Questi due mezzi devono usarsi
concordemente ed armonizzarsi. L'Educazione, cogli scritti,
coll'esempio, colla parola, deve conchiudere sempre alla necessità e
alla predicazione dell'insurrezione; l'insurrezione, quando potrà
realizzarsi, dovrà farsi in modo che ne risulti un principio
d'educazione nazionale. L'educazione, necessariamente segreta in Italia,
è pubblica fuori d'Italia.--I membri della _Giovine Italia_ devono
contribuire a raccogliere ed alimentare un fondo per le spese di stampa
e di diffusione.--La missione degli esuli Italiani è quella di
costituire l'apostolato. L'intelligenza indispensabile ai preparativi
dell'insurrezione è, dentro e fuori, segreta.
L'insurrezione dovrà presentare ne' suoi caratteri il programma in germe
della Nazionalità italiana futura. Dovunque l'iniziativa
dell'insurrezione avrà luogo, avrà bandiera italiana, scopo italiano,
linguaggio italiano.--Destinata a formare un Popolo, essa agirà in nome
del Popolo e si appoggerà sul Popolo, negletto finora.--Destinata a
conquistare l'Italia intera, essa dirigerà le sue mosse dietro un
principio d'invasione, d'espansione, il più possibilmente vasto ed
attivo.--Destinata a ricollocare l'Italia nell'influenza tra' popoli e
nel loro amore, essa dirigerà i suoi atti a provare loro l'identità
della causa.
Convinti che l'Italia può emanciparsi colle proprie forze--che a fondare
una Nazionalità è necessaria la coscienza di questa nazionalità, e che
questa coscienza non può aversi, ogni qual volta l'insurrezione si
compia o trionfi per mani straniere--convinta d'altra parte che
qualunque insurrezione s'appoggi sull'estero dipende dai casi
dell'estero e non ha mai certezza di vincere--la _Giovine Italia_ è
decisa a giovarsi degli eventi stranieri, ma non a farne dipendere l'ora
e il carattere dell'insurrezione. La _Giovine Italia_ sa che l'Europa
aspetta un segnale e che, come ogni altra nazione, l'Italia può darlo.
Essa sa che il terreno è vergine ancora per l'esperimento da
tentarsi--che le insurrezioni passate non s'appoggiarono che sulle forze
di una classe sola, non mai sulle forze dell'intera nazione--che ai
venti milioni d'Italiani manca non potenza per emanciparsi, ma la fede
sola. Essa ispirerà questa fede, prima colla predicazione, poi coi
caratteri e coll'energia dell'iniziativa.
La _Giovine Italia_ distingue lo stadio dell'insurrezione dalla
rivoluzione. La rivoluzione incomincerà quando l'insurrezione avrà
vinto. Lo stadio dell'insurrezione, cioè tutto il periodo che si
stenderà dall'iniziativa alla liberazione di tutto il territorio
italiano continentale, dev'esser governato da un'autorità provvisoria,
dittatoriale, concentrata in un piccol numero d'uomini. Libero il
territorio, tutti i poteri devono sparire davanti al Concilio Nazionale,
unica sorgente di autorità nello Stato.
La guerra d'insurrezione per bande è la guerra di tutte le Nazioni che
s'emancipano da un conquistatore straniero. Essa supplisce alla
mancanza, inevitabile sui principî delle insurrezioni, degli eserciti
regolari--chiama il maggior numero d'elementi sull'arena--si nutre del
minor numero possibile d'elementi--educa militarmente tutto quanto il
popolo--consacra colla memoria de' fatti ogni tratto del terreno
patrio--apre un campo d'attività a tutte le capacità locali--costringe
il nemico a una guerra insolita--evita le conseguenze d'una
disfatta--sottrae la guerra nazionale ai casi d'un tradimento--non la
confina a una base determinata d'operazioni--è invincibile,
indestruttibile. La _Giovine Italia_ prepara dunque gli elementi a una
guerra per bande, e la provocherà, appena scoppiata l'insurrezione.
L'esercito regolare, raccolto e ordinato con sollecitudine, compirà
l'opera preparata dalla guerra d'insurrezione.
Tutti i membri della _Giovine Italia_ lavoreranno a diffondere questi
principî d'insurrezione. L'associazione li svolgerà cogli scritti, ed
esporrà, a tempo, le idee e i provvedimenti che devono governare lo
stadio dell'insurrezione.
§ 5.º
Tutti i fratelli della _Giovine Italia_ verseranno nella cassa sociale
una contribuzione mensile di 50 centesimi. Quei tra loro che potranno,
s'astringeranno nel momento della loro iniziazione all'offerta mensile
d'una somma maggiore, corrispondente alle loro facoltà.
§ 6.º
I colori della _Giovine Italia_ sono: il _bianco_, il _rosso_, il
_verde_.
La bandiera della _Giovine Italia_ porta su quei colori, scritte da un
lato le parole: _Libertà_, _Uguaglianza_, _Umanità_; dall'altro:
_Unità_, _Indipendenza_.
§ 7.º
Ogni iniziato nella _Giovine Italia_ pronunzierà davanti all'Iniziatore
la formula di promessa seguente:
Nel nome di Dio e dell'Italia,
Nel nome di tutti i martiri della santa causa italiana, caduti sotto i
colpi della tirannide, straniera o domestica,
Pei doveri che mi legano alla terra ove Dio m'ha posto, e ai fratelli
che Dio m'ha dati--per l'amore, innato in ogni uomo, ai luoghi dove
nacque mia madre e dove vivranno i miei figli--per l'odio, innato in
ogni uomo, al male, all'ingiustizia, all'usurpazione, all'arbitrio--pel
rossore ch'io sento in faccia ai cittadini dell'altre nazioni, del non
avere nome nè diritti di cittadino, nè bandiera di nazione, nè
patria--pel fremito dell'anima mia creata alla libertà, impotente ad
esercitarla, creata all'attività nel bene e impotente a farlo nel
silenzio e nell'isolamento della servitù--per la memoria dell'antica
potenza--per la coscienza della presente abjezione--per le lagrime delle
madri italiane pei figli morti sul palco, nelle prigioni, in esilio--per
la miseria dei milioni:
Io N. N.
Credente nella missione commessa da Dio all'Italia, e nel dovere che
ogni uomo nato Italiano ha di contribuire al suo adempimento;
Convinto che dove Dio ha voluto fosse Nazione, esistono le forze
necessarie a crearla--che il Popolo è depositario di quelle forze--che
nel dirigerle pel Popolo e col Popolo sta il segreto della vittoria;
Convinto che la Virtù sta nell'azione e nel sagrificio--che la potenza
sta nell'unione e nella costanza della volontà;
Do il mio nome alla _Giovine Italia_, associazione d'uomini credenti
nella stessa fede, e giuro:
Di consecrarmi tutto e per sempre a costituire con essi l'Italia in
Nazione _Una_, _Indipendente_, _Libera_, _Repubblicana_;
Di promovere con tutti i mezzi, di parola, di scritto, d'azione,
l'educazione de' miei fratelli italiani all'intento della _Giovine
Italia_, all'associazione che sola può conquistarlo, alla virtù che sola
può rendere la conquista durevole;
Di non appartenere, da questo giorno in poi, ad altre associazioni;
Di uniformarmi alle istruzioni che mi verranno trasmesse, nello spirito
della _Giovine Italia_, da chi rappresenta con me l'unione de' miei
fratelli, e di conservarne, anche a prezzo della vita, inviolati i
segreti;
Di soccorrere coll'opera e col consiglio a' miei fratelli
nell'associazione,