GRANDE.

Sicuro dell'adesione di massima da parte dell'Inghilterra, della

Germania e dell'Austria-Ungheria all'occupazione italiana della

Tripolitania, l'on. Crispi avrebbe facilmente guadagnato anche il

consenso della Francia, tenendosi fermo sul terreno della difesa dei

nostri diritti nella Tunisia sino alla conclusione di un accordo. E

dipoi, con la risolutezza ch'era nel suo carattere, non avrebbe atteso

molto a piantare il vessillo d'Italia sull'altra sponda del

Mediterraneo. Quanto alla Turchia, gli accomodamenti con l'antico regime

non erano difficili; il Sultano ch'era un fine politico e aveva il senso

della sua responsabilità e della precaria situazione dell'Impero, si

sarebbe adattato all'inevitabile, confortandosi con gli opportuni

compensi.

Ma col ritiro di Francesco Crispi dal potere in seguito al voto della

Camera del 31 gennaio 1891, la pietra angolare dell'edifizio cedette.

L'opposizione contro le fortificazioni di Biserta che alla fine di

gennaio era divenuta perentoria, fu abbandonata dal suo successore. E la

Francia, lasciata libera di consolidare il suo dominio in Tunisia, non

ebbe più bisogno di venire a patti con l'Italia e di farle concessioni.

Quando la questione della Tripolitania fu ripresa, il governo Italiano

dovette fare alla Francia sacrificio di altri interessi.

Politica estera: memorie e documenti · 第 196 / 215 题