C. RESSMAN.

P.S. Quanto del nostro trattato d'alleanza questi signori si

preoccupino, lo provi anche il quesito che incidentalmente nella

conversazione il sig. Ribot mi rivolse, se cioè occorresse, per

farlo cessare, di denunziarlo espressamente e se vi fosse la

clausola della tacita riconduzione. Risposi lo ignoravo.

_Commendatore Ressman — R. Ambasciata Italiana_,

Parigi.

Roma li 2/9, 1890.

(_Personale_). — La insistenza del signor Ribot per conoscere le

nostre intenzioni circa la rinnovazione della Triplice alleanza non

è degna di un uomo di Stato. Ad un anno e mezzo di distanza nulla si

può prevedere in politica. Giova però ricordare le ragioni che

obbligarono il cavalier Mancini a chiedere la alleanza dell'Austria

e della Germania.

L'Italia dal 1879 al 1881 fu continuamente maltrattata dal Governo

della Repubblica, minacciata dagli austriaci, disistimata a Berlino.

Al 1880 un esercito di quaranta mila uomini era pronto ad entrare

nel Regno, il Governo di Roma tollerando l'agitazione irredentista.

La stampa francese ci derideva, ed il Governo francese occupava

Tunisi. Sono celebri le parole pronunziate da Bismarck al 1879, che

l'Italia non era una potenza militare temibile e che pochi

reggimenti austro-ungarici sarebbero bastati per metterci alla

ragione.

Il cavalier Mancini pregò, scongiurò a Vienna ed a Berlino, e dopo

molti sforzi ottenne che l'Italia fosse accolta nella alleanza dei

due imperi.

Oggi tutto è mutato in nostro vantaggio ed io non permetterò che

l'Italia ritorni in quello stato di umiliazione nel quale pel suo

isolamento fu sino al 1881.

Ribot, prima di chiedere quali siano le nostre intenzioni sulla

rinnovazione della triplice, dovrebbe mettersi in condizione di non

averne bisogno, ed assicurarsi che, sciolti i nostri impegni coi due

imperi, la Francia non ripeterebbe in altri territorii le imprese

tunisine, che non ci insidierebbe più nella penisola per mezzo del

Vaticano, che garantirebbe la nostra indipendenza. Or finora nulla

fu fatto per persuaderci che il Governo ed il popolo di Francia

vogliano divenirci amici ed amici sinceri e leali.

Politica estera: memorie e documenti · 第 194 / 215 题