Da Parigi (Menabrea). — Nel convegno ebdomadario Ribot ricordò
incidentalmente a Menabrea le discussioni che ebbero luogo con
Goblet relativamente alla creazione in Tunisia di nuove scuole
italiane che si volevano sottoporre ad una preventiva
autorizzazione. La questione rimase sospesa perchè il governo
italiano aveva finito col dichiarare che in quel momento non si
trattava di istituire nuove scuole, ma solo di mantenere le
esistenti come erano. Ora, vista la creazione iniziata di nuovi
istituti, Ribot domanda se il R. Governo è sempre della stessa
opinione intorno ai propri diritti, e se non avrebbe, non volendo
chiedere qualche autorizzazione, almeno informato l'autorità
beylicale delle sue intenzioni in proposito. Menabrea rispose di non
aver pel momento incarico di trattare siffatto argomento, ma che
teneva per fermo che il governo del Re non avrebbe receduto da ciò
ch'egli crede suo diritto, poichè nello stesso modo che nel
rimanente dell'Impero turco si riconosceva all'Italia la facoltà di
stabilire le sue scuole come le convenisse meglio, essa manteneva i
suoi diritti nella Reggenza, la quale, malgrado il protettorato
francese, non cessa di essere considerata come facente parte
dell'Impero ottomano, per cui manteniamo tuttora i diritti derivanti
dalle Capitolazioni, eccetto in quelle parti alle quali abbiamo
subordinatamente e provvisoriamente rinunciato e che si riferiscono
all'impianto de' tribunali. Ribot non insistette, esprimendo solo la
speranza che il governo italiano l'avrebbe informato della creazione
di nuove scuole e pregò Menabrea d'interpellare su ciò il Ministero.