Da Parigi (Menabrea). — Conferì con Goblet. La conversazione fu meno
tempestosa della precedente. Si ripeterono da una parte e dall'altra
le argomentazioni dell'antecedente colloquio. Menabrea notò che il
Bey con quei decreti aveva proceduto ad un atto che il Sultano, suo
alto sovrano, non avrebbe osato di fare nell'impero ottomano ed al
quale i francesi stessi si sarebbero opposti. I tre ambasciatori di
Germania, Italia e Inghilterra si trovarono in quel dì (24) riuniti
al Ministero degli Affari esteri. Münster aveva già esortato Goblet
ad una attitudine conciliante. Lord Lytton dividendo perfettamente
la nostra opinione, aveva detto a Menabrea non essere esatto — come
asseriva Goblet — che Salisbury accettasse i decreti, ma che la
questione era stata sottoposta ai giureconsulti della Corona. Benchè
Goblet non abbia accettato per ora la proposta di Crispi, parve
alquanto scosso e si sarà forse convinto che il meglio a fare per
lui sarà di arrendersi quando Berio avrà fatto le note
dichiarazioni.