«15/9/88.
Leggo nel _Journal des Débats_ d'oggi: «Si rimarcò ieri nei corridoi
della Camera la presenza del signor Ressman, Incaricato d'affari
d'Italia, che venne a conferire con il signor Felice Pyat». Fu
infatti alla Camera che Pyat, venuto nel pomeriggio a Parigi, mi
aveva dato convegno. Si direbbe che noi torniamo agli usi della
Serenissima di Venezia, giacchè se questa in sè così insignificante
notizia non vuole essere una insinuazione, essa prova per lo meno
con quale pavida diffidenza sia qui sorvegliato ogni nostro passo.
Crederei però prudente al momento opportuno di dire nella udienza
ordinaria del prossimo mercoledì una parola al signor Goblet per
renderlo consapevole della ragione del mio colloquio col Pyat,
porgendomi occasione di leggergli il sì conciliante telegramma di V.
E., che è una prova di più de' suoi personali sentimenti. Prego
telegrafarmi se ella mi vi autorizza.