Il 14 luglio l'on, Depretis informava l'on. Crispi di aver telegrafato
alle RR. Ambasciate e alla R. Legazione di Sofia la dichiarazione
seguente fatta all'ambasciatore di Turchia:
«Nell'interesse della Bulgaria, della Turchia e dell'intera Europa
è, a nostro avviso, altamente desiderabile che la crisi bulgara
giunga il più presto possibile a propizia e definitiva conclusione
mercè l'insediamento a Sofia di un principe, e il ristabilimento nel
principato di un ordine di cose stabile e normale. La Sublime Porta
deve quindi considerare come acquisito il nostro concorso per tale
soluzione che, essendo l'espressione della libera volontà delle
popolazioni in Bulgaria, si uniformerebbe ora nella sua pratica
attuazione ai procedimenti segnati nel trattato di Berlino».
«15 luglio.
_Presidente Consiglio Ministri_,
Stradella.
Comunicai ai miei colleghi telegramma V. E. 14 corrente spedito alle
nostre ambasciate ed al nostro agente in Sofia. Alcuni di loro non
furono contenti perchè nulla vi è detto che valga ad indicare la
nostra politica in Oriente.
In verità non essendosi nulla deciso dall'Italia, si vorrebbe almeno
conoscere quali pratiche siano state fatte presso le altre Potenze e
quali risposte ottenute per la soluzione della questione.