VITTORIO EMANUELE».

Rispondo: «Je serai de retour le 22 ou 24 courant. Je vais partir

pour Vienne où j'attends les ordres de V. M.».

_8 ottobre._ — Partenza da Londra alle 8 ½ pom.

_9 ottobre._ — Arrivo a Parigi alle 6 ½ del mattino — Gambetta.

_11 ottobre._ — Partenza da Parigi alle 9,20 del mattino.

_12 ottobre._ — Arrivo a Vienna alle 9 ½ di sera.

_13 ottobre._ — L'ambasciatore, generale Robilant, mi scrive di

mettersi a mia disposizione; alle 12.30 vado a visitarlo — M'informa

— Telegrafo a Depretis: «Ho tua lettera. Andrássy è in campagna.

Sarà a Pesth il 20. Qui posizione molto difficile. Scriverò

domattina. Fa' smentire notizia che io fui al discorso elettorale di

Gambetta».

_14 ottobre._ — Ricevo da Depretis il seguente telegramma: «Attendo

tua lettera. Intanto è necessario ti faccia conoscere che qui è

giunta raccomandazione vivissima del di Launay, affinchè a Vienna si

usi la più grande circospezione. Se ti riesce parlare con Andrássy,

procura di stare sulle generalità esprimendo la nostra simpatia, ma

restando nella maggiore riserva in ogni quistione che possa sorgere

fra i due Stati. Noi desideriamo nella questione orientale poter

procedere di accordo. Procura a questo titolo di affrettare tuo

ritorno qui. Le cose si fanno gravi e la tua presenza qui è

assolutamente necessaria».

Visita al ministro Glaser — Articolo 3.º del Codice Civile. —

Procedura — Questioni che vi si rannodano. Accordo per una

convenzione internazionale.

Visita al signor Or['c]zy — Articolo 3 — Trattato di commercio.

Visita a Schönbrunn.

«_Caro Crispi_,

Ti scrivo da Stradella ove ho potuto arrestarmi per alcune ore: non

ebbi in questi tre giorni un minuto di libertà. Dopo aver assistito

all'inaugurazione delle nuove ferrovie venete mi recai a Brescia, o

per dir meglio in una campagna nelle vicinanze di Brescia, per veder

Zanardelli: ebbi con lui un lungo colloquio, si mostrò decisamente

avverso all'esercizio governativo e parvemi disposto ad

assecondarmi. Io non gli tacqui la mia determinazione di non

presentarmi alla Camera che con le convenzioni stipulate: fra pochi

giorni Zanardelli, oramai guarito, verrà a Roma ed ivi la questione

sarà risolta, essendo io in grado di conchiudere da un giorno

all'altro. Bisognerà però che tu pure ti trovi a Roma giacchè se mai

nascesse dissenso fra me e Zanardelli la posizione diventerebbe

gravissima.

Venendo allo speciale argomento di questa mia lettera che ti ho

annunciata nel telegramma che ti ho inviato da Padova, non occorre

che ti preghi che a [Vienna] non bisogna parlare delle tue

[conferenze] con [Bismarck] ed usare la più grande [riserva]. Il

[partito] [cattolico] è a [Vienna] numeroso e potente e non mancherà

di stare attento ad ogni tuo passo e di pesare e raccogliere ogni

tua [parola] per divulgarla. La stampa dei nostri [avversarii] cerca

di spargere tutte le più [maligne] [supposizioni] e sarebbe felice

di trovare [nuovi] [pretesti].

Riguardo alla [conferenza] che avrai con [Andrássy] oltre l'art. 3

verrà certamente in discussione il [trattato] di [commercio] ed il

possibile [ingrandimento] dell'[Austria] coll'[annessione] della

[Bosnia].

Sul [trattato] di [commercio] basterà esprimere il nostro

[desiderio] di riprendere e [condurre] a [termine] i [negoziati]; se

non si può conchiudere con un [trattato] a lunga [durata] si veda

almeno di mettersi d'accordo sopra un modus vivendi o [trattato] a

breve [scadenza] ed in via di esperimento. Le basi del [trattato]

definitivo furono da noi indicate ad [Haymerle] in un memoriale

consegnatogli, nel quale abbiamo esposto che ad alcune dimande

fatteci nei precedenti [negoziati] per esempio l'abolizione del

dazio d'entrata in Italia sui [cereali] noi non possiamo consentire

per gravi ragioni di [finanza]. Procura però di persuadere

[Andrássy] che noi desideriamo vivamente di metterci d'accordo su

altri [punti] che interessano il [governo] d['Austria.]

Vedi poi di spiegare la [posizione] del nostro [governo] nella

questione della 9145 [?]

L'[Italia] ha bisogno di [pace] desidera conservare relazioni

[amichevoli] coi paesi vicini; le nostre [simpatie] sono per

[Andrássy] e pel suo [ministero] e pel [partito] liberale che lo

sostiene, siamo disposti a fare ogni [sforzo] per mantenere le

[buone relazioni] con lui, ma che non saremmo [capaci] di [dominare]

la [opinione] in [Italia] in faccia ad un [ingrandimento]

dell'[Austria] senza [compenso]. Questa è la verità. Quello poi che

avverrà in [Italia] è difficile prevedere, ma è evidente che il

[ministero] attuale non potrebbe restare al suo posto.

Converrà, mio caro Crispi, che tu usi molta [moderazione] di

linguaggio sia per un riguardo alla grande [suscettibilità] di

[Robilant] sia per non dar ragione al [partito] [cattolico e

militare] di destare [apprensione] che importa assaissimo di

evitare: le tue parole siano la [espressione] della franca tua

[opinione personale]. Quello che ti dirà [Andrássy] ci servirà di

norma.

Eccoti, mio caro Crispi, riassunta la mia maniera di vedere che ti

espongo per debito di coscienza e che forse reputerai [superflua] ma

tu devi essermi [indulgente] perchè sono ispirato dalla gravità

della situazione attuale e dal desiderio di nulla trascurare che

possa riuscire utile al nostro paese.

Politica estera: memorie e documenti · 第 37 / 215 题