IL CUSTODE

Si figuri che iersera, avevo appena chiuso il cancello, quando

sento qualcuno chiamare il mio nome. Torno indietro, e lì, dietro il

cancello, la vedo, che pare uno spettro...

ANNA

Ma chi era? chi?

EDITH

dietro a loro si è affacciata alla porta d'uscita; con un

grido

Signorina! C'è la signora!! La nostra signora!...

ANNA

convulsa

Ma cosa dici!... dove? dove?

segue Edith che si è slanciata fuori a sinistra.

Il Custode esce dietro a loro. Anna ed Edith ricompaiono

tosto sorreggendo la figura vacillante di Lady Mary. Questa

è pallida e spettrale; porta una logora veste nera e uno

scialle nero.

Zia Mary!... zia Mary!... Ma è possibile?!

EDITH

conducendola verso il divano

Non credevamo vederla mai più. Quanto abbiamo pianto per lei!

LADY MARY

fievole, accasciandosi

Buona Edith!...

volgendosi con un pallido sorriso ad Anna.

Anna!...

ANNA

agitata

Corro a richiamare lo zio Harry...

LADY MARY

con voce spenta; trattenendola

No.

ANNA

Ma lasciami dargli subito questa gioia —

LADY MARY

No.

ANNA

baciandole le mani

Oh, zia Mary; sei tu — sei tu! Non osavamo più sperare...

con impeto

E Lillia?

LADY MARY

tragica

_Non chiedere di Lillia._

ANNA

quasi senza voce

Non tornerà?!

LADY MARY

Non chiedere di Lillia!

con cupo dolore

O allora... chiedine a colui che ci ha cacciate fuori.

Cade in avanti col volto tra le mani.

Anna le s'inginocchia accanto, confortandola.

EDITH

lancia ad Anna uno sguardo di pietà

Indi si rivolge, trepida, a Lady Mary.

Signora cara, vorrà riposare... vorrà prendere qualche cosa...

Lady Mary scuote il capo.

Almeno un cordiale...

LADY MARY

No, Edith. Non ho bisogno di nulla.

ANNA

sottovoce a Edith

(Corri incontro al Comandante!... Avvertilo!)

Edith esce rapida.

A Lady Mary

Ma è vero che sei arrivata iersera? E perchè, perchè non sei venuta

subito qui, a casa tua?

LADY MARY

Questa non è più casa mia. Questa è la casa — di lui! di lui che tutti

festeggiano, per l'atto più inumano, più spietato...

ANNA

scattando

Ah, zia Mary! Non dir questo! Il suo immenso sacrificio, non lo

comprendi?

LADY MARY

Non parlarmi di lui, nè di quell'atto iniquo,..

ansante

parlami di Giorgio! Per lui soltanto ho varcato questa soglia. Per lui

soltanto ho vissuto fino ad oggi.

In quei terribili giorni d'angoscia, fra le torture, la crudeltà, lo

scherno, fu il pensiero di lui, di lui soltanto che mi ha tenuta in

vita.

ANNA

Sai che Giorgio... mio Dio...

non osa proseguire

LADY MARY

Ebbene?

ANNA

tremando

Tra poco verrà qui...

non osando rivelare la sventura del figlio e cercando di

distoglierla da quel pensiero

ma dimmi, dimmi di te! Hai dunque sofferto molto... dici che furono

crudeli con te?

LADY MARY

rabbrividendo

Crudeli!... ah, quell'epoca mi pare tutto un sogno d'orrore. Mille

volte ho ringraziato Iddio che Lillia — la mia piccola Lillia — non era

più con me.

Il cielo — pietoso! — non ha voluto che giungesse viva alle linee

nemiche.

tornando al suo pensiero

Ma parlami di Giorgio...

ANNA

interrompendola

E come hai potuto salvarti?

LADY MARY

Un'infermiera ha avuto pietà di me; m'ha aiutata a fuggire, a

raggiungere la frontiera. Ma quante sofferenze ancora, prima di tornare

in patria!

amaramente

E qui, qui trovo il paese in festa...

stendendo il braccio verso la porta

per lui! Lui ha mandato al nemico le sue donne — e lo festeggiano! Lui

ha mandato alla morte sua figlia — e lo applaudono!

con uno scatto convulso

Parlami di mio figlio!

ANNA

Giorgio tra poco verrà qui...

si arresta trepidante.

LADY MARY

Lo so. E so che è stato ferito.

ANNA

Ah! tu sai...!

LADY MARY

Sì. Me l'ha detto la moglie del custode. Povera donna, piangeva tanto.

Aveva paura di darmi questo nuovo dolore...

ANNA

Ma che cosa ti ha detto?

LADY MARY

Che Giorgio era ferito, lievemente, a un occhio. È così?

Anna china il capo.

... ma che oggi lasciava l'ospedale.

rasserenandosi un poco

Vuol dire che è guarito, vero? poichè lo lasciano tornare a casa...

chinandosi verso Anna

Anna, cos'hai? Perchè tremi così?

Anna si copre il viso con le mani.

Dimmi cos'hai! Pensi alle nostre tristezze?

ANNA

alzando il viso angosciato

Sì.

LADY MARY

Pensi... a Giorgio? Quella donna m'ha detto che andavi tutti i giorni

a trovarlo all'ospedale.

con soavità

È vero?

alzandole il viso per guardarla meglio negli occhi

Pensi... molto... a Giorgio, tu?

ANNA

cadendole ai piedi e celandole il volto in grembo

Sì.

LADY MARY

accarezzandole i capelli

Oh!... piccola Anna!... buona Anna! Come passa il tempo. Ieri eri

bambina, oggi... sei innamorata. E dimmi — lui?...

ANNA

scoppiando in lagrime

Non so!

LADY MARY

Perchè piangi?

Un silenzio.

«Il destino della donna è il pianto...» Chi diceva così?... Forse ero

io. Lo dicevo tanto tempo fa, quando per me non era vero; lo dicevo

senza crederlo... cioè, lo credevo — ma per le altre donne, non per me.

sorridendo amaramente

È facile, quando si è felici, enunciare di quelle sentenze.

tornando con uno sforzo al presente

Dunque Anna, dimmi: quanti anni hai?

ANNA

Diciannove.

LADY MARY

È vero. L'età di Lillia. Anche Lillia, oggi, se fosse qui, comincerebbe

a sognare l'amore...

Un silenzio.

L'amore. Ed io — io non sogno che l'odio. Non ho più di vivo in me che

la forza di odiare.

ANNA

Ah, non dir questo.

LADY MARY

Anna, sai tu qual'è il più grande dolore per un cuore umano? Quello di

dover odiare ciò che si è amato.

ANNA

Ah, zia Mary! Un giorno perdonerai...

LADY MARY

Mai! Non parlare di perdono.

ANNA

Ma quando... egli arriva, ora, con Giorgio...

LADY MARY

Quando avrò abbracciato mio figlio — ripartirò.

ANNA

Ripartire! Ah, no! Tu non puoi lasciare Giorgio.

LADY MARY

Giorgio non ha bisogno di me. Resterà con suo padre.

ANNA

avvicinandosi a lei con intensità tragica

Tu — non puoi — lasciare Giorgio!

LADY MARY

Giorgio dovrà scegliere tra me e suo padre. Io qui non resto, se vi

resta quell'uomo.

ANNA

sempre più intensa e veemente

Nè tu, nè lui, potete lasciare Giorgio.

LADY MARY

prendendola per la spalla

Ma come parli? Sembri forsennata —

Anna, smarrita, ha rivolto gli occhi alla porta. Sulla

soglia è apparso il Comandante.

IL COMANDANTE

Mary!...

Lady Mary lo fissa con occhi di gelo.

Sulla soglia è apparsa anche Edith, che fa cenno ad Anna.

Anna esce rapida dalla veranda.

IL COMANDANTE

Non mi saluti?... Non mi parli?

LADY MARY

Lo fissa in volto, gelida e statuaria.

A mio figlio parlerò.

IL COMANDANTE

E a me... a me... non hai nulla da dire?

LADY MARY

Nulla.

Un silenzio.

IL COMANDANTE

Mary; comprendo ciò che hai nell'anima; so quanto devi aver sofferto.

Ma, se posso ancora rivolgerti una preghiera, ascolta! Quando parlerai

ora con tuo figlio, scorda il rancore che hai contro di me; pensa a

lui...

con dolore

a lui solo; a lui che ha sofferto e soffre più che tu non...

LADY MARY

interrompendolo febbrile

Giorgio — è qui?

IL COMANDANTE

Sì.

LADY MARY

tremante

Voglio vederlo, io sola. Voglio parlargli io sola.

IL COMANDANTE

profondamente scosso

Credimi; è meglio ch'io sia con te.

LADY MARY

fiera

Sola voglio essere con mio figlio. Sola!

IL COMANDANTE

Sia. — Ma prima che tu lo veda...

LADY MARY

Lasciami...

IL COMANDANTE

cercando di trattenerla

Mary, abbi pietà di te stessa... e di lui.

LADY MARY

con un breve riso beffardo

Sei tu, tu, che parli di pietà?

scorgendo Giorgio

Ah, Giorgio!

Giorgio è apparso sulla soglia, Anna gli sta a fianco. Egli

è pallido e titubante. Porta gli occhiali neri.

GIORGIO

Mamma!

Apre le braccia e la madre gli si abbandona sul petto.

Anna, dopo uno sguardo al Comandante, si avvicina a loro,

e sorreggendo Lady Mary, la trae dolcemente avanti.

IL COMANDANTE

vicino a Giorgio, gli parla rapido a bassa voce.

Giorgio! Essa non sa la tua sventura.

GIORGIO

stupito

Non sa...!

IL COMANDANTE

Comprenderai... più tardi... perchè non è stato possibile dirglielo.

GIORGIO

con serenità

Io — glielo dirò. Lasciami con lei.

Il Comandante lo conduce avanti vicino alla madre.

Indi il Comandante ed Anna escono.

LADY MARY

Giorgio! Figlio mio! figlio mio!

abbracciandolo

Dimmi, dimmi...

lo trae innanzi

come stai, diletto mio? Quell'occhio — l'occhio ferito — come sta? Ti

fa male ancora?

GIORGIO

No. Non mi fa più male. — Mamma!...

le siede accanto.

Mamma, sei qui!...

Che gioia ritrovarti! Se tu sapessi le strane paure che ho avuto. Non

so... papà e Anna sono stati così misteriosi, così muti! Ogni volta

che chiedevo di te e di Lillia, non rispondevano, o rispondevano

sconnessi... Non sapevo più cosa pensare.

con affettuoso rimprovero

Tanto più che non siete mai venute a trovarmi. Quattro mesi

all'ospedale e non una visita nè da mia madre ne da mia sorella!

LADY MARY

con un singhiozzo

Giorgio!

GIORGIO

Sei stata ammalata, lo so!

affettuoso e gaio

Ora penserò io a farti guarire. Ma Lillia — almeno Lillia poteva

venire...

LADY MARY

con voce tremante

Giorgio!... Che cosa sai? Che cosa sai di ciò che è accaduto? Che cosa

sai — di noi?

GIORGIO

Nulla. — Mamma cara... io sono... al buio di tutto.

le prende la mano e parla con grande lentezza

_Sono — completamente — al buio._

LADY MARY

trasalendo

Come?!

ansando

Come dici... come dici quella frase! Giorgio!!!

con un urlo

Ah! Giorgio...

senza voce

Ho paura!

GIORGIO

calmo

Non aver paura. Io — non ne ho.

LADY MARY

con gesti piccoli, smaniosi, recando la mano alla bocca,

poi togliendola; chiudendo e riaprendo i pugni

M'hanno detto... che eri ferito... leggermente all'occhio...

ansante; con crescente terrore

m'hanno detto — che guarivi —

GIORGIO

Difatti. Lo vedi; sono guarito.

LADY MARY

fissandolo

Giorgio! di'... che sono pazza! di'... che non è vero!... che non è

vero!

Giorgio resta immobile, statuario.

Giorgio!!... _guarda la tua mamma!_

Di' che la vedi! Di' che la vedi! Ah, Dio, Dio, Dio!...

si abbatte per terra.

GIORGIO

chinandosi a sollevarla

Alzati, mamma. Non piangere. Vedi, se tu avessi potuto venire a

trovarmi, ti saresti abituata all'idea... a poco a poco... come mi sono

abituato io...

LADY MARY

Ma io non lo credo... ma tu fai per farmi impazzire! Sarà un'altra

iniquità

si mette le mani nei capelli

di quel mostro, di quell'assassino...

GIORGIO

scattando

Ma cosa dici? Ma di chi parli?

LADY MARY

Lui, lui t'avrà detto di fingere questo... per dilaniarmi ancora, per

straziarmi ancora...

GIORGIO

Ma sei pazza? Ma — mamma! Povera mamma!... Tu sragioni...

LADY MARY

Ah, Giorgio, Giorgio!... i tuoi occhi adorati!

con voce quasi spenta

Voglio vedere i tuoi occhi!...

GIORGIO

pietoso

No... no... lascia stare...

LADY MARY

fuori di sè

Voglio vedere i tuoi occhi!...

GIORGIO

dopo un istante d'esitazione si toglie gli occhiali ed alza

il viso.

Un silenzio.

Ebbene?... Mamma! Perchè non parli? Sono...

con uno sforzo dominando il suo strazio

sono così terribili a vedersi?

LADY MARY

scoppiando in pianto

Ah, figlio mio! figlio mio!

piange stringendosi al petto il capo del figliolo. Poi

ritta, alzando il braccio in un gesto immensamente tragico

e solenne

Ah Iddio! Iddio! Voi ci siete! Voi udite la voce delle madri! Maledite

— maledite i rèi che scatenano le guerre! maledite chi spezza i

nostri cuori!... Maledite, maledite chi è colpa che questi occhi siano

spenti!...

Un silenzio.

GIORGIO

Càlmati, mamma. Senti... senti... siedi vicina a me. Tu non devi

disperarti così. Vedi pure che io non mi dispero. Non è così spaventoso

come credi, questo mio stato. Dopo le prime ore, dopo i primi giorni —

abbassando la voce

dopo... le prime notti... di disperazione... ci si rassegna, vedi;

ci si abitua. Non si tenta più pazzamente, disperatamente di _aprire

gli occhi!_... Non si sente più che si darebbe dieci anni di vita per

un attimo di luce! non si lotta più per cacciar via, per strappare le

tenebre — le mostruose tenebre! — che ci avviluppano la testa come un

groviglio di veli neri... No! no!

con voce più calma

Tutto cambia. La vita diventa un'altra cosa. Si vive... come in un

altro mondo, un mondo oscuro, fresco, profondo...

Come dirti?... si vive come sotto un'acqua nera, calma, profonda...

con dolcezza

Mamma, chiudi gli occhi! chiudili!... Voglio che tu ti calmi. Voglio

che tu comprenda —

Un silenzio.

Li hai chiusi?

LADY MARY

con voce di pianto

No.

GIORGIO

Obbedisci. Fàllo per farmi piacere!

Stende la mano e copre gli occhi di sua madre.

Ecco!

solenne e lento

Scendi nel buio con me.

Il teatro si oscura completamente e tutta la scena seguente

ha luogo nel buio.

Vedi, come tutto si acquieta? Come tutto è profondo, e grave, e

riposante?

T'accorgi come si ascolta meglio ogni suono?... Io odo battere il tuo

cuore!...

Una pausa.

E come si sente meglio il silenzio!...

A noi che vaghiamo in questo mondo buio, non giungono, mamma, che voci

basse e dolci. Le ire, le collere, le grida d'odio e di rancore...

nulla di questo arriva a noi. Lassù dove siete voi, alla superficie

della vita, vi sono le febbri, le grida, le voci stridenti; e la

fretta, e le fatiche e l'ansia... Qui, nulla. Intorno a noi le ire si

placano, i rancori dileguano, gli sdegni si spengono...

Ecco, io sento la tua mano che mi tocca la faccia, con gesto così

dolce... come s'io fossi ancora bambino. — Li hai chiusi ancora gli

occhi?

LADY MARY

Sì.

GIORGIO

Qui, poi, non si vedono invecchiare quelli che si amano. Tu, mamma,

per me resterai sempre come ti ho veduta il giorno della partenza.

Eri bella. Piangevano i tuoi occhi, e la tua bocca sorrideva per farmi

coraggio. Ed avevi alzata la mano per benedirmi. Così ti vedrò sempre,

finchè vivo — bella, giovane, in quel gesto di benedizione.

LADY MARY

Giorgio, diletto mio!...

GIORGIO

Vedi! Vedi come sei calma adesso? Nella luce non saresti così calma. E

invece adesso hai, come me, un senso di grande pace nell'anima. Non è

vero?

Ricordati, ricordati quando sei agitata e inquieta, quando mille

pensieri ti assillano, quando hai l'anima torturata — vieni accanto al

figlio tuo, e chiudi gli occhi... Così.

Un silenzio.

Riapri gli occhi, mamma.

La luce risfolgora, nell'attimo stesso in cui Lady Mary si

toglie la mano dagli occhi.

Essa ha appoggiato il capo all'omero di Giorgio.

Il suo volto è triste ma calmo.

Sulla soglia, in fondo, appare il Comandante, e si ferma.

GIORGIO

C'è qualcuno.

LADY MARY

Non c'è nessuno, amor mio.

GIORGIO

Sì, sì. C'è qualcuno. Qualcuno è qui, dietro a noi —

LADY MARY

si volge, scorge il Comandante e balza in piedi,

indietreggiando.

GIORGIO

ridendo

E ti dirò anche chi è! — È papà.

va verso la porta e tende la mano a toccare suo padre.

Vieni, vieni, papà!

gli prende il braccio e lo trae innanzi.

La mamma è stata così forte, così buona, così coraggiosa! Vedi, neppure

piange più! È vero che non piange? Io sento...

si volge dall'una all'altra delle due figure tragiche.

sento che vi guardate quasi con un sorriso... Un sorriso tremulo forse,

un sorriso ancora vicino ai pianto... ma tanto dolce!... Va, papà;

confortala!

Il Comandante muove di qualche passo più vicino a Lady

Mary.

Indi i due stanno immobili.

Lady Mary ha il volto d'una Erinni — dura, terribile, come

tagliata nella roccia.

Mamma, se tu sapessi che infermiere è stato per me quest'uomo!

Un angelo — ma un angelo terribile, sai! Un angelo con la spada

fiammeggiante, per impedirmi questo, per vietarmi quello. «Silenzio!»

mi diceva sempre. «Il dottore non vuole che si parli! Silenzio! non

farmi delle domande. Il dottore mi vieta di rispondere!... Non parlare

con nessuno!... Non pensare a nulla fuorchè a guarire!...»

IL COMANDANTE

con uno sforzo per parere gaio

E difatti, sei guarito presto.

GIORGIO

Sì: sto benissimo. E sono beato d'essere qui, lontano dall'ospedale.

Ah...

rivolto al giardino

com'è dolce la primavera!... come si sente l'aprile!

Adesso andremo in giardino.

alla madre che sta per prendergli il braccio

Ah no! Non così. Voi due, a braccetto, davanti a me. Vi farò vedere

come mi guida la memoria!... e il suono dei vostri passi.

volgendosi subitaneo a Lady Mary

Ma prima, mamma, chiama Lillia. Voglio ved... —

correggendosi

— voglio abbracciarla.

IL COMANDANTE

tremante

Giorgio...

GIORGIO

Dunque — Lillia!

Un silenzio.

Dov'è? Cosa fa? Perchè non è qui?

il Comandante si accascia col volto tra le mani.

Mamma, rispondi!

colpito dall'inspiegabile silenzio

Avete forse paura che s'impressioni troppo? Via... io conosco Lillia...

È coraggiosa più di noi.

Ancora silenzio.

Perchè non parlate?

subitamente inquieto, in tono secco

Lillia, dov'è?

LADY MARY

con un gesto di forsennata tende il braccio verso il

Comandante, imponendogli di parlare. Questi, seduto accanto

al tavolo, cade in avanti, celando il volto sul braccio.

GIORGIO

incalzante

Mi rispondete?

LADY MARY

con voce spenta

Tuo padre — ti dirà —

GIORGIO

Papà!... Rispondi!

Altro silenzio.

E in questo silenzio l'implacato rancore rinasce e

fiammeggia nel cuore di Lady Mary.

LADY MARY

Quando il silenzio diventa insopportabile parla con voce

aspra e rauca

Egli non ti risponde, perchè... non lo sa!

GIORGIO

indietreggiando di un passo e stringendo con mano convulsa

la spalliera d'una seggiola

_Non — lo — sa!?_

LADY MARY

No! Non lo sa! Lillia è sparita... Lillia è perduta.., Lillia si è

dileguata nella notte...

GIORGIO

dopo un istante, con voce che vuol essere calma

Padre mio!... è vero? Ogni tanto la mamma delira... Tu devi dirmi...

ansando

mia sorella dov'è?

LADY MARY

Sì! deve dirtelo! Lui!... lui deve dirtelo! Ah, tu sei chiuso da

quattro mesi all'ospedale, tu, nel buio, non sai niente — ebbene,

adesso saprai... saprai che cos'è tuo padre!

vicina a Giorgio, afferrandogli il braccio

Giorgio, Giorgio, quello non è un padre, quello non è un uomo! Quello

è una tigre, quello è una belva — peggio! peggio d'una belva, perchè le

belve i loro piccoli li nutrono... li difendono... e quest'uomo non ha

voluto nutrire, non ha voluto difendere la sua creatura! No!

L'ha cacciata fuori, fuori nella notte — ci ha cacciate fuori entrambe,

lei e me — per quel tozzo di pane che potevamo mangiare... per poterlo

dare invece ai suoi soldati!

GIORGIO

Ma, cosa dici... cosa dici?

LADY MARY

Poteva trattenerci... nasconderci nella casa... nessuno l'avrebbe

saputo! No! Fuori nella notte ci ha cacciate, come cani, famelici e

randagi... Fuori nella neve, ci ha cacciate davanti ai suoi soldati,

con gli altri derelitti, con gli altri affamati. Abbiamo vagato tutta

la notte, urlando, piangendo, incespicando nel buio su quella pianura

desolata...

GIORGIO

Papà — che cosa dice questa sventurata?

indietreggia, avvicinandosi un poco più a suo padre

Perchè non la fai tacere?

LADY MARY

parla come in un delirio.

Lillia era vicina a me, aggrappata a me... ogni due o tre passi

incespicava e cadeva. E intorno a noi erano gli altri... i vecchi...

i bambini... le donne con le loro creature in braccio... E tutti

ululavano nel buio, come povere bestie ferite. E ogni tanto il

riflettore del nemico passava su noi... si fermava su noi acciecandoci!

A un tratto Lillia — è caduta; caduta nella neve. Volevo fermarmi! Ma

gli altri mi spingevano, mi cacciavano avanti, gridando e gemendo...

Io mi battevo con loro; e graffiando, mordendo, strillando mi son fatta

largo... sono tornata indietro, gridando «Lillia... Lillia!...»

Un gemito mi risponde... due mani si aggrappano a me. Mi chino...

l'afferro, la trascino avanti!

E comincia a nevicare; il vento gelido ci turbina intorno... E dalle

linee nemiche cominciano a tirare su noi! Allora me la carico sulle

spalle, e sento che per lo sforzo le vene mi scoppiano, il cuore mi

si spacca... Ma avanti! La trascino avanti!... con la gioia d'averla

salvata, col delirio di sentirla viva, viva!... e accanto a me...

A un tratto un fascio di luce ci investe. Tutti i riflettori si

concentrano su noi. Affranta, m'abbatto sulla neve...

E quella ch'io porto, cade... svenuta, ai miei piedi.

con un urlo disperato

_Non era Lillia!!_

Lungo silenzio.

Poi, con altra voce

Lillia è rimasta... là... nella pianura... La neve l'avrà ricoperta...

e nascosta!

GIORGIO

smarrito stendendo la mano a cercare suo padre

Padre mio!...

LADY MARY

Questo, lui ha fatto... per non darci da mangiare... Questo, lui ha

fatto...

con una risata d'ironia selvaggia.

per salvare la guarnigione —

GIORGIO

drizzandosi attento

Ah?

LADY MARY

Per non arrendersi —

GIORGIO

teso in avanti, comprendendo

Ah?!

LADY MARY

Perchè dovevano arrivare i trasporti —

GIORGIO

senza respiro

Sì...

LADY MARY

Allora....

con feroce scherno

per quelle _parole_, quelle vane, inique parole che dite voialtri

uomini —

gridando con frenesia

per «l'onore...» per «la patria...»

GIORGIO

con uno scoppio di voce

Ah!!

LADY MARY

proseguendo forsennata

Per quelle parole che hanno fatto di lui non più un uomo, ma un

nefando, uno spietato strumento di guerra...

IL COMANDANTE

rizzandosi, fremente e piangente

Il mio dovere ho fatto — il mio dovere!

LADY MARY

Il tuo dovere?

rivolgendosi al figlio

Ah Giorgio! Tu, tu che con quei chiusi occhi vedi forse più chiaro di

noi — dillo! dillo se il primo dovere di un uomo non è verso le sue

creature? Verso le sue donne... verso i suoi figli, sangue del suo

sangue! Dillo!... dillo!... Non è quello il primo dovere di un uomo?

GIORGIO

con forte voce

_No!_

LADY MARY

colpita

Ah...

GIORGIO

Ieri forse era così. Domani forse sarà così ancora. Oggi — no.

con impeto sublime

Oggi, il primo dovere di un soldato —

si arresta, soffocato dalla commozione, quasi fosse troppo

sacra la parola che sta per pronunciare.

Indi, afferrando il braccio di sua madre

Mamma!... — Inginocchiati!

Vinta, Lady Mary cade piangendo ai piedi del Comandante.

FINE DEL DRAMMA

Finito di stampare

il 30 aprile 1926

negli Stab. Tip. Lit. Edit.

A. MONDADORI

VERONA

OPERE

DELL'AUTRICE

_ROMANZI_

VAE VICTIS!

CIRCE

I DIVORATORI

MARION

NAJA TRIPUDIANS

SORELLA DI MESSALINA

SUA ALTEZZA (per fanciulli)

_NOVELLE_

ZINGARESCA

GIOIA

PERDONATE EGLANTINA!

_POESIA_

LIRICA

_VIAGGI_

TERRA DI CLEOPATRA

_TEATRO_

L'INVASORE

LE BOCCHE INUTILI

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici.

Le bocche inutili: dramma in tre atti · 第 3 / 3 段