II.

SILVO SPAVENTA _al fratello_ BERTRANDO.

Torino, 7 dicembre[181] 1861.

Mio caro Bertrando,

Perdonami se non ho risposto subito alla tua lettera. Ti dissi come

era infreddato, e questo raffreddore è andato sempre più crescendo

e non vedo modo di disfarmene. Così mi dà una noia ed un malessere

indicibile. Nulladimeno assisto ogni giorno alle discussioni ed agli

Uffici della Camera. Non ho il coraggio di rimanere a letto, e questo

mi fa forse più male. Bisogna che ricorra assolutamente a' bagni

freddi, e non mi so ancora risolvere.

Dopo quello che tu mi avevi scritto de' maneggi che ti facevano contro,

ciò che ho letto poi nei giornali che ti è avvenuto, avrebbe dovuto

meravigliarmi meno. Ho atteso con grande ansietà che mi narrassi tu

stesso quello che successe. Spero che non si sia più rinnovato. Io

sono certo che tu ti guadagnerai l'amore e il rispetto de' giovani, e

che questi si premuniranno da sè contro simili scandali. Sono ancora

certo che tu non ti sei sbigottito per ciò, e che hai continuato il tuo

ufficio con perfetta calma e dignità.

Oggi ancora continua la discussione sulle cose di Napoli, e non so se

finirà, benchè in molti vi è un vivo desiderio di mettervi un termine.

Si spreca un tempo prezioso; e le assurdità e i paradossi che la Camera

è costretta di udire, le fanno perdere l'autorità, di cui ora è più che

mai necessario che il Parlamento sia investito. Il Ministero avrà, io

credo, una maggiorità notabile. I napoletani, venuti qui gridando che

volevano sprofondare mezzo mondo, finiranno la più parte per votare a

favore. Il connubio col Rattazzi è divenuto più incerto. Intanto, come

farà il Ministero a completarsi, e come si _placherà_, l'Imperatore,

che non ne vuole molto di Ricasoli? Il Re lavora anch'egli per

Rattazzi. Ci è imbroglio difficile a snodarsi. Addio.

_Tuo_ SILVIO.

_P. S._ Saluto caramente Papà e Millo e Isabella.

La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea · 第 64 / 97 题