FILOSOFIA MODERNA.

La filosofia antica è essenzialmente considerazione dell'oggetto (della

natura). Lo considera prima _naturalmente_; poi _idealmente_. Nella

prima considerazione il naturale è principio del naturale, il fatto

del fatto. Nella seconda il principio è l'oggettività ideale, che

_trascende_ la naturale; il fare che trascende il fatto.

Originariamente essa non è conoscenza della _realtà cosciente_, come

la filosofia moderna. Questo problema nasce in essa per risolverne un

altro, che è il principale. Perciò è inteso in altro modo che nella

filosofia moderna; è piuttosto il problema della _realtà saputa_, che

della _realtà cosciente_.

La filosofia moderna, al contrario, è essenzialmente considerazione

del _soggetto_, della realtà cosciente, dello spirito. Si sa come per

istinto (per tutta la esperienza da Talete a Cartesio), che, spiegato

questo, tutto è spiegato.

Essa procede rispetto alla _realtà cosciente_, al nuovo oggetto, come

l'antica procedeva rispetto all'oggetto antico, alla realtà naturale.

Da prima spiega il fatto col fatto; considera la realtà cosciente — la

psiche, il conoscere — naturalmente, come qualcosa d'immediato[142]. —

Dommatismo.

Poi spiega il fatto col _fare_; studia il fatto intero e assegna come

principio ciò che trascende il fatto; considera la realtà cosciente

_idealmente_. — Criticismo. — Il fare qui è il _puro conoscere_

trascendentale. — Kant.

Come il _concetto_ socratico (oggettività ideale) _trascende_ la realtà

naturale, che si vuol spiegare, è la _realtà pura_, l'Idea; così il

_puro conoscere_ kantiano (categorie, intuizione pura, unità sintetica

_a priori_) _trascende_ il conoscere, la realtà cosciente come

esperienza.

Socrate fonda il trascendentalismo antico; Kant il moderno.

Questa è la ragione, per cui Kant si chiama il Socrate moderno,

e Socrate il Kant antico[143]. Ma tra l'antico e il moderno ci è

infinita differenza; giacchè la filosofia antica è considerazione

prima _naturale_ e poi _ideale_ della realtà naturale; la moderna è

considerazione prima _naturale_ e poi _ideale_ della realtà cosciente.

Perciò così il naturalismo come l'idealismo antico si diversifica dal

naturalismo e dall'idealismo moderno. L'uno e l'altro nell'antichità

sono oggettivismo; ne' tempi moderni, soggettivismo. E nello stesso

modo il dommatismo antesocratico differisce dall'antekantiano, come il

dialettismo socratico dal kantiano.

_A_) Vediamo ora cos'è la logica in questa nuova _posizione_.

Nell'antichità non poteva essere che quel che fu; giacchè, mancando

la conoscenza diretta della realtà cosciente, non era possibile la

soluzione del problema sulla relazione tra materia e forma.

Ora, come nell'antico naturalismo non fu possibile la logica, e

cominciò solo con Socrate, così nel nuovo naturalismo (da Cartesio

e Bacone a Kant) non fu possibile la _nuova_ logica, la logica

corrispondente alla _nuova posizione_ (problema della _realtà

cosciente_); si riprodusse solo e si continuò l'antica logica

(modificata più o meno in bene o in male, ma, in sostanza, la stessa

sempre).

Il nuovo naturalismo considera la _realtà cosciente_, il _conoscere_,

come qualcosa di _naturale_, o un _fatto_; come _essenza, sostanza,

causa_: come qualcosa d'_immediato_.

Quindi due tendenze:

Realtà cosciente come _Idea innata_;

Realtà cosciente come _Senso_.

Idea innata e Senso sono due _immediati_.

Quindi due metodi, due principii, due indirizzi:

Idealismo ed empirismo; processo a priori e processo a posteriori;

assioma o immediato ideale, ed esperienza o immediato sensibile;

deduzione (metodo matematico), e induzione; discorso dalla causa

all'effetto, dal principio alla conseguenza, e dall'effetto alla causa,

dalla conseguenza al principio.

La spiegazione è sempre la relazione causale: il _pensare_ come

_causare_[144]. Hume, infatti, nel quale questo naturalismo si

dissolve, indirizza il suo scetticismo principalmente contro la

_relazione causale_. Negata la causalità, è negata tutta questa

filosofia naturale.

È spiegata così la realtà cosciente?

La _coscienza_ non è un _essere naturale_, non un _immediato_

semplicemente; non un semplice _effetto_; non risulta da quel che non

è coscienza, da quel che è semplice realtà (il pensare non risulta

dall'essere, il fare dal fatto); non risulta dall'_idea innata_; non

risulta dall'_impressione sensibile_. Dunque, così non è spiegata.

Come l'antico naturalismo si dissolve nella sofistica, così il nuovo si

dissolve nello scetticismo di Hume.

_B_) KANT.

Il conoscere, la realtà cosciente, dice la Sofistica, non può essere

spiegato dall'acqua, dall'aria, dal numero, dal puro essere, dal

divenire, dallo stesso noo di Anassagora. Dunque, _nego_ il conoscere,

l'oggettività del conoscere; giacchè, se deve essere spiegato da

que' principii, cioè _naturalmente_, non si può spiegare; e se uno di

que' principii, cioè la _natura_, è il vero principio, il conoscere,

non potendo essere spiegato da questo principio, non ci è. — Ora,

_negare_ il conoscere è già _affermarlo_; è dire: io _conosco_ di non

conoscere. La proposizione: _non conosco_, presa dommaticamente, è un

giudizio categorico, e perciò _conoscere_. Questa proposizione, dunque,

annulla se stessa, se si prende assolutamente. Questa contradizione

è la Sofistica. Il conoscere sofistico è un conoscere che non è vero

conoscere; è opinione, conoscere individuale, soggetto empirico.

— Pure la Sofistica ha un lato vero. Quando essa dice: _non ci è

il conoscere_, dice ciò nella sua posizione _storica_, cioè reale,

vera; per intendere la Sofistica, non bisogna astrarla da questa

posizione. Ora in questa posizione essa, dicendo _non conoscere_,

vuol dire _non conoscere_ nel senso della filosofia naturale, e non

già _negazione assoluta_ del conoscere; e perciò è una negazione che

non è annullamento: non è una negazione _dommatica_ (come quando

si dice: non ci è il conoscere, _ut sic_), ma in sè semplicemente

_critica_; non è in sè _dommatismo_, ma, se posso anticipare la frase,

_criticismo_: la critica della filosofia anteriore. Questo è il lato

vero della Sofistica. Il falso è la negazione presa assolutamente,

cioè come annullamento; la critica presa come dommatica, cioè come non

più critica, il _non essere_ preso come il _niente_, e non già come

avviarsi al vero essere; come _annullarsi_ e non già come _inverarsi_.

La critica, come inveramento e non già come annullamento (Sofistica),

la critica, come vera critica, è Socrate. Socrate è la verità della

Sofistica. Socrate nega la filosofia naturale, come la Sofistica;

ma, negandola, pone il nuovo principio: il _concetto_. La negazione

_fissata_, cioè presa assolutamente, è l'individuo sofistico; la

negazione _risoluta_, cioè come inveramento, è la _coscienza_ e il

_conoscere socratico_: il _conoscere a concetti_.

Hume ha, rispetto alla filosofia anteriore da Cartesio e Bacone e

rispetto a Kant, la stessa posizione che la Sofistica ha rispetto al

naturalismo greco e a Socrate. Lo scetticismo di Hume come proposizione

dommatica è la nuova Sofistica; come _critica_ è _inveramento_, è

Kant. In Hume la filosofia moderna nega se stessa come _filosofia

naturale_; e in Kant afferma se stessa come _filosofia del conoscere_,

come filosofia critica, cioè come _filosofia della_ POSSIBILITÀ _del

conoscere_.

Socrate, dunque, fonda la filosofia della POSSIBILITÀ _della realtà

saputa_, e quindi indirettamente della realtà cosciente: _ontologismo

trascendentale_.

Kant fonda la filosofia della POSSIBILITÀ _della realtà cosciente_

direttamente: _psicologismo trascendentale_.

Socrate dice: la possibilità della realtà saputa è il _puro saputo_,

il _puro conosciuto_, il _puro intelligibile_, il _concetto_,

l'universale, l'oggettività ideale. — Quindi l'Idea platonica (ὄντως

ὄν). (quindi l'Idea aristotelica: la Sostanza (οὐσία): unità di materia

e forma: non vera unità, appunto perchè Ente.

Kant dice: la possibilità della realtà cosciente è la _pura coscienza_,

il _puro conoscere_, il _puro sapere_, il concetto, l'universale,

l'idea, ma come _sapere_, come Io, _Io penso_, soggetto, e non già come

saputo, non-io, oggetto.

Socrate pone il concetto, l'universale, il _pensare_ come pensato, come

_essere_.

Kant lo pone come _pensare_, come _atto_ del pensare che è psiche,

dell'_Io penso_, come _forma_ dell'_Io penso_.

Concetto, universale, categoria (determinazione universale delle

cose, determinazione ontologica, metafisica) = _forma del pensare_,

dell'_Io penso_ (forma logica); cioè _materia logica_ = _forma logica_;

_metafisica_ = _logica_: tale è _in sè_ il kantismo.

Ma solo _in sè_. È il nuovo _orizzonte_ della filosofia. Ma Kant

— il criticismo kantiano — è inferiore alla sua _potenza_; come il

_concetto_ socratico è in sè il platonismo e l'aristotelismo e altro,

ma, come attività puramente socratica, è meno della sua _potenza_.

In Socrate il _concetto_ è tutto nell'attività del soggetto

filosofante, nell'attività _induttiva_; non è ancora sistema delle

idee, cioè _dialettica_ platonica (dialettica dell'Ente stesso); non

è ancora _metafisica_ (Aristotele). Dialettica e metafisica sono come

assorbite nell'_attività_ socratica, soggettiva, dialogica.

In Kant, più che l'unità della metafisica e della logica, si ha

l'assorbimento della metafisica nella logica, nella nuova logica:

nella logica dell'_Io penso_ come semplice Io, del soggetto come

semplice soggetto (e perciò non vera logica, in quanto non è logica e

metafisica). È nuova logica, perchè la categoria è _forma_ (_attività_)

dell'_Io penso_; non è vera logica (vera nuova metafisica), perchè la

categoria così, come semplice forma dell'Io, del semplice soggetto,

non è determinazione della _cosa in sè_ (noumeno), ma solo della

cosa _rispetto a noi_, o in quanto conosciuta da noi (fenomeno). La

logica kantiana è, come è stato detto, _metafisica del fenomeno_, non

dell'Ente.

Qui ci è del vero e del falso. Il vero (il nuovo) è aver posto la

categoria come _forma_ (_attività_) dell'Io. Il falso è aver preso il

semplice Io, il semplice soggetto, e aver opposto ad esso la _cosa in

sè_, distinguendola dalla _cosa per noi_, alla quale sola compete la

categoria.

La _cosa in sè_; cioè considerare il puro conoscere come non

assolutamente puro; il conoscere trascendentale come non assolutamente

trascendentale; il _fare_, non come assoluto fare, ma come ancora

_fatto_, e perciò non come assoluta trasparenza; l'Io o la Psiche,

non come Io o Psiche assoluta, ma come Io o soggetto finito, semplice

_coscienza_, tale è il difetto del kantismo, la sua contradizione:

la contradizione colla sua stessa _posizione fondamentale_ (_unità

sintetica originaria_).

_Unità sintetica originaria_: questo è il fondamento e la possibilità

della nuova logica, di quella che è logica e metafisica; della nuova

metafisica (non più dell'_Ente_, nè del solo _fenomeno_, ma della

_Mente_).

_C_) FICHTE.

La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea · 第 54 / 97 题