Ma pure l'universo è

_Differente:_ «Dico Dio termine interminato di cosa interminata, perchè

così Dio come l'universo è tutto infinito; ma Dio _complicatamente e

totalmente_, l'universo _esplicatamente_ e non _totalmente_. L'universo

è tutto infinito; perchè non ha margine, nè termine, nè superficie;

non è totalmente infinito, perchè ciascuna parte, che in quello

possiamo prendere, è finita, e de' mondi innumerabili che contiene,

ciascuno è finito. Dio è tutto infinito, perchè da sè esclude ogni

termine, ed ogni suo attributo è uno ed infinito; è poi totalmente

infinito, perchè _tutto lui è in tutto il mondo e in ciascuna sua parte

infinitamente e totalmente_, al contrario della infinità dell'universo,

la quale è totalmente in tutto, e non in queste parti. E però Dio

ha ragione di termine, l'altro di terminato, non _per differenze di

finito ed infinito_, ma perchè _l'uno è infinito, e l'altro infinito e

finiente_».

Adunque, ripeto, vi ha in Dio una _differenza_; e questa differenza

— ciò è anche da notare — è essa stessa _indifferenza_: il tutto

_indifferentemente_.

Dio, dunque, è indifferenza, che si differenzia indifferentemente.

Come causa è indifferenza;

come causato è indifferenza.

La differenza è dunque pura _forma_. Questo è il difetto di Bruno (e

anche di Spinoza). Ma, anche come semplice forma, è già un gran passo

innanzi.

Come _Infinito finiente_ Dio è già più che Sostanza causa. Ma Bruno

non sviluppa questo concetto del _fine_. Questo concetto si riproduce

— con più chiara coscienza — nel Gioberti; secondo il quale la vera

infinità di Dio è appunto la _preoccupazione_ o _presunzione_ infinita

del mondo. In Bruno non ci è vero _fine_: non ci può essere, perchè Dio

è semplice _causa_.

4. Distinzione delle cose dell'Universo dall'_Universo_: le cose sono

semplici modi dell'una e assoluta Sostanza.

«L'universo comprende tutto l'essere e tutti i modi di essere; delle

cose ciascuna ha tutto l'essere (tutta la sostanza: identità), ma

non tutti i modi di essere.... Uno è l'_ente_, la _sostanza_ e la

_essenza_.... In essa si trova la moltitudine, il numero, ma come

_modo_ e _moltiformità_ dell'ente; laonde non è più che uno, ma

moltimodo, moltiforme e moltifigurato.... Tutto ciò che fa differenza

e numero è _puro accidente, pura figura, pura complessione_.... (La

sostanza rimane sempre la stessa; è una, ente divino, immortale)....

_diverso volto di medesima sostanza_; volto labile, mobile,

corruttibile, d'un'immobile, perseverante ed eterno essere.... Ciò che

fa la moltitudine non è l'ente, non è la cosa, ma quello che _appare_,

che _si rappresenta al senso ed è nella superficie della cosa_»[87]

(_auxilium imaginationis_, diceva Spinoza).

Da questa sommaria comparazione io credo di poter conchiudere, che lo

schema metafisico di Bruno e Spinoza è lo stesso, o almeno, che l'uno è

precursore dell'altro.

La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea · 第 26 / 97 题