IBID., AU CARDINAL GRIMALDI, 15 JUILLET 1645.

«...Quanto a Baupui si prenderanno qui le risolutioni che saranno

credute più a proposito, nelle quali si havrà particolare riguardo

a i consigli di V. Em., subito che s'intenda quello sarà seguito

doppo le diligenze che all'arrivo costi del signor Ondedei saranno

state fatte. Ne entro discorrere dell'ostinasione di S. S. in

ricusare di rimeterlo al Re, non ostante che sia suddito della M.

Sua e suo servitore domestico, che il processo non si possi far

altrove che qui dove è la preventione della causa, e più di vinti

prigioni che si vedono complici del delitto, e particolarmente il

duca di Beaufort che è il capo, e che si tratti di delitti si

enormi, e contro la persona d'un cardinale, principal ministro di

questa corona. Mà non tacerò a V. Em. che desiderarei grandemente

per il puro servitio della sede apostolica che S. S. fosse meglio

consigliata in negozio di tanta importanza, e nel quale S. M. ha

tanta giustizia che non si può impedire che la Francia non

conclude che la S. S. per piacere a Spagnuoli voglia disobbligare

un si gran Re, facendo nel istesso tempo conoscere che non è

impossibilità di attentare alla personna di un cardinale e trovare

protezione in Roma... Il signor Paolo Macarani mi scrive che,

andando in castello S. Angelo, haveva inteso del sign. castellano

che Baupui diceva che il Papa non doveva rimeterlo a suoi nemici,

e che lui sarebbe contentissimo che S. S. l'havesse rimesso al

Parlamento; mà se non vuol altra satisfazione che questa, l'ha già

ricevuta perche già sono due mesi che S. M. ha rimesso il processo

al Parlamento.»

Madame de Chevreuse Nouvelles études sur les femmes illustres et la société du 17e siècle · 第 89 / 119 题