«...Quanto a Baupui si prenderanno qui le risolutioni che saranno
credute più a proposito, nelle quali si havrà particolare riguardo
a i consigli di V. Em., subito che s'intenda quello sarà seguito
doppo le diligenze che all'arrivo costi del signor Ondedei saranno
state fatte. Ne entro discorrere dell'ostinasione di S. S. in
ricusare di rimeterlo al Re, non ostante che sia suddito della M.
Sua e suo servitore domestico, che il processo non si possi far
altrove che qui dove è la preventione della causa, e più di vinti
prigioni che si vedono complici del delitto, e particolarmente il
duca di Beaufort che è il capo, e che si tratti di delitti si
enormi, e contro la persona d'un cardinale, principal ministro di
questa corona. Mà non tacerò a V. Em. che desiderarei grandemente
per il puro servitio della sede apostolica che S. S. fosse meglio
consigliata in negozio di tanta importanza, e nel quale S. M. ha
tanta giustizia che non si può impedire che la Francia non
conclude che la S. S. per piacere a Spagnuoli voglia disobbligare
un si gran Re, facendo nel istesso tempo conoscere che non è
impossibilità di attentare alla personna di un cardinale e trovare
protezione in Roma... Il signor Paolo Macarani mi scrive che,
andando in castello S. Angelo, haveva inteso del sign. castellano
che Baupui diceva che il Papa non doveva rimeterlo a suoi nemici,
e che lui sarebbe contentissimo che S. S. l'havesse rimesso al
Parlamento; mà se non vuol altra satisfazione che questa, l'ha già
ricevuta perche già sono due mesi che S. M. ha rimesso il processo
al Parlamento.»