P. 18: «Rosso non travaglia che alla divisione dei ministri.
Adesso procura guadaguar Avo (le comte d'Avaux) adulandolo, etc.
Rosso odia S. M. Pensa ad abbassarla, e dice haverne li
modi.»--«Assolutamente il Rosso vuol vederli (li ministri)
disgustati per rendersene capo. S. M. ci penci, perchè questo è il
maggior punto di tutti.»
P. 19: «Durarò fatiga (sic) a conservarmi, perche sono sempre più
perseguitato, potendo dire senza vanità che il Rosso il primo e
poi molti altri credono haver miglior mercato di S. M. non
consigliata dà persona disinteressata e ferma come io sono.»
P. 20: «Io non ardisco parlar in certe cose, temendo che S. M. non
creda quello li vien insinuato ogni giorno che io ho le massime
del Cardinale.»--«In tutti li affari vi sono due faccie. Se S. M.
mi stima abile, mi creda, e riconoscerà in effetti se l'havrò ben
consigliata. Si no, faccia elettione d'un altro e li creda,
convenendo più cosi che titubare nelle risolutioni. Quando havrò
havuto l'onore di dirli il mio senso, almeno deve esser certa che
sarà sempre senza passione e cordiale. Molti possono usar di
questi termini assicurando S. M. della loro servitu, mà nessuno
con fundamento più palpabile di me.»
P. 21: «Tutto Parigi da l'avantaggio dell' elettione di Briena al
Rosso, il quale (Brienne) si crede che serve a S. M., mà doppo lei
intieramente al Rosso.»--«Briena non m'ha veduto. Fa molto per
accomodare il Rosso con la casa di Vandomo, non so se con ordine
di S. M.»--«Sono assolutamente tradito con li Vandomi, mentre
faccio il possibile per servirgli.»--«Ogniuno dice che S. M. è
impegnata assai in favore di Chatonof. Se questo è, di grazia S.
M. me lo dica, e se vuol servirsene, mi ritirerò come vorrà.»
P. 22: «Rosso a Treville che suo figlio[433] si dovrebbe
riscaldare per haver un governo e un' altro per Gassion.»--«Briena
ha detto al maresciallo d'Estrée che andavo a visitar Chatonof per
ordine della regina et offerirli l'ordine et il governa di Turena
(Touraine).»--Si vuol far un presente a Mma di Cheverosa di 50 mil
franchi.»
[433] Cela prouve bien que _il Rosso_ est M. le Prince.
P. 25: «Bovè travaglia incessamente per acquistar amici, e
togliermi i miei. Dice tale esser l'intentione della Regina.»
P. 26: «Rosso mille protestationi, etc., che sa bene che la Regina
ha fatto in modo che io posso disporre di Monsieur.»--«Credo
madama di Cheverosa impegnata in mille cose.»
P. 27: «Discorso di Chatonof a M. d'Avo intorno la pace, dicendo
che bisogna farla particolare.»--«Avo dice haver riconosciuta
tenerezza in S. M. verso di lui.»--«Fieschi (le comte de Fiesque)
mi ha stretto intorno Chatonof et il Cancelliere.»
P. 31: «Bovè travaglia contro me per ogni verso. Riceve M. di
Chatonof. Si mette nelle braccià di Bofort e madama di Monbazon, e
mi dispiace le offerte che fà à madama di Cheverosa di depender
intieramente dà suoi cenni.»
P. 33: «Bovè dice che, perche non resti memoria in Francia del
Cardinale, vorrebbe che nella pace si restitui ogni cosa, a che
Botru (le comte de Bautru) ha risposto che converebbe ancora
riedificar la Rocella e tante piazze abattute.»--«Rosso si
lamenta, grida che la Regina perde ogni cosa, minaccia trà li
denti del Parlamento. Fa istanza di sapere se S. Alt. dimanda
qualche cosa.»
P. 34: «Discorso havuto con Mma di Cheverosa, Campione, la
principessa di Ghimené. Che la suddetta crede che senza interesse
non vi può essere amicizia[434].»
[434] Ainsi dès 1643 les dissertations sur les fondements de
l'amitié, qui depuis occupèrent tant la société de Mme de Sablé,
étaient déjà à la mode; mais en 1643 elles avaient, ce semble, un
objet plus direct, et les discours que rapporte ici Mazarin ont
bien l'air d'avances faites à condition.
P. 38: «Mercordi, sarà fatto il negotio per 200 mil lire per Mma
di Cheverosa.»
P. 39: «M. Vincent (saint Vincent de Paul) vuol metter avanti il
Padre Gondi (le père du cardinal de Retz).--«Belingan (Beringhen)
sopra Chatonof, e che chiamandolo S. M. gli havevano detto che io
mene anderei.»--P. 41: «Ogni uno si è messo in testa di rovinar il
Cancelliere, e sono divisi circa il dar questa carica a Chatonof,
alcuni escludendolo et altri desiderandolo.»
P. 42: «S. M. mi perdoni se li dico che posso temere dei mali
offizii, poiche vedo che questi (Importanti) hanno forza di far
cambiar parere a S. M. in molte cose, ancorche havesse risoluto in
contrario. Hanno detto a S. A. che S. M. è la più dissimulata
persona del mondo, che non si deve fidare, che, sebbene in
apparenza mostra far caso di me, in effetto dissimula per la
necessità degli affari, e che ha tutta la confidenza in loro, di
che si accorgerà in tempo che non potrà rimediarvi.»
P. 47: «Tutta la casa di Vandomo dice che non si havrà riposo
finche li parenti del Cardinale sieno intieramente rovinati, e
quelli si sono arrichiti nel tempo passato. Principe di Nemur (le
duc de Savoie Nemours) dice l'istesso, e che si voleva veder
demolito Richelieu e le altre case dei parenti del Cardinale. In
fine li Vandomi et adherenti e Bofort in particolare animano tutti
li imbrogli della corte, etc.»
P. 50: «S. M. ha detto al Rosso, che me l'ha riferito, sopra
ricerca alli parenti del Cardinale, et ha risposto che vi
pensarebbe. Si vede dà questo che S. M. non si fida di me, mentre
non si apre quando li dimando la sua intentione in questo
particolare.»
P. 51: «S. M. dicendomi se vi sarebbe qualche modo dà farmi esser
contento, quando sono appresso di lei, gli ho risposto che, come
li miei dispiaceri et afflitioni non procedono dà altro che dà non
vederla servita come vorrei, et della mala piega che prenderanno
li affari se non vi si rimedia quando sono appresso di S. M.,
m'affligo d'avantagio perche conosco più dà vicino il suo gran
merito, le mie obbligationi, e l'ingratitudine di questi che non
fanno il loro dovere verso di lei. Gli ho detto nel fervore del
discorso che se S. M. vedesse il molto che desidero servirla, e
l'estrema passione che ho per la sua grandezza, si dolerebbe del
poco che faccio, ancorche testifichi gradirlo, etc.»
P. 53: «Consideri S. M. quello dice Mma di Cheverosa della sua
dissimulazione e della poca fermezza; l'esempio in me delli quatro
giorni della morte del Re, di Mma d'Egullion e di altri, etc.»
P. 58, 59, 60, 61: «Il Rosso me ha appresado mucho porque ablasse
por Dammartin[435], aziendo siempre el interesse de Mma la
Principessa. Dice que el D. de Vandomo es el major enemigo que yo
tengo, que estando asentado cerca del en el Parlamento le dijo que
su negotio de Bertagna no abia succedido porque yo a parte habia
aconsejado la Reyna de no azerlo; que era menester remediar muy
presto al gran credito en que me ponia accerca della Reyna, porque
m'establezeria en modo que dentro de poco tiempo no fuera posible
el derribarme... Y en conclusion que era menester juntarse todos
contra me... Abla tambien de la protetion que tengo de los
parientes del Cardinal. Y el Rubio, despues de haverme rogado de
no ablar a nadie d'esto, me ha jurado sobre los Evangelios que era
verdad, y que, si fuesse necessario por my servitio, la
sostentaria. De muchas otras partes se me confirma lo mismo, y
todo se puede creer del natural de Vandomo, añadiendo solamente
que por differente camino el Rubio tiene los mismos
pensamientos... S. M. m'havrebbe echo major favor a no accomodarme
con M. de Vandomo, porque me tormienta todos los dias. Es
infallible que todas las cabalas de Paris son fomentadas dal
dicho.»
P. 62: «Vanno a trovar M. Vincent, e sotto pretesto di affetione
alla Regina li dicono che la sua riputatione perde per la
galanteria. Dicono che Bovè habbi fatto parlar M... sopra la
galanteria.»
P. 65: «Los enemigos se juntan para azer me mal... Que Mma
Cheverosa le anima todos... Sy S. M. quiere conservar me de manera
que puede ser de provecho, es menester quittar se la masqhera y
azer obras que declarasen la protetion que quiere tener de mi
persona.»
P. 66: «Dicen me que S. M. por dar satisfation de que se sierve de
mi a los que le ablan contra, dice que no puede azer otra cosa,
agora siendo necesitada a esto.»
P. 68: «Aze la Dama (Mme de Chevreuse) grandes diligentias por
fortificar el partido de Vandomos. Ha ganado el Duque de Guisa que
a sido mediator por el ajustamiento con el Duque d'Elbouf.»
P. 69: «Tanto falta que aya producido un buen effetto lo que S. M.
ha dicho a la Dama y otros... que al contrario todos estan
animados contra me...»
P. 70: «No ay otros discursos que de honra y generosidad, y si
predica siempre que es menester perderse..., y azy liga todos la
Dama in estas maximas tan prejuditiales all' Estado.»
P. 71: «La Dama me ha preguntado quantos dias havia estado
contrariado de lo que habia dicho de la disimulation de la Reyna;
que es fuerza le ayan dicho my inquietud que yo confesse a S. M.
haver tenido por esto particular. La Dama me ha dicho que no cree
que yo tenga la amistad por la Reyna al punto que ella entiende, y
quo no la tenga por nadie; y preguntandole lo que avia de azer por
que creiesse que era su servidor al punto que decia[436], me ha
respuesto que se ne aperciviera luego si esto fuesse, ma que yo
no la engañeria, aziendo semblante de cosa que verdaderamente no
fuesse.»
P. 74, 75, 76, 77: «La Dama me ha dicho que la Reyna era
disacreditada, y que cada dia lo seria mas; que... conoscia muy
bien lo que venia de ella y lo que de my; que tenia entero credito
acerca de S. M.; que a un volver de ojos entendia lo que S. M.
tenia en el corazon. Entre los discursos[437] me ha dicho que yo
prenderia alarme in malos passos. Yo e respondido, etc. A ablado
contra Montegu por que sierbe el Cancelier.»--«Me ha querido ablar
del como avia yo de gobernar me en buena politica, etc.»
«Es cierto que continuan juntarse al jardin de Tulleri, que ablan
contra el gobierno de la Reyna los que se dicen sus majores
serbidores, y que son contra me mas que nunca, hasta concluir
siempre que sy per cabalas no podran destruir me, intentaran otros
modos.»
«Sy la mar puede sossiegarse con echarmi... come Jonas en la bocca
de la balena, yo are luego, no deseando mas que el gusto e
contentamiento de S. M., y, valga la verdad[438], es imposible
servir con estos sobresaltos, mientras travajo de dia y de noche
por complir a mis obligationes, y acer bien que no se puede ser
serbidor mas interessado de S. M. de lo que my.»