_Pag. 111._ Proemio. C. A. 119 r. — _112._ Natura e scienza. I. 18

r. — Leggi necessarie dominano i fatti della natura. R. 1135. — La

rispondenza degli effetti alla potenza della loro cagione è necessaria.

A. 24 r. — _113._ Le leggi della natura sono imprescindibili. E. 43

v. — Sul medesimo soggetto. C. 23 v. — L’effetto succede alla causa

necessariamente. C. A. 169 v. — Il miracolo sta nella rispondenza

dell’effetto alla sua causa. C. A. 337 v. — _114._ Ogni cosa obbedisce

alla propria legge. R. 156 r. — _115._ Passività e attività. T. 39 r.

— Provvidenza della natura nella conformazione del corpo umano. C. A.

116 r. — _116._ Provvidenzialità della dilatazione e restringimento

della pupilla. D. 5 r. — _117._ Contro coloro che si arrogano di

correggere la natura. C. A. 76 r. — Sul fenomeno della spinta delle

radici. C. A. 76 r. — _118._ Sulla struttura delle ali. E. 52 v. —

Sulla disposizione delle foglie nelle piante. Lu. 398. — _119._ Legge

universale delle cose. Ash. II. 4 r. — Sul medesimo soggetto. A. 60 r.

— _120._ Le cose fuori del loro stato naturale tendono a ritornarvi.

C. 26 v. — Legge del minimo sforzo. C. 28 v. — Ogni parte desidera

essere nel suo tutto. C. A. 59 r. — Suggetto colla forma. T. 6 r. —

_121._ Legge del minimo sforzo. G. 74 v. — La stessa. D. 4 r. — Ancora

la stessa. — La natura è variabile in infinito. C. A. 112 v. — _122._

Contro gli alchimisti. Lu. 501. — Ancora sulla varietà della natura.

C. A. 76 r. — Precetto al pittore. C. A. 1119 r. — _123._ Precetto.

Lu. 270. — Vi è una omogeneità di struttura negli esseri animati.

Lu. 107. — _124._ Concetto dell’energia. G. 5 v. — Legge universale.

G. 73 r. — La stessa. T. 36 v. — _125._ Definizione della forza. T.

36 v. — La stessa. H. 141 r. — La materia è inerte. A. 34 r. — Legge

della trasmissione del moto e della sua equivalenza. B. 63 r. — _126._

Principio d’inerzia. F. 74 v. — Origine della forza. E. 22 r. — _127._

Aspetti varî della forza. I. 68 r. — Ancora del principio d’inerzia.

R. 859. — Ancora. V. U. 13 r. — _128._ Sulla pitagorica armonia delle

sfere celesti. C. A. 122 v. — _129._ Sulla legge di gravità. F. 56 v.

— La stessa. F. 69 v. — _130._ La stessa. C. A. 153 v. — Laude del

sole. R. 860. — _131._ Segue la laude. F. 5 r. — _132._ Segue. F. 4

v. — _133._ Segue. F. 6 r. — Segue. F. 8 r. — _134._ Della prova che

’l sole è caldo per natura e non per virtù. F. 10 r. — Sul medesimo

soggetto. G. 34 r.; F. 34 v. — _135._ Propagazione dei raggi nello

spazio. F. 85 v. — _136._ Se le stelle han lume dal sole o da sè.

F. 86 r. — _137._ La terra è una stella. F. 57 r. — Essa risplende

nell’universo. R. 886. — _138._ Ordine del provare la terra essere una

stella. F. 56 v. — La terra sembra stella ai lontani. C. A. 112 v. —

_139._ La terra non è centro dell’universo. F. 25 v. — Come in un’età

lontana la terra aveva un più vivo splendore. F. 94 v. — Questioni

sulla natura della luna. F. 41 v. — _140._ Sulla gravità della luna.

F. 69 v. — _141._ Sul medesimo soggetto. R. 892. — I mondi gravitano

in seno ai proprî elementi. R. 902. — _142._ Il calore come principio

della vita. K. 1 r. — La terra è un grande vivente. R. 896. — _143._

Paragone dell’uomo e del mondo. C. A. 80 r. — Cominciamento del

trattato de l’acqua. R. 1000. — _144._ L’acqua. A. 55 v. — L’acqua

è il sangue e la linfa del mondo. R. 970. — _145._ Sul medesimo

soggetto. H. 77 r. — L’acqua sui monti. R. 965. — Trasformazioni dovute

all’acqua. H. 95 r. — _146._ Della vibrazion della terra. K. 2 r. —

Vaste trasformazioni nel passato e nell’avvenire. G. 49 v. — _147._

L’acqua nei fiumi. R. 953. — _148._ Su una conchiglia fossile. R. 954.

— Basta un piccolo segno per ricostruire l’intero passato. R. 955. —

_149._ Del diluvio e de’ nicchi marini. R. 984. — _151._ Di quelli che

dicono, che i nicchi sono per molto spazio e nati remoti dalli mari,

per la natura del sito e de’ cieli, che dispone e influisce tal loco a

simile creazione d’animali. R. 987. — _155._ Confutazione ch’è contro

coloro, che dicono i nicchi esser portati per molte giornate distanti

dalli mari per causa del diluvio, tant’alto che superasse tale altezza.

R. 988. — _158._ I fossili rispecchiano nel passato una vita analoga

a quella del presente. R. 989. — _161._ De’ nicchi ne’ monti. F. 80

r. — _162._ Sulla stratificazione geologica e contro il diluvio. R.

994. — Dubitazione. C. A. 155 r. — _163._ Quale sarà il termine della

vita nel mondo. R. 995. — _165._ La terra immersa nell’acqua per la

lenta consumazione de’ monti. F. 52 v. — Le leggi meccaniche dominano

i fenomeni inorganici e organici. V. U. 3 r. — Possibilità che ha

l’uomo d’imitare strumentalmente l’uccello volante. F. 52 r. — _166._

Ricordo, che ritorna all’anima del Vinci mentre scrive sul volo del

nibbio. C. A. 161 r. — _167._ Perchè li piccoli uccelli non volano in

grande altezza, nè li grandi uccelli si dilettano volare in basso. C.

A. 66 v. — Facciamo nostra vita coll’altrui morte. E. 43 r. — Come

il corpo dell’animale al continuo more e rinasce. H. 89 v. — _168._

Circolazione della materia. R. 483. — _169._ Sullo stesso soggetto. F.

49 v. — Ancora sullo stesso soggetto. C. A. 376 v. — Sulla esistenza

della morte e del dolore nel mondo. R. 846. — Sul medesimo soggetto.

R. 1219. — _170._ Desiderio di disfarsi nelle cose e negli esseri.

R. 1187. — _171._ Come i sensi sono offiziali dell’anima. R. 838. —

_173._ Meccanismo della sensazione. C. A. 90 r. — _175._ Sui movimenti

automatici. C. A. 119 r. — _176._ Come i nervi operano qualche volta

per loro, sanza comandamento delli altri offiziali dell’anima. R.

839. — Come l’uomo tende a riprodurre sè stesso nelle proprie opere.

Lu. 108. — _178._ Un istinto naturale dell’uomo lo guida a cercare

sè stesso nelle cose e negli esseri. Lu. 109. — _179._ Consiglio al

pittore. A. 23 r. — Sugli stessi soggetti. Lu. 499. — _180._ Sulla

natura dei sensi. T. 7 v. — Problema dei sogni. R. 1114. — Giudizi

inconscienti. I. 20 r. — _181._ Inganno dei sensi. Lu. 2. — _182._ Sul

tempo. R. 916. — Sul concetto del tempo. R. 917. — _183._ Sul concetto

del nulla. Ash. III. 27 v.; R. 918.

PENSIERI SULLA MORALE.

_Pag. 185._ Gli studi di Leonardo. R. 841. — Proemio della sua

anatomia. R. 796. — _187._ Passaggio dalla anatomia all’etica. R.

798. — Conseguenze etiche che discendono dagli studi anatomici. An.

A. 2 r. — _188._ Il metodo sperimentale e sue conseguenze sull’agire

umano. C. A. 119 r. — Limiti imposti da Leonardo alla scienza. R. 1.

— _189._ Contro la necromanzia. R. 1213. — _192._ Degli spiriti. —

_193._ Se lo spirito tiene corpo infra li elementi. R. 1214. — _194._

Se lo spirito, avendo preso corpo d’aria, si può per sè muovere o

no. R. 1215. — _195._ Se lo spirito può parlare o no. C. A. 187 v. —

_196._ Sul medesimo soggetto. — _197._ Sul medesimo soggetto. B. 4 v. —

Studi sulla fisonomia. Lu. 292. — _198._ Contro i ricercatori del moto

perpetuo. K. 101 v. — _199._ Segue. F. 30 v. — Sul medesimo soggetto.

R. 1206. — Avvertimento. E. 31 v. — Contro le scienze occulte. R.

796. — _200._ Contro i medici. R. 797. — Ancora. — Ancora. F. 96 v.

— _201._ Funzione del dolore nella vita animale. R. 100 — Perchè le

piante non hanno il dolore. H. 60 r. — _202._ Funzione delle passioni

a conservazion della vita. H. 32 r. — Animosità e paura. C. A. 76 r. —

Il corpo è specchio dell’anima. C. A. 76 r. — Indipendenza dell’anima

dalla materia corporea. T. 32 r. — _203._ La memoria. H. 33 v. — Lo

spirito è dominatore. T. 34 v. — Ragione e senso. T. 33 r. — Sentimento

e martirio. T. 23 v. — La virtù è il vero bene dell’uomo. Ash. I. 34

v. — _204._ La brevità del tempo è una illusione della mente. C. A.

76 r. — Illusioni della mente e del senso. C. A. 29 v. — Ideando un

orologio a piombo. C. A. 12 r. — _205._ La vita virtuosa. C. A. 71 v.

— Epigramma. C. A. 76 r. — L’attimo è fuggevole. T. 34 r. — Nobiltà

del lavoro. T. 34 r. — _206._ La vita laboriosa. T. 27 r. — Il tempo

distruggitore. C. A. 71 r. — Di quelli che biasimano chi disegna alle

feste e chi ’nvestiga l’opere di Dio. Lu. 77. — _207._ Preghiera. R.

1132. — Orazione. R. 1133. — _208._ Contro i cattivi religiosi. E.

5 v. — Ancora. T. 68. — Tutto è stato detto. T. 14 r. — Comparazione

della pazienza. C. A. 117 v. — Consigli al parlatore. G. 49 r. — _209._

Consiglio, miseria e giudizio. C. A. 80 v. — _210._ Sentenze, proverbi

e simboli. H. passim. — _214._ La verità. T. 38 r. — _215._ Il ben

fare. H. 48 v. — _216._ La ingratitudine. — La invidia. — _217._ La

fama. Ash. II. 22 v. — Piacere e dolore. R. 1196. — _218._ Inferiorità

fisiologica dell’uomo. R. 827. — _219._ Sua inferiorità etica. R. 844.

— _221._ Classificazione di Leonardo. R. 816. — L’uomo come animale.

C. A. 292 r. — Dagli animali all’uomo vi è un lento trapasso. E. 16 r.

— L’evoluzione della moda. Lu. 541. — _223._ Un discepolo di Leonardo:

Giacomo. C. 15 r. — _225._ Leonardo analizzatore dell’uomo. H. 137 v.

— Frammento di lettera a Giuliano de’ Medici. C. A. 243 v. — _227._

I miseri studiosi con che speranza e’ possono aspettare premio di lor

virtù? R. 1358. — _229._ Dialogo fra il cervello e lo spirito, che in

esso abitava. R. 1355. — Frammento di lettera. C. A. 360 r.

PENSIERI SULL’ARTE.

_Pag. 231._ Difesa della pittura contro le arti liberali. — Proemio.

Lu. 27. — Perchè la pittura non è connumerata nelle scienze? Lu. 34. —

_232._ La pittura è scienza universale. Lu. 7. — _233._ La pittura non

si può divulgare. Lu. 8. — _235._ Come la pittura avanza tutte l’opere

umane per sottile speculazione appartenente a quella. Ash. I. 19 v.

— _237._ La pittura crea la realtà. Lu 2. — _238._ Rappresentazione

e descrizione. Lu. 7. — Eccellenza dell’occhio. Lu. 24. — _239._

Il pittore va direttamente alla natura. Lu. 14. — _241._ Potenza

espressiva della pittura. Lu. 15; 25. — _245._ Importanza dell’occhio

nella vita animale. Lu. 16. — _246._ La pittura è una poesia muta. Lu.

18. — _247._ Segue della pittura e poesia. Lu. 20. — _248._ Segue.

Lu. 21. — _250._ La pittura si presenta all’occhio nel suo tutto in

istante. Lu. 22. — _251._ Segue. R. 658. — _257._ Come la scienza

dell’astrologia nasce dall’occhio, perchè mediante quello è generata.

Lu. 17. — Parla il poeta col pittore. Ash. I. 13 r. — _260._ Risposta

del re Mattia ad un poeta, che gareggiava con un pittore. Lu. 27. —

_262._ Altezza del mondo visibile. Lu. 27. — _263._ Arguizione del

poeta contro ’l pittore. Lu. 26. — _264._ Conclusione infra ’l poeta

e il pittore. Lu. 28. — _266._ Come la musica si dee chiamare sorella

e minore della pittura. Lu. 29. — _267._ Pittura e musica. Lu. 30; 31.

— _269._ Parla il musico col pittore. Lu. 30. — _270._ Conclusione del

poeta, pittore e musico. Lu. 32. — _273._ Causa della inferiorità in

cui è tenuta la pittura. Lu. 46.

_Pag. 274._ Il pittore e la pittura. — Vastità del campo della pittura.

Lu. 438. — Origine della pittura. Ash. I. 17 r. — Come ’l pittore è

signore d’ogni sorte di gente e di tutte le cose. Lu. 13. — _275._

La pittura è una seconda creazione. Lu. 9. — Come il pittore non è

laudabile se quello non è universale. Ash. I. 25 v. — _276._ Il pittore

e la natura. R. 520. — Come chi sprezza la pittura non ama la filosofia

della natura. Ash. I. 20 r. — _277._ Come nell’opere d’importanza l’omo

non si de’ fidare tanto della sua memoria, che non degni ritrarre di

naturale. Ash. I. 26 r. — _278._ Del giudicare la tua pittura. Ash.

I. 28 r. — _279._ Come ’l pittore debb’esser vago d’audire, nel fare

dell’opera sua, il giudizio d’ogni omo. Ash. I. 26 r. — _280._ Della

trista scusazione fatta da quelli che falsa — e indegnamente si fanno

chiamare pittori. Ash. I. 25 r. — Come lo specchio è ’l maestro de’

pittori. Ash. I. 24 v. — _282._ Precetto al pittore. G. 33 r. e v. —

La pittura è un discorso figurato. K. 110 v. — Ordine dello studio.

Ash. I. 17 v. — _283._ Sullo stesso soggetto. C. A. 196 v. — _284._

Del modo dello imparare bene a comporre insieme le figure nelle storie.

C. A. 27 v. — _285._ Dello studiare in sino quando ti desti o innanzi

t’addormenti nel letto, allo scuro. Ash. I. 26 r. — Modo d’aumentare

e destare lo ’ngiegno a varie invenzioni. Ash. I. 22 v. — _286._ La

stanza del pittore. Ash. I. 16 r. — L’idea e la pratica dell’arte. Lu.

57. — _287._ Progresso indefinito dell’arte. R. 498. — Quel pittore,

che non dubita, poco acquista. Lu. 62. — Precetti sulla pittura. Lu.

404.

_Pag. 289._ PARAGONE DELLA PITTURA COLLA SCULTURA. — I. Ash. I. 25 r. e

24 v. — _292._ II. Lu. 35. — III. Lu. 36. — _293._ IV. Lu. 33. — _295._

V. Lu. 40. — _296._ VI. Conclusione. Lu. 41.

I PAESI E LE FIGURE.

I PAESI.

_Pag. 301._ Un effetto di nubi sul lago Maggiore. R. 1021. — _302._

Un’ascensione al monte Rosa. R. 300. — _303._ Traccia. R. 471. — Altra

traccia. R. 605. — Varie colorazioni del mare. Lu. 237. — _304._ La

vegetazione di un colle. Lu. 606. — _306._ Del modo del figurare una

notte. Ash. I. 18 v. — _307._ Come si dee figurar una fortuna. Ash. I.

21 r. — _308._ Modo di figurare una battaglia. Ash. I. 30 v. — _313._

Figurazione del diluvio. G. 6 v. — _314._ Segue. R. 327. — _323._

L’isola di Cipro. R. 1104.

_Pag. 324._ Il viaggio in Oriente.-Divisione del libro. — _325. Lettera

I._-Descrizione del monte Tauro e del fiume Eufrates. — _327. Lettera

II._-Figura del monte Tauro. — _329._ Qualità e quantità del monte

Tauro. C. A. 145 r. e v. — _331. Lettera III._ C. A. 211 v. — _333._

Frammento. C. A. 189 v.

LE FIGURE.

_Pag. 335._ La pittura espressiva. C. A. 139 r. — _336._ Avvertimento

al pittore. Ash. I. 21 r. — La pittura deve mostrare la passione della

figura dipinta. Lu. 180. — _337._ Come il muto è maestro del pittore.

Lu. 115. — Il pregio della pittura sta nella rispondenza del segno

al significato. Ash. I. 20 r. — _338._ Segue. Ash. I. 27 r. — Varietà

infinita nell’espressione dei sentimenti. Lu. 373. — Le età dell’uomo.

Ash. I. 17 v. — _339._ Del figurare uno che parli infra più persone.

Ash. I. 21 r. — _340._ Appunti sulla composizione del Cenacolo. R. 666.

— _341._ Come si deve fare una figura irata. Ash. I. 29 r. — _342._

Come si figura uno disperato. Ash. I. 29 r.

_Pag. 342._ UN GIGANTE FANTASTICO. — _Lettera I._ C. A. 96 v. — _344.

Lettera II._ C. A. 304 r. — _346._ Frammento.

LE PROFEZIE E LE FACEZIE.

LE PROFEZIE.

_Pag. 349._ Le profezie degli animali razionali. — Profezia. I. 63

r. e v. — _350._ De’ fanciulli che stanno legati nelle fascie. C. A.

143 r. — _351._ De’ putti che tettano. I. 67 r. — Il dormire sopra le

piume dell’uccelli. R. 1297. — Dello scriver lettere da un paese a un

altro. C. A. 362 r. — Delle putte maritate. I. 64 r. — Delle dote delle

fanciulle. C. A. 362 v. — _352._ Dello spegnere il lume a chi va a

letto. C. A. 362 r. — Del sognare. C. A. 362 r. — Ancora del sognare.

C. A. 145 r. — _353._ Dell’ombra che si move coll’uomo. C. A. 362 r. —

Dell’ombra che fa l’omo di notte col lume. K. 50 v. — Dell’ombra del

sole e dello specchiarsi nell’acqua in un medesimo tempo. C. A. 362

r. — _354._ Delle lingue de’ diversi popoli. I. 64 v. — De’ soldati a

cavallo. C. A. 362 r. — De’ segatori. C. A. 362 v. — De’ zappatori.

I. 64 r. — _355._ Del seminare. — Le terre lavorate. C. A. 362 r. —

I calzolari. R. 1312. — Del segare delle erbe. R. 1311. — Del grano e

altre semenze. R. 1310. — _356._ Del battere il grano. I. 65 r. — De’

giocatori. I. 64 v. — Del suono della piva. I. 65 r. — De’ dadi. I. 65.

r. — De’ battuti e scoreggiati. C. A. 362 r. — _357._ Le lingue de’

porci e vitelli nelle budelle. C. A. 362 r. — De’ villani in camicia

che lavorano. — De’ barbieri. R. 1290.

_Pag. 357._ Le profezie degli animali irrazionali. — Tiran le bombarde.

R. 1297. — De’ buoi che si mangiano. C. A. 362 r. — _358._ Delli asini

bastonati. C. A. 143 r. — Delli asini. C. A. 362 r. — Delle campanelle

de’ muli che stanno presso ai loro orecchi. C. A. 362 r. — De’ muli

che portano le ricche some dell’argento e oro. L. 91 r. — _359._ De’

capretti. R. 1313. — Delle pecore, vacche, capre e simili. C. A. 143

r. — Delle gatte che mangiano i topi. C. A. 143 r. — Le api che fanno

la cera delle candele. R. 1297. — Dell’api. C. A. 143 r. — _360._ Delle

formiche. C. A. 143 r. — Delle mosche e altri insetti. I. 64 r. — Delle

civette o gufi con che s’uccella alla pania. C. A. 162 r. — Delle

biscie portate dalle cicogne. C. A. 127 v. — _361._ I pesci lessi.

C. A. 362 r. — De’ pesci che si mangiano non nati. C. A. 362 r. — De’

nicchi e chiocciole che sono ributtate dal mare, che marciscono dentro

ai lor gusci. I. 67 r. — Dell’ova che sendo mangiate non possono fare

i pulcini. C. A. 362 v. — Delle taccole e stornelli. G. 76 r. — _362._

Delle api. R. 1329.

_Pag. 362._ LE PROFEZIE DELLE PIANTE. — Delle noci e ulive e ghiande e

castagne e simili. C. A. 143 v. — De’ noci battuti. I. 65. v. — _363._

L’ulive che cadono dagli ulivi dannoci olio che fa lume. C. A. 362 r. —

De’ legnami che bruciano. C. A. 362 r. — Degli alberi che nutriscono i

nesti. R. 1310.

_Pag. 363._ LE PROFEZIE DELLE COSE MATERIALI. — I. Della sola delle

scarpe che son di bue. C. A. 362 r. — _364._ De’ crivelli fatti di

pelle d’animali. C. A. 362 r. — Delle lanterne. F. 64 v. — Delle

medesime. C. A. 362 r. — Delle maniche de’ coltelli fatte di corna di

castrone. C. A. 362 r. — Delli archi fatti colli corni de’ buoi. C.

A. 362 v. — _365._ Delle piume ne’ letti. C. A. 362 r. — Del pettine

nel telaio. F. 65 r. — Il filatoio da seta. C. A. 362 r. — Del lino

che fa la cura delle genti. C. A. 362 r. — Del manico della scure. F.

64 v. — _366._ Il bastone ch’è morto. C. A. 362 r. — De’ lacciuoli e

trappole. C. A. 362 r. — Del moto dell’acque che portano i legnami che

son morti. C. A. 362 r. — Dei carri e navi. I. 66 r. — Delle casse che

riserrano molti tesori. C. A. 362 r. — _367._ Del navigare. C. A. 362

v. — Del navigare. C. A. 362 v. — De’ navili che annegano. C. A. 362 r.

— Li animali che van sopra le terre andando in zoccolo. C. A. 362 r. —

_368._ Delle baghe. R. 1317. — Del parasole.

_Pag. 368._ II. De’ sassi convertiti in calcina de’ quali si murano le

prigioni. I. 66 v. — Dello specchiare le mura delle città nell’acqua

de’ lor fossi. C. A. 362 r. — Dei forni. I. 66 r. — _369._ Ancora dei

forni. I. 66 r. — Del mettere e trarre il pane dalla bocca del forno.

C. A. 362 r. — Delle fornaci di mattoni e calcina. C. A. 362 r. — Delle

armi da offendere. I. 64 v. — Il ferro uscito di sotto terra è morto,

e se ne fa l’arme che ha morti tanti uomini. R. 1297. — _370._ Delle

spade e lance che per sè mai nuocono a nessuno. C. A. 362 r. — Delle

stelle degli sproni. C. A. 362 r. — Del fuoco delle bombarde. R. 1297.

— Delle bombarde ch’escan della fossa e della forma. C. A. 197 v. —

_371._ La pietra del fucile, che fa foco che consuma tutte le some

delle legne, con che si disfan le selve; e cuocerassi con esse la carne

delle bestie. R. 1297. — Dell’esca. C. A. 362 r. — De’ metalli. C. A.

362 r. — _372._ De’ danari e oro. C. A. 36 r.

_Pag. 372._ LE PROFEZIE DELLE CERIMONIE. — De’ morti che si vanno

a sotterrare. C. A. 362 v. — De li uffizi funerali e processioni e

lumi e campane e compagnia. C. A. 143 v. — _373._ Del dì de’ morti.

C. A. 362 v. — Del pianto fatto il venerdì santo. C. A. 362 r. — De’

cristiani. C. A. 145 r. — Del turibolo dell’incenso. R. 1310. — De’

preti che dicono messa. C. A. 362 v. — De’ preti che tengono l’ostia

in corpo. I. 65 v. — _374._ De’ frati confessori. C. A. 362 v. — Delle

pitture de’ santi adorate. C. A. 362 r. — Delle scolture. I. 65 v. —

De’ crocefissi venduti. I. 66 v. — Della religione de’ frati che vivono

per li loro santi, morti per assai tempo! I. 66 v. — _375._ Del vendere

il Paradiso. C. A. 362 v. — De’ frati che spendendo parole ricevono

di gran ricchezze, e danno il Paradiso. C. A. 362 r. — Delle chiese e

abitazion de’ frati.

_Pag. 376._ LE PROFEZIE DEI COSTUMI. — Dello sgomberare l’Ognissanti.

C. A. 362 v. — Delli omini che dorman nell’asse d’albero. C. A. 145 r.

— Del battere il letto per rifarlo. C. A. 362 r. — I medici che vivono

de’ malati. I. 66. v. — _377._ Del comune. C. A. 36 r. — Profezia. G.

14 v.

_Pag. 377._ LE PROFEZIE DE’ CASI CHE NON POSSONO STARE IN NATURA. —

Della fossa. C. A. 362 r. — Del peso posto sul piumaccio. C. A. 362

r. — _378._ Del pigliare de’ pidocchi. C. A. 362 r. — Dell’attignere

l’acqua con due secchie a una sola corda. C. A. 362 r.

_Pag. 378._ LE PROFEZIE DELLE COSE FILOSOFICHE. — Dell’avaro. C. A. 362

r. — _379._ Delli uomini che quanto più invecchiano più si fanno avari,

chè avendosi a star poco dovrebbero farsi liberali. C. A. 362 r. —

Del desiderio di ricchezza. I. 64 v. — Delle cose che si mangiano, che

prima s’uccidono. C. A. 362 r. — Della bocca dell’omo ch’è sepoltura.

I. 65 v. — Del cibo stato animato. C. A. 145 r. — _380._ Della vita

delli omini che ogni anno si mutano carne. R. 1311. — Della crudeltà

dell’omo. C. A. 362 v. — _381._ Della lettura de’ buoni libri. I. 64

r. — De’ libri che insegnano precetti. C. A 362 r. — Della fuma. I. 64

v. — Delle pelli delli animali che tengono il senso del tatto, che v’è

sulle scritture. I. 64 v. — _382._ Della storia. I. 65 v. — In ogni

punto della terra si può fare divisione de’ due emisperi. C. A. 362

r. — In ogni punto è divisione da oriente a occidente. C. A. 362 r. —

Degli emisperi, che sono infiniti e da infinite linee son divisi, in

modo che sempre ciascuno omo n’ha una d’esse linee infra l’un de’ piedi

e l’altro. C. A. 362 v. — _383._ Delle nuvole. R. 1297. — La neve che

fiocca, che è acqua. R. 1297. — La palla della neve rotolando sopra

la neve. R. 1297. — Delle pioggie, che fanno che i fiumi intorbidati

portan via le terre. C. A. 362 r. — _384._ Questo sono li fiumi,

che portano la terre da loro levate dalle montagne, e le scaricano

ai marini liti; e dove entra la terra si fugge il mare. R. 1297. —

Dell’acqua, che corre torbida e mista con terra, e della polvere e

nebbia mista coll’aria, e del foco misto col suo e altri con ciascuno.

C. A. 362 r. — Il vento d’oriente che scorrerà in ponente. R. 1297.

— _385._ Della notte che non si conosce alcun colore. C. A. 362 r. —

Del foco. C. A. 362 r. — Lo specchio cavo accende il foco col quale si

scalda il forno, che ha il fondo, che sta sotto il suo cielo. R. 1297.

— Traccia. R. 1297. — _386._ Dei pianeti. I. 66 r. — Del consiglio. C.

A. 36 r. — Della paura della povertà. C. A. 36 r. — Della bugia. I. 39

v.

LE FACEZIE.

_Pag. 387._ Di un frate ad un mercante. C. A. 147 v. — _389._ Di

un pittore ad un prete. C. A. 117 r. — Motto di un artigiano ad un

signore. R. 1283. — _390._ Bella risposta ad un pitagoreo. M. 58 v. —

Risposta di un pittore. M. 58 v. — _391._ Un amico ad un maldicente.

C. A. 300 v. — Detto di un infermo. R. 1290. — _392._ Detto di un

dormiglione. R. 1292. — Arguzia. F. cop. v. — Risposta ad un motto. C.

A. 12 r. — _393._ Facezia ad un vantatore. C. A. 75 v. — Risposta ad un

motto. C. A. 75 v. — _394._ La stessa. C. A. 75 v. — Motto. C. A. 75 v.

— Facezia di un prete. C. A. 75 v. — _395._ Facezia. C. 19 v. — Motto

arguto. — _396._ Motto detto da un giovane ad un vecchio. T. 8 r. —

Facezia. H. 37 r.

INDICE

Prefazione Pag. V

Tavola delle sigle LXIII

Le favole 1

Le allegorie 29

I pensieri 63

Pensieri sulla scienza 65

Pensieri sulla natura 111

Pensieri sulla morale 185

Pensieri sull’arte 231

Difesa della pittura contro le arti liberali 231

Il pittore e la pittura 274

Paragone della pittura colla scultura 289

I paesi e le figure 299

I paesi 301

Il viaggio in Oriente 324

Le figure 335

Un gigante fantastico 342

Le profezie e le facezie 347

Le profezie degli animali razionali 349

Le profezie degli animali irrazionali 357

Le profezie delle piante 362

Le profezie delle cose materiali 363

Le profezie delle cerimonie 372

Le profezie dei costumi 376

Le profezie de’ casi che non possono

stare in natura 377

Le profezie delle cose filosofiche 378

Le facezie 387

Note 397

Sommarii e riferimenti 419

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo

senza annotazione minimi errori tipografici. Per comodità di lettura è

stato aggiunto un indice generale a fine volume.

Frammenti letterari e filosofici · 第 19 / 19 段