È un mese che io non parlo più, che dal mio labbro non escono se non
le poche parole necessarie ai brevi rapporti di questa mia vita
raminga. Quando io mi son deciso a parlare, nel tempo che pronunzio le
prime parole, il mio pensiero è già mille miglia lontano da quel punto
di partenza.
Io mi ripiego su me stesso, io vivo di me e per me: l'anima mia è un
mondo, e la vita cesserà prima che io ne abbia compiuta
l'esplorazione.
Leggo talvolta, e le voci dei grandi spiriti poetici, dei pensatori
profondi, risvegliano mille echi nelle più recondite pieghe della mia
mente.
Sera.
M'inganno ancora. La parola scritta risponde più imperfettamente
all'espressione del pensiero. Parlando, si è più ingenui, più fedeli,
più veri; la scrittura è un'arte--voglio dire un artifizio. Il periodo
non esce bello e foggiato dal cervello; esso è invece il frutto di
mille tentativi, di mille ricerche, di mille pentimenti; la sua
coesione è tutta opera dello studio, il pensiero è per sè stesso
ondeggiante, incoerente, indefinito....