Egiziane? _(Ne prende una.)_

_Ricciardi_

Egiziane.

_Silvio_

E... non devi uscire?

_Ricciardi_

_(dandogli da accendere)_ Sì... sì... infatti, devo uscire.

_Silvio_

Oh! allora non seggo. Usciremo insieme.

_Ricciardi_

Bravo! Usciremo insieme. _(Chiama nervosamente:)_ Lorenzo!... Lorenzo!

_(Lorenzo comparisce.)_ Il cappello, i guanti, il bastone. Presto!

_Lorenzo_

Come! Vostra eccellenza esce?

_Ricciardi_

Esco, esco.... Meno osservazioni!

_(Lorenzo, via.)_

_Silvio_

Grazioso il tuo nuovo quartierino!

_Ricciardi_

Non ci eri mai stato?... Non c'è male.... Per un _garçon_, capirai....

_Silvio_

_(andando attorno e cacciando lo sguardo indagatore nelle stanze

attigue)_ È un ambiente che mi piace molto!

_Ricciardi_

_(pianissimo a Lorenzo, che è tornato, e prendendo dalle mani di lui il

cappello, i guanti, il bastone:)_ Mettiti dinanzi al cancello... e se

arriva la signora che aspetto, dille... dille.... Ma che cosa bisogna

dirle?!...

_Silvio_

_(proseguendo l'ispezione)_ Libri, oggetti d'arte, un arem... in

fotografie! Mi piace, mi piace.... Verrò a trovarti spesso....

_Ricciardi_

Me lo prometti?

_Silvio_

Certo! Te lo prometto.

_Ricciardi_

_(a Lorenzo, alzando la voce, irritato:)_ E tu, che fai lì impalato?

_Lorenzo_

Aspettavo....

_Ricciardi_

D'andare all'inferno?

_Lorenzo_

Eccellenza sì.

_Ricciardi_

E bada che _non sono in casa per nessuno_! Hai capito bene tutto?

_(Lorenzo se ne va per l'uscio del giardino.)_

_Silvio_

Dunque, _non_ esci?

_Ricciardi_

Oh bella!... Se ho detto al servo che non sono in casa per nessuno

significa che esco.

_Silvio_

Il più delle volte quando non si è in casa per nessuno, _si è_ in casa

per sè stessi. Ma giacchè esci davvero, andiamo.

_Ricciardi_

Andiamo.... _(Indugia, cava di tasca l'orologio e lo guarda, mostrando,

suo malgrado, d'essere inquieto.)_

_Silvio_

_(osservando ogni moto di lui, simultaneamente cava fuori anche lui di

nuovo l'orologio)_... meno quindici.

_Ricciardi_

_(risoluto)_ Tutto sommato, io non esco.

_Silvio_

Se te l'avevo detto!

_Ricciardi_

Gli è che ero in dubbio, ecco.

_Silvio_

Gino, io mi accorgo d'essere capitato in un cattivo momento.

_Ricciardi_

Cosa ti salta in mente, adesso?

_Silvio_

È così! È così! O hai da uscir solo, o aspetti qualcuno.

_Ricciardi_

Ma ti pare! E poi con te non farei cerimonie....

_Silvio_

Non ci mancherebbe altro! E giacchè tu mi garantisci ch'io non sono di

troppo,... facciamo quattro chiacchiere. _(Si stende sopra un canapè.)_

Dammi un'altra egiziana.

_Ricciardi_

Prendi. _(Passando di dietro a Silvio, con la scatola di sigarette in

mano, ha un moto di rabbia, e, non visto, accenna di battergli la

scatola sulla testa.)_

_Silvio_

Buone le egiziane, ma si smorzano facilmente. _(Piglia un'altra

sigaretta.)_

_Ricciardi_

_(gli dà da accendere)_ Facilissimamente!

_(Un silenzio.)_

_Silvio_

Oh, benone!... _(Pausa.)_ Povero Ridolfi! Sai quel che gli è capitato?

_Ricciardi_

Lo so.

_Silvio_

Che te ne pare?

_Ricciardi_

Cioè... non lo so. Perdona.... Ero distratto: non so nulla.

_Silvio_

Te lo racconto io. È tutto un romanzo.

_Ricciardi_

_(irrequieto, agitato, andando su e giù)_ Ah?

_Silvio_

Un lungo romanzo.

_Ricciardi_

Lungo? Meglio!

_Silvio_

Avrai sentito parlare qualche volta d'una certa viscontessa

d'Aribert...: quella che stette a Napoli una ventina d'anni fa e che

all'improvviso se n'andò... non si è mai saputo dove.... La sua casa era

una specie di lanterna magica.... Già, le case delle viscontesse sono

sempre così! Allora io ero un ragazzetto, come te. Pure, ricordo tutti

gli aneddoti piccanti che venivano fuori sul conto di lei....

_Ricciardi_

_(nervosissimo, alla chetichella, guarda il suo orologio.)_

_Silvio_

_(se ne avvede e guarda il suo)_... meno dieci. Mio nonno faceva una

gran collezione di quegli aneddoti.... E li smaltiva poi con quel suo

accento insinuante, bonario.... Ah, che delizioso raccontatore! Che

raccontatore efficace!... Per esempio....

_Ricciardi_

Ma, dico, non mi parlavi di Ridolfi?

_Silvio_

Ci vengo, ci vengo. Ridolfi frequentava appunto il salone della

viscontessa... e non soltanto il salone.... Te ne meravigli?....

Perchè?... Era troppo giovane? Ma ti prego di considerare che oramai

Ridolfi ha cinquant'anni suonati.... Dici di no? _(Pausa.)_ Dici di no?

_Ricciardi_

_(che non lo ha ascoltato)_ Cosa?

_Silvio_

Secondo te, non ha cinquant'anni?

_Ricciardi_

_(prendendo un'improvvisa risoluzione, tra sè:)_ Coraggio! _(A Silvio)_

Sì, ce ne ha cinquanta, ce ne ha settanta, ce ne ha cento, ma io,

Silvio, ti confesso che aspetto qualcuno, e tu... te ne devi andare!

_Silvio_

_(colpito, contenendosi, si alza)_ Ah, perdio! Avevo indovinato!

_Ricciardi_

Ed ora ti dico anche la causa del mio imbarazzo.... Io avevo un

appuntamento alle due... con... la tua signora... allo _skating_..., e

non mi ci posso recare.

_Silvio_

_(battendosi la fronte con subitanea contentezza)_ Ah! Ora capisco! Alle

due?!

_Ricciardi_

Sì.... Che capisci?

_Silvio_

Niente.... Lei mi aveva accennato.... Ma perchè non dirmelo prima?

_Ricciardi_

Mi sembrava strano di rivelare proprio a te la scortesia che io stavo

per commettere a tua moglie.... Le avevo promesso di darle oggi la prima

lezione di pattinaggio, con la speranza....

_Silvio_

_(ridendo)_... di farla cadere....

_Ricciardi_

Forse; e invece....

_Silvio_

Non preoccuparti....

_Ricciardi_

Senti, senti, Silvio mio: aiutami un po': corri allo _skating_: la

troverai già lì, e, che so!, inventa tu, col tuo spirito, qualche cosa

per farmi perdonare. Ma subito, perchè già sono le due....

_(Insieme, guardano l'orologio.)_

_Silvio_

... meno cinque. Non darti pena.... Vado io, vado io....

_Ricciardi_

Ti raccomando.... Ed ora che esci, prendi la via a destra... scendi per

la scalinata che fiancheggia il West-End-Hôtel.... _(Accompagnandolo

alla porta)_ È una scorciatoia.... Arriverai in un lampo....

_Silvio_

Non dubitare.... Corro.... Volo.... Lascia fare a me.... Buona fortuna,

cattivo soggetto! _(Esce correndo.)_[3]

[3] _Nota per gl'interpreti._ Dalle parole «_Ed ora ti dirò anche la

causa del mio imbarazzo_» sino all'uscita di Silvio il dialogo

deve essere animato, molto colorito e legatissimo.

_Ricciardi_

_(sulla soglia)_ Mi affido alla tua fantasia.... E grazie, sai! _(Tra

sè, trepidando:)_ Dio voglia che non s'incontrino dinanzi al

cancello!... _(Presso la finestra, ansiosamente, segue Silvio con lo

sguardo.)_ Se ne va.... Se ne va.... _(Pausa. Indi, parla dalla

finestra:)_ Lorenzo,... vieni qui:... accòstati. Il conte Sangiorgi è

uscito dal giardino?

_Lorenzo_

_(da fuori)_ Eccellenza sì.

_Ricciardi_

Da che parte è andato?

_Lorenzo_

Ha voltato a destra ed è sceso a rotta di collo per lo scalone.

_Ricciardi_

È venuto qualcuno, intanto?

_Lorenzo_

Eccellenza, no.

_Ricciardi_

Ah! Respiro!... _(A Lorenzo, sempre dalla finestra:)_ Adesso, a te.

Ricòrdati tutte le mie disposizioni. Attento, eh? _(Tra sè:)_ Non mi par

vero! _(Passeggia per la stanza, fantasticando e febbrilmente

aspettando. Siede. Si alza. Va alla porta. Va alla finestra. Guarda.

Torna a sedere, inquietissimo. Torna ad alzarsi. Ad un tratto, scorge

Clara, e, al colmo dell'emozione, esclama:)_ Ah, ci siamo! _(Corre in

giardino.)_

Infedele: Commedia in tre atti · 第 26 / 34 题