_Clara_
Che è?
_Silvio_
Non mi hai chiamato?
_Clara_
No. Ho semplicemente pronunziato il tuo nome: «Silvio», così, per
tenerezza: non t'ho mica chiamato...
_Silvio_
Avevo creduto....
_Clara_
Va, va.
_Silvio_
_(arriva un'altra volta sino all'uscio: si sofferma)_.... E se Ricciardi
non venisse?...
_Clara_
Verrà, verrà.... Oh! non dubitare, verrà.
_Silvio_
Però... non sarebbe meglio che aspettassi anch'io?
_Clara_
Sarebbe meglio, perchè?
_Silvio_
Perchè... se, per una circostanza qualunque, egli non venisse,
t'accompagnerei io: è semplice.
_Clara_
Ti assicuro che verrà....
_Silvio_
D'altronde, si potrebbe andare tutti insieme....
_Clara_
_(recisa)_ Questo, poi, no!
_Silvio_
In fin dei conti, non t'ho detto nulla di così strano.
_Clara_
Silvio! Silvio! Che hai stasera? Che significa questa recrudescenza?
_Silvio_
Recrudescenza di che?
_Clara_
Di che? Lo vuoi proprio sapere? Lo vuoi proprio sapere? Recrudescenza
di... ge-lo-si-a.
_Silvio_
Io, geloso!
_Clara_
Tu geloso, sì, tu, tu! E ciò non va bene! Di tanto in tanto, caro
Silvio, tu dimentichi il nostro patto.
_Silvio_
Io lo ricordo e lo mantengo.
_Clara_
Tu non lo mantieni niente affatto!
_Silvio_
_(col pretesto della briga, ritorna di nuovo, molto felice di restare)_
E io ti ripeto che lo mantengo. Oh bella! Dov'è questa mia famosa
gelosia? Tu vai, vieni, fai quello che ti pare e piace.... Io non sono
mai vicino a te.... Il tuo salotto è sempre pieno di giovanotti.... Te
li conduci a teatro, te li conduci alla passeggiata, te li metti in
carrozza, a tutte le ore, coi loro grandi carciofi all'occhiello e con
quell'aria sfiaccolata di conquistatori esausti.... Ti scrivono delle
lettere, tu ne scrivi a loro, e io non so che diamine avete da scrivervi
dopo che vi siete visti quattro volte in una giornata!... Essi ti
circondano, ti sequestrano, ti assediano, ti mangiano con gli occhi, ti
esaminano dalla testa ai piedi e... dai piedi alla testa, ti chiamano
confidenzialmente: Clara: Clara, _tout-court_, così come chiamerebbero
una di quelle donnine a cui..., quando non possono dare altro, si
contentano di dare del _tu_... e io? Io, zitto: lascio fare, lascio
dire, e non un lamento, non un rimprovero, non un'osservazione, e, con
una santa pazienza, aspetto ch'essi ne abbiano abbastanza per ricordarmi
d'essere tuo marito. Era questo il programma della nostra vita? Era
questo il programma enigmatico proposto... cioè, che dico?..., _imposto_
da te? E io mi ci sono uniformato....
_Clara_
Per forza....
_Silvio_
Ma giacchè vedo che è stato inutile, sì, te lo voglio dire: la corte di
Gino Ricciardi m'impensierisce, mi secca. Egli è più vanesio, ed è forse
meno imbecille degli altri. Anzi... è un giovane intelligente, esperto,
simpatico, colto, infarinato d'arte e di letteratura, ed è abituato a
non farsi canzonare. Sicuro! Gino Ricciardi è un pericolo:... è un
pericolo anche per una donna onesta.
_Clara_
Anche per me?
_Silvio_
Un uomo non sarebbe pericoloso se non lo fosse per tutte le donne!
_Clara_
E una donna non sarebbe onesta se non lo fosse per tutti gli uomini!
_(Pausa.)_ Ma già, perchè discutere? _(Severa, nervosa)_.... Forse, non
ci tengo neppure a essere una donna onesta, e non so neppure se lo sono.
Ti sposai solamente perchè t'amavo; ti sono fedele solamente perchè
t'amo. Se questa è onestà, io sono onesta. _(Sempre acre, sempre
nervosa)_ E del resto, tu lo sai, tu lo comprendi come e quanto io
t'ami. Se tu non lo comprendessi più, io non ti amerei più. Ed è questa,
in fondo, la chiave del sedicente enigma. Non mi basta, no, che tu non
sembri geloso; è necessario che tu non lo sii. Il nostro patto dovea
consistere non soltanto nella forma, ma anche nella sostanza. «Io,
fedele; tu, fiducioso....» Ma tu, a quale programma ti sei uniformato?
Sciocco! Credi tu che io non m'accorga delle tue continue indagini e di
tutto ciò che fai allo scopo di ricostruire minutamente la mia giornata,
di controllare quel che ti racconto, di tenermi d'occhio, di spiarmi?
_Silvio_
Di spiarti?!...
_Clara_
Di spiarmi, e peggio ancora. Un mese fa hai perfino aperta una lettera
diretta a me!
_Silvio_
Clara!
_Clara_
Eppure, finsi di niente, perchè... _(con un moto d'orgoglio e di
gentilezza pietosa)_ perchè mi facesti pietà. Ma, bada, Silvio. Te lo
avvertii quando eravamo sposati da pochi giorni e te lo avverto ora,
solennemente, per l'ultima volta: la gelosia, a lungo andare, mi
renderebbe infelice, e la infelicità potrebbe rendermi colpevole. Tanto,
il mio carattere non so cambiarlo. Sono nata così. Io non commetterò mai
neanche un peccato di pensiero; ma non rinunzierò mai alla mia innocua
libertà!... Sono civetta? Meglio! La civetteria di una moglie serve a
tante cose! -- Prima di tutto la civetteria è la valvola di sicurezza
dell'onestà femminile, e poi è un eccellente regime per guarire la
gelosia d'un marito. Ti sono e ti sarò fedele illimitatamente; ma
saresti indegno di questa mia fedeltà se tu mi offendessi col dubbio,
con la diffidenza, col sospetto. E, vedi, _(molto energica)_ ti giuro
che il giorno in cui tu osassi d'accusarmi davvero, io -- mettitelo bene
in mente, Silvio -- io mi risolverei a tradirti davvero. E adesso
vattene a teatro, e arrivederci.
_(Un silenzio.)_
_Silvio_
_(umile)_ Arrivederci. _(Indugiando ancora)_ Ora, sei in collera con
me?...
_Clara_
Non sono in collera, no.
_Silvio_
Mi perdoni?
_Clara_
Ti ho già perdonato: e ti perdonerò anche meglio....
_Silvio_
_(con ansia affettuosa)_ Quando?
_Clara_
Più tardi, più tardi....
_Silvio_
Ma quando?
_Clara_
... Te lo dico all'orecchio....
_Silvio_
Dimmelo forte: non c'è nessuno.
_Clara_
Come! Ci sei tu in frac e cravatta bianca, e ci sono io in gran
_toilette_. In questi abiti, non si è mai veramente soli.
_Silvio_
E allora dimmelo all'orecchio.
_Clara_
_(gli dice qualche cosa all'orecchio con graziosità intima e
birichina.)_
_(Tutti e due ridono molto vivacemente.)_
_Clara_
Ti conviene?
_Silvio_
Altro che mi conviene!... _(Continuando a ridere)_ Che matta!...
_Un servo_
_(annunzia)_ Il signor Ricciardi. _(Via.)_
_Clara_
L'uomo del pericolo!
_Silvio_
Io te lo lascio tutto intero... sai... e me ne fuggo... perchè non
vorrei che egli s'illudesse di darmi delle preoccupazioni.... _(Si avvia
precipitosamente.)_