CLARA _e_ SILVIO, _poi_ UN SERVO.
_Clara_
_(innanzi ad uno specchio, dopo di essersi lungamente mirata)_ Che ne
dici? Ti va?
_Silvio_
_(seduto sopra una seggiola a sdraio, fumando una sigaretta)_ Il
_Lohengrin_?
_Clara_
No. La mia acconciatura.
_Silvio_
Credevo che tu parlassi ancora del _Lohengrin_. Sì, mi va.... Io poi ho
una competenza molto limitata.
_Clara_
Per il ritratto a pastello vorrei posare proprio in questa _toilette_.
_Silvio_
De Negris è un provetto ritrattista... Ti rimetterai al suo parere.
_Clara_
_(sempre mirandosi allo specchio)_ Non ti pare un po' troppo scollata?
_Silvio_
Voltati, fammi vedere. _(Clara si volta. Egli dissimula il fastidio che
gli produce la eccessiva scollatura)_ No... Troppo scollata non mi
pare....
_Clara_
Guardami bene in faccia.
_Silvio_
Ti guardo.
_Clara_
_(ridendo)_ Ah! ah! ah!
_Silvio_
Che c'è?
_Clara_
I tuoi occhi non hanno la stessa opinione della tua bocca. Sai che
dicono essi?
_Silvio_
Sentiamo.
_Clara_
Dicono... dicono: «che indecenza!».
_Silvio_
Nondimeno, io non te ne faccio una colpa! La decenza non è che una
diplomazia delle donne, perchè tutto ciò che esse nascondono aumenta di
valore. Non è indispensabile, quindi, che alle fanciulle... affinchè
possano trovare marito.
_Clara_
Obbedisco alla moda, io!
_Silvio_
Ma la moda per le donne la fanno le donne.
_Clara_
Anche gli uomini, sai.
_Silvio_
Oh! gli uomini, al più al più, fanno la moda per le donne altrui.
_Clara_
Lo vedi, lo vedi che sei scontento!
_Silvio_
Dio mio, se mi stuzzichi, mi fai dire quel che non vorrei dire.
_Clara_
_(rimproverandolo con affetto)_ E credi mi basti che certe cose tu non
le dica? Credi male. Io desidero che tu non le dica e non le pensi. _(Si
sdraia sopra un canapè.)_
_Silvio_
Sottilizzi sempre, tu. E sottilizzi troppo!
_Clara_
_(col tono con cui si parla ad un bimbo)_ Poverino, poverino! Che
pretendono da lui?... Che pretendono? _(Pausa.)_ Qui... vicino a me...
vicino a questo mostro di moglie....
_Silvio_
_(va a sederle accanto)_
_Clara_
_(lisciandogli la barbetta)_ Passa?
_Silvio_
Tranquilla!...
_Clara_
Passa?
_Silvio_
Cosa passa?
_Clara_
Il malumore per la scollatura?
_Silvio_
_(sorridendo bonariamente)_ Eh, sì! Il malumore passa..., ma la
scollatura resta.
_Clara_
Via, chiudi un po' gli occhi....
_Silvio_
Preferirei, veramente, che li chiudessero gli altri. Ma purtroppo!...
_(Sospirando, si alza)_ Di': non è l'ora d'andare?
_Clara_
Sì: va pure.
_Silvio_
E tu?
_Clara_
Io aspetto Ricciardi. L'ho pregato di accompagnarmi.
_Silvio_
_(con falsa disinvoltura)_ Sicchè... posso andare?
_Clara_
Ma sì.
_Silvio_
_(lentissimamente, prende il cappello, la pelliccia, i guanti, il
binoccoletto, il bastone. Poi, ad un tratto, rimette tutto sopra un
mobile. Poi, riprende la pelliccia e adagio adagio l'indossa. Poi,
riprende il bastone, il binoccoletto, i guanti, il cappello.)_ Dunque,
vado!... _(Indugiando)_ Buona sera, eh?
_Clara_
Verrai a farmi una visita, o resterai tutta la serata, come al solito,
sprofondato nella tua poltrona?
_Silvio_
Se non ci sarà troppa gente nel tuo palco, verrò. _(Si avvia per
andarsene.)_
_Clara_
_(quando egli è giunto all'uscio in fondo)_ Silvio!...
_Silvio_