BIRNBAUM (Giov. Abramo) fece imprimere a Lipsia, nel 1738:

_Unparteiische_ ec., cioè: _Osservazioni imparziali sopra un passaggio

delicato del musico critico_ in 8º. Mitzler ha inserito questo scritto

nel primo vol. della sua _Biblioteca di musica_. Nel 1739, pubblicò egli

ancora _Verteidigung_ ec. cioè: _Difesa delle osservazioni imparziali_,

in 8º. L'uno e l'altro scritto è contro _Scheiben_, il quale aveva

tentato di criticare nel suo _Musico critico_, le composizioni e la

maniera di sonare del gran Sebastiano Bach.

BISCH (Giovanni) professore di musica, nel 1802 pubblicò una sua opera

pei ragazzi, intitolata: _Explication des principes élémentaires de

musique_. I figli del celebre compositore Devienne sono stati instruiti

nella musica da Mr. Bisch a Charenton.

BLAINVILLE (Cristiano-Arrigo) maestro di musica in Parigi, e sonator di

violoncello, pubblicò nel 1765, _l'Harmonie théorico-pratique_; nel

1754, _l'Esprit de l'art musical_; e nel 1765 _l'Histoire générale,

critique et philologique de la musique_. Queste opere sono delle

compilazioni senza gusto, che non vagliono più delle sue sinfonie, dice

con ragione Mr. Laborde. Nel 1751, egli annunziò come una nuova

scoverta, un modo misto tra 'l maggiore e 'l minore. Questo terzo modo,

come ne conviene lo stesso Rousseau in una lettera all'ab. Raynal, e nel

suo dizionario, è la medesima cosa dell'antico modo plagale, che

sussiste tuttora nel canto-fermo, e che era il duodecimo degli antichi.

Da un'altra parte, Mr. Serre di Ginevra, ha fatto vedere che questo

nuovo modo è il semplice rovescio del modo maggiore, quanto

agl'intervalli. La semplice nozione de' nostri modi avrebbe insegnato a

Blainville che il suo preteso modo altro non è che la scala del modo

minore di _la_, presa dalla quinta, o quella del modo maggiore di _ut_,

presa dalla terza. Mr. Fabre d'Olivet, nel 1804, ha tentato di far

risorgere il modo di Blainville sotto il nome di _modo ellenistico_, ed

ha avuto il medesimo successo del suo predecessore. Nel 1778 Vandermonde

gran geometra, e nonpertanto falso spirito, propose quattro specie di

modi minori, come può vedersi nel suo articolo. Intorno a questa materia

può leggersi con profitto il libro di Mr. _Choron_, _Elémens d'harmonie

et d'accompagnement à l'usage des jeunes élèves_, a Paris 1810. Gli

autori dell'_Estratto della letteratura Europea d'Yverdon_ anno 1768,

lodano molto la storia di Blainville come interessante per molti

riguardi, e dove il tutto, dicono essi, è semplice, luminoso e facile ad

impararsi: ma si vede non esser eglino al giorno della materia, e della

condizione medesima dell'autore del libro, di cui ragionano, affermando

che egli non è musico, ma che ha molto letto ed ha saputo ricavare dalla

sua lettura le più importanti cognizioni; il che dà a divedere quanto

valore abbiano gli elogj de' Giornalisti.

BLANCHET, autore di un'opera intitolata: _L'art, ou les Principes

philosophiques du chant_, 1755 in 12º. Egli pretende che Bérard gli

abbia involato una parte del suo manoscritto per comporre la sua Arte

del canto, ma nulla è più falso. Il libro di Bérard è pieno di viste

eccellenti, e quello di Blanchet abbonda di grossolani errori.

BLANGINI (Giuseppe-Felice), nato in Torino li 8 novembre 1781, fece i

suoi studj sotto l'ab. Ottani, maestro di cappella della cattedrale di

quella città. All'età di 14 anni egli fece quivi eseguire una messa a

grande orchestra. Venuto in Parigi nel 1799, si è dato col più felice

successo a dar lezione. Il suo _Neftali_, dramma musicale in tre atti,

rappresentato nell'accademia imperiale, riscosse grandissimi applausi.

Nei concerti egli riunisce la società più brillante a molto gusto ed

espressione, ed accompagnandosi col piano-forte canta con molta grazia.

Chiamato a Munich nel 1805, fecevi eseguire una sua opera, in seguito

della quale fu nominato maestro di S. M. il re di Baviera. Nel 1809, il

re di Westfalia gli conferì il titolo di maestro di musica della

cappella, del teatro e della sua camera. Le opere, che sino al presente

ha composto M. Blangini, consistono in diciotto collezioni di romanze,

quattordici di notturni a due e a tre voci; dieci di ariette italiane;

molti drammi serj come il _Neftali_, il _sacrificio di Abramo_, _Ines de

Castro_, le _feste Spartane_; opere buffe, _la falsa Duegne_, opera

cominciata dal maestro Dellamaria, _Zelia e Terville_ ec. Musica

istromentale: 4 sinfonie a piena orchestra.

BLANKENBURG (Quirino van) nato in Olanda nel 1654, organista della nuova

chiesa riformata all'Haya, pubblica quivi nel suo idioma: _Nuovo lume

per la musica ed il basso continuo_, un libro di musica semplice ed

alcune sonate pel cembalo dedicate alla principessa d'Orange. Egli morì

assai vecchio nel 1738.

BLANKENBURG (Federico) nato presso Colberg li 24 gennajo 1744, dirigeva

nel 1786, la nuova edizione della ben nota opera di Sulzer: _Teoria

generale delle arti e belle lettere_, con sue addizioni, in 8º. Egli ha

aggiunto ai principali articoli concernenti la musica, delle note sulla

letteratura musicale.

BLASIO (Federico), capo di orchestra del teatro dell'opera-comica in

Parigi, virtuoso di violino e insieme di clarinetto, di flauto e di

bassone o fagotto; pubblicò nel 1796, _Principes et théorie de musique_;

e _Nouvelle Méthode de clarinette et raisonnement des instrumens_. Ha

pubblicato ancora delle sonate: duo, trio, quartetti e concerti per il

violino, il clarinetto o 'l bassone; dispose in quartetti per due

violini, viola e basso, le belle sonate di Haydn per il piano-forte, e

ha ridotto in musica instromentale più opere, fra le quali _Il

matrimonio segreto_, di Cimarosa. Egli compose inoltre la musica di

_Annetta e Lubino_, dramma di Favart.

BLAVET (Mr.) celebre sonatore di flauto, nato a Besansone nel 1700,

venne in Parigi nel 1723, e divenne soprintendente della musica del

conte di Clermont sino alla sua morte accaduta nel 1768. L'imboccatura

pastosa e nitida, i suoni meglio filati e un uguale successo nel tenero

e nel brioso, ecco quel che i conoscitori ammiravano in lui. In Parigi

fece all'opera le delizie degli amatori di musica. Questo egregio

artista riuniva la pratica e la teoria della sua arte, e compose anche

molti balletti, come i _Giuochi-Olimpici_, e la _Festa di Citera_. Si

racconta l'aneddoto di un cane, che andava in furore ogni qual volta

sentiva suonar alcuno il flauto, ma calmavasi e veniva a leccare con

gran brio i piedi di Blavet, allorchè udiva i suoni melodiosi ch'ei

sapeva trarne.

BLANVIERE, nativo del paese di Liegi, era verso il 1772, maestro di

canto nella chiesa di S. Andrea a Anversa. Il dottor Burney dice di

avere in lui trovato un uomo pieno di cognizioni e straordinariamente

versato nella letteratura musicale. Le sue composizioni per Chiesa

provano che egli possedeva profondamente tutti i principj del

contrappunto. (_V. Burney e Travels._)

BLONDEAU (Augusto-Luigi) nato in Parigi nel 1786 allievo di Mr. Mehul, è

attualmente alla scuola francese in Roma; riportò il gran premio di

composizione stabilito dal conservatorio nel 1808. La cantata proposta

al concorso era _Maria Stuart_ parole di Jouy. Mr. Blondeau ha avuto

lezioni di violino da Mr. Baillot, ed ha pubblicato per

quest'instromento, I. un aria con variazioni; II. un'opera di trio; III.

delle sonate di Beethoven ridotte in quartetti. La di lui cantata di

_Maria Stuart_ trovasi nel Giornale-Eddomadario di Mr. Leduc, nom.

45-48.

BOCCACCIO (Giovanni) illustre poeta e letterato italiano, conosciuto pel

suo _Decamerone_, nato a Certaldo in Toscana nel 1312, e quivi con

sentimenti religiosi morto nel 1375. Hawkins nella sua storia, assicura

che quasi esclusivamente alle opere del Boccaccio deve egli tutte le

notizie che rapporta su la musica di quel secolo, e su gli stromenti in

uso nell'Italia nel secolo 14º. Egli le avrà attinte nell'opera _de'

casi degli uomini illustri, e delle chiare donne_.

BOCCHERINI (Luigi) nacque in Lucca l'anno 1740: ebbe le prime lezioni

di musica e di violoncello dall'ab. Vannucci, allora maestro di musica

dell'arcivescovato. Mostrò egli di buon'ora le più grandi disposizioni.

Suo padre abile sonator di contrabasso, coltivolle con diligenza, e finì

con mandarlo in Roma, ove prestamente acquistossi una gran fama, e

sorprese con produzioni non che feconde, ma anco originali. Pochi anni

dopo tornò in Lucca, e volle dare un luminoso attestato di sua

riconoscenza al suo maestro Vannucci ed al seminario, ove erangli stati

offerti tanti mezzi d'istruzione, sebbene lontano dagli studj

ecclesiastici. Egli fè sentire allora, per la prima volta i saggi del

suo genio. Filippino Manfredi, allievo di Nardini e concittadino del

Boccherini, trovavasi in quel momento a Lucca. Eglino eseguirono insieme

le sonate di violino e violoncello, che formano l'opera VII; e rapirono

tutta l'udienza. D'allora in poi si unirono nella più stretta amicizia,

e lasciaron l'Italia per rendersi in Spagna, ove il regnante principe

aveva gusto di riunire i primi talenti. Prevenuti dalla fama, furono

accolti con particolar distinzione; ma il lor carattere non era

assolutamente lo stesso. Manfredi era quivi venuto nella sola intenzione

di ammassar dell'oro, nel mentre che Boccherini, più occupato della sua

gloria, consentiva a farsi sentire da' grandi che il sollecitavano;

prese dunque il partito di stabilirsi nella Spagna. Ammesso dal monarca,

fecesi amare; tosto di poi, fu attaccato alla reale accademia di questo

principe, e colmo da lui di onori e di doni. La sola obbligazione, ch'ei

gl'impose, fu di dare ciascun anno nove pezzi di sua composizione per

uso dell'accademia. Boccherini vi consentì, e mantenne la sua parola.

Morì egli a Madrid, nel 1806, in età di 66 anni, vivamente compianto da

tutti gli amici delle arti. Una porzione della corte intervenne a' suoi

funerali. Le composizioni, ch'egli ha fatte imprimere, formano in tutto

58 opere di sinfonie, sestetti, quintetti, quartetti, trio, duo, e

sonate per violino, violoncello e forte-piano. Lo _Stabat mater_ è la

sola delle sue opere per chiesa, che sia stata impressa. I padri

dell'oratorio di Palermo ebbero anni sono da quei di Genova due Oratorj

in musica del Boccherini, il _Giuseppe riconosciuto_, e il _Gioas re di

Giuda_. Come Durante, egli nulla scrisse per il teatro. Luciano

Bonaparte, amatore illuminato delle arti e protettore del sublime

Boccherini, è depositario d'una ventina di quintetti, che il Racine

della musica instromentale aveva composto per lui; egli ne ha fatto

imprimere sei nel 1811. MMrs. Imbault, Boucher e Pleyel posseggono

ancora de' quintetti manoscritti del N. A. Gli _adagio_ di Boccherini

fanno principalmente l'ammirazione degl'intendenti e la disperazione

degli artisti; essi danno l'idea della musica degli angeli. Negli

_allegro_ ei non lascia d'esser nobile. Questo compositore non ha mai

profanato il suo genio: la sua musica è attinta alla fonte dei sacri

libri; perciò è che ella respira quella grandiosa religiosità, in un

genere nel quale niuno l'uguaglia. “Gli ammirabili terzetti, quartetti

ec. del Boccherini, dice il Ch. Mattei, saran sempre i modelli più

perfetti della musica instrumentale; perchè oltre l'estro, la dottrina,

l'invenzione, l'esattezza, han la qualità cantabile sempre annessa, che

rende quelle note non già un capriccioso accozzamento canoro, ma una

misurata ed armonica poetica cantilena.” (_Elog. di Jomm._) Boccherini

ha preceduto Haydn, egli il primo ha fatti de' quartetti, ed ha fissato

il vero carattere del genere. Fino al presente egli è il solo che abbia

composto de' quintetti a due violoncelli, ed eccone la ragione, che non

è stata data ancora da veruno. Entrava nel suo sistema di composizione

il render la musica con tutta la soavità di cui ella è suscettibile; or

la qualità de' suoni del violoncello adempie quest'oggetto meglio del

violino. Egli dunque si è posto nell'impegno di fare sortire il soprano

dal violoncello, riserbando per l'armonia il violino, la violetta ed il

basso: quindi l'idea del suo secondo violoncello, che spesso va in

concerto col primo. Boccherini manteneva da Madrid una corrispondenza

seguita col grande _Haydn_. Questi due sommi uomini cercavano a

rischiararsi vicendevolmente sulle loro composizioni. Mr. _Puppo_ ha ben

valutati ambidue col dire: che _Boccherini è la moglie di Haydn_; poichè

si ammira sempre in questo l'armonista: in quello tutto è l'opra

dell'inspirazione; la forza brilla eminentemente nel primo, e la grazia

nell'altro, e quindi Mr. _Cartier_ ha detto di una maniera originale:

_Se Dio volesse parlare agli uomini userebbe della musica di Haydn; e

s'ei volesse intender della musica, si farebbe sonar quella di

Boccherini_. Pria di morire egli lasciò al marchese di Benaventi 24

quintetti, l'ultimi che ha fatti e che si possono chiamare _il canto del

cigno_. (_Extrait des quatre saisons de Mr. Fayolle._) Carlo IV re di

Spagna fratello del nostro amabile Monarca, accoglieva ben volentieri i

primi virtuosi di musica, e colmavali di doni. Boccherini fu uno di

questo numero e compose molta musica per la corte di Spagna. Si racconta

ch'egli fè sentire al re un trio, un passaggio del quale, per esser

troppo replicato, fu a S. M. dissaggradevole. Boccherini rifece quel

trio, ma secondando troppo il suo umore, affettò di replicare, ancora

più il passaggio di cui si trattava. Il re non potè contener la sua

collera, e l'autore cadde in disgrazia. Allora fu che Luciano Bonaparte,

ambasciadore di Francia in Ispagna, fece a Boccherini una pensione di

mille scudi, a condizione ch'egli comporrebbe per suo conto sei

quintetti in ogni anno.

BOCCHI (Francesco) fiorentino, uno di que' letterati del secolo

decimosesto, che illustrarono la musica co' loro scritti, e ne formarono

i principi specolativi. Egli era nato nel 1548, e pubblicò _Discorso

sopra la musica, non secondo l'arte di quella, ma secondo la ragione

alla politica pertinente_, in Firenze 1580.

BOCHSA (Roberto-Niccola) nato a Montmedi nel 1789, ebbe sin dalla più

tenera età le prime nozioni della musica da suo padre, primo oboè nella

grande orchestra di Lione. Di sette anni appena egli eseguì sul

piano-forte un concerto in una pubblica accademia. Il suo gusto per la

composizione sviluppossi all'età di nove anni, egli compose un duo di

flauti ed una sinfonia: di sedici anni mise in musica per la città di

Lione, nel passar che vi fece l'Imperatore nel 1805, il dramma di

Trajano. Nel tempo stesso applicossi all'arpa, e già quest'istromento

eragli divenuto familiare, quand'ei seguì la sua famiglia a Bordeaux,

ove il rinomato Beck gli diede delle lezioni di composizione, che tanto

era ansioso di apprendere. Egli travagliò con lui per un anno, fece la

musica del ballo della _Dansomania_, e un oratorio del _Diluvio

universale_, ove eravi un coro eseguito da due orchestre. Finalmente

portossi a Parigi, e preso avendo delle lezioni dal cel. Mr. Catel,

riportò sin dal primo anno, il primo de' premj dell'armonia; e proseguì

a perfezionarsi nell'arpa. Egli ha fatto imprimere delle sonate, de'

duo, de' quartetti per arpa e forte-piano, una cantata a quattro voci e

cori, o omaggio degli artisti francesi a S. E. l'ambasciadore di Persia,

per due arpe, flauto, oboè, corno inglese, clarinetto, corno, fagotto,

violoncello e contrabasso.

BOCRISIO (Giov. Arrigo) professore di filosofia a Schweinfurt, nacque

nel 1687, e morì compiti appena i 29 anni nel 1716. Nelle miscellanee di

Lipsia t. 4, p. 96, vi ha di lui: _Observatio de musicâ præexercitamento

Hebræorum_, ove parla degli effetti dell'armonia su lo spirito de'

profeti, e prova con i luoghi stessi della Scrittura, come costoro per

mezzo della musica si disponevano alle divine inspirazioni.

BODE (Giov. Cristiano) stampatore assai erudito di Hamburgo, nato in

Berlino nel 1728, oltre un gran numero di opere, che non si appartengono

al nostro soggetto, pubblicò i viaggi musicali di C. Burney, da lui

tradotti dall'inglese con addizioni e note, Hamburg 1773 in 8º. Egli è

ancora compositore di musica, e nel 1762, pubblicò _Zærtliche_ ec.;

cioè: _Canzoncine tenere e comiche_. Le sue sei sinfonie per dieci

istromenti comparvero nel 1780, op 2, ed alcune altre composizioni.

BODENBURG (Gioachino) rettore a Berlino, nel 1745 egli vi fece imprimere

_Einladungs_ etc. cioè: _Della musica degli antichi principalmente degli

Ebrei, e de' più celebri musici degli antichi_ (_V. Mittags, hist.

abhandl._).

BOECLERO (Giov.) dottore in medicina, pubblicò a Strasburgo un'opera

intitolata _De sono_. (_V. Joecher._)

BOELY (Mr.), antico artista-musico, ritirato nella casa di S. Perina di

Chaillot, pubblicò nel 1806: _Les véritables causes dévoilées de l'état

d'ignorance des siècles reculés, dans lequel rentre aujourd'hui la

théorie pratique de l'harmonie, notamment la profession de cette

science_. L'autore avendo intimato Mr. Gossec di dirgli quel che pensava

di questa sua opera, questi ha risposto a nome de' membri del

conservatorio, suoi ignoranti confratelli in armonia, ch'egli riguardava

il cartello di Mr. Boely, come un atto di demenza che doveva restare

senza risposta: soggiungendo ch'egli salutava Boely, e desideravagli

buon orecchio e sanità.

BOERHAVE (Ermanno) famoso medico olandese, nato nel 1666, e morto nel

1738, ha lasciate molte dotte opere su la medicina; ove si trovano

moltissime cose concernenti la musica, in quel che appartiene alla

fisica. (_Intorno a quello che questo Ch. professore ha scritto sulla

musica, veggonsi Mojon, Griselini, Lichtenthal ec._)

BOEZIO (Anicio Manlio Severino) nacque in Roma l'anno di G. C. 470 da

una delle più illustri e ricche famiglie. Flavio suo padre scorgendo le

buone di lui disposizioni per le scienze, inviollo in Atene sin dall'età

di dieci anni, dove per il corso d'altri diciotto studiò profondamente

le lingue greca e latina, la geometria, la filosofia, la musica e le

matematiche, e fin la teologia: ed in queste scienze vi fece egli così

grandi progressi che tornato in sua patria arricchì la lingua latina

colle sue traduzioni dal greco delle migliori opere degli antichi, o

colle sue proprie sopra ciascuna di queste facoltà. Egli occupò i primi

posti sotto Teodorico re d'Italia, ma malgrado gl'importanti servigj che

reso avevagli, ed i grandi onori di cui avevalo ricolmo, venuto questo

re in sospetto di lui, fra' più orribili tormenti fecelo ingiustamente

morire li 23 di ottobre dell'anno 525, di sua età 55. Così perì questo

grand'uomo, l'ornamento del suo secolo, il più fermo sostegno della fede

cattolica, il protettore delle scienze, dell'innocenza e delle leggi.

Boezio, per tacere delle altre sue opere, scrisse _cinque libri della

musica_ da specolativo calcolatore piuttosto che d'armonico pratico, non

dicendoci una parola del metro e del ritmo. La perdita delle opere

musicali di _Albino_, il quale aveva dati il primo i nomi in latino alle

corde greche, ha reso più stimabile _Boezio_: egli fu un erudito

compilatore di _Nicomaco_ nella grande sua opera. Le scuole

dell'Europa, prevenute dall'opinione che nelle cattedre cattoliche

meritava _Boezio_ per la sua sana dottrina e per il suo peripateticismo

molto allora in pregio, presero i libri armonici di lui come la più

sicura guida pel ristabilimento dell'antica armonia, e fondarono in esso

i primi loro discorsi su la greca musica pieni di que' medesimi errori,

dei quali abbonda l'originale di _Boezio_. “I dotti in certe epoche di

decadenza, dice l'ab. _Requeno_, pubblicano quanto loro piace con la

sicurezza di non esser soggetti all'esame degl'ignoranti contemporanei.

Boezio pubblicò il suo sistema armonico, e con esso un gran numero di

teoremi musici, che lo distruggono senza che nessuno gli contraddicesse.

Vedo che tale maniera di scrivere in Boezio deriva dal prender esso da

diversi autori fra loro contrarj nelle sette armoniche la sua dottrina,

senza avvedersi della loro contrarietà... Osservisi bene da' moderni

accorti critici la contraddizione di questo scrittore. Noi siamo ben

lontani dallo scrivere per voglia di contraddire, o per accattar plauso

notando errori d'uomini rispettabili.” (_Saggi ec. tom. 1, c. XIV._)

L'ab. _Gervaise_ nella sua storia di Boezio stampata a Parigi nel 1715,

ha data l'analisi de' di lui cinque libri della musica.

BOILEAU (Niccolò) signore di Despreaux, celebre poeta francese,

dell'Accademia delle iscrizioni e belle lettere, ed istoriografo di

Luigi XIVº, morto in Parigi nel 1711 in età di 74 anni. Nel terzo tomo

delle sue opere si trova un _Dialogo in versi tra la Poesia e la

musica_, che per ordine del re aveva egli scritto per servir di prologo

ad un'opera in musica. Il poeta era di sentimento, che la musica non

riesce punto nella narrativa: che le passioni non vi possono esser

dipinte in tutta l'estensione, che esse richieggono; e che spesso non sa

ella mettere in canto l'espressioni veramente coraggiose e sublimi. Ma

noi abbiamo le prove in contrario in più composizioni de' bravi maestri,

e nella più parte delle migliori cantate, il di cui recitativo consiste

in pure narrazioni: esse sono in oltre piene di espressioni assai forti

e sublimi, e il maestro non vi è rimasto inferiore al poeta. La musica è

sempre in istato di dipingere i sentimenti e le immagini in qualsivoglia

maniera vengano espresse. Il soggetto adunque di questo _Dialogo_ è una

contesa tra la Poesia e la Musica su l'eccellenza dell'arte loro, ed

erano già presso a dividersi, quando ad un tratto la Dea dell'armonia

scende dal cielo con tutti i suoi vezzi, e leziosaggini, e le riconcilia

tra loro.

BOISGELOU (Franc. Paolo Roualle, de) morto in Parigi nel 1764, era

consigliere al gran consiglio. Egli erasi molto applicato all'alta

analisi e alla teoria della musica. Se gli deve un metodo di

calcolo differenziale, che è indipendente dalla considerazione

degl'infinitamente piccoli. In quanto alla teoria musicale di Boisgelou,

lo scopo del suo sistema si è di trovare tra gl'intervalli, applicandovi

il calcolo, dei rapporti che siano simmetrici. Rousseau, all'artic.

_Système_ del suo Dizionario, ha snaturato il sistema di Boisgelou, per

mancanza d'intenderlo; ma è stato poi ristabilito da Mr. Suremain, che

giunse ai medesimi risultati per vie differenti, e ne ha estese le

applicazioni teoriche. Nello stesso Dizionario Mr. Rousseau rapporta due

altri tentativi di questo autore, uno per trasportare in un colpo la

chiave convenientemente ad un tuono o a qualsivoglia modo, ed all'artic.

_Clef transposée_, “I musici, egli dice, non determinano le

trasposizioni che a forza di pratica o a tastone, ma la regola di

Boisgelou è dimostrata generale e senza eccezione.” L'altro riguarda un

mezzo di rimediare all'imbarazzo che si prova nel solfeggio, con

aggiungere cinque note per compire così il sistema cromatico. “Molti

hanno tentato, dice Rousseau, sì fatta correzione, ma finora senza

successo. Il pubblico con non far molto esame sul vantaggio dei segni

che segli propongono, se ne sta a quelli ch'ei trova stabiliti, e

preferirà sempre una cattiva maniera di sapere ad una migliore di

apprendere.” _V. artic. Solfier._

BOISGELOU (Paolo-Luigi de) figlio del precedente, nato a Parigi nel

1732, studiò nel collegio di Luigi il Grande, dove cominciò la sua

educazion musicale. Ragazzo ancora, veniva citato pel suo talento sul

violino: di lui parla Gian-Giacomo nell'_Emilio_ in questi termini. “Io

ho visto presso un magistrato il suo figliuolo, buon fanciullo di otto

anni, che si metteva su la tavola del _dessert_, come una statua in

mezzo a' piatti, a suonar quivi il violino quasi dell'istessa grandezza

di lui, e sorprendere per la sua maniera di eseguire, gli artisti

medesimi.” (_Emile, l. 2, t. 7, p. 337, Genève 1782._) Egli si è

incaricato, mercè il suo zelo per l'arte, e di una maniera puramente

benevola, di porre in ordine la parte musicale della nuova immensa

Biblioteca in Parigi; con fare in quest'occasione un travaglio assai

interessante ed utile per trarne buon partito nella storia letteraria

della musica. Egli finì di vivere in Parigi li 16 marzo 1806.

Dizionario storico-critico degli scrittori di musica e de' più celebri artisti, vol. 1 Di tutte le nazioni sì antiche che moderne · 第 13 / 16 段