Federico-Guglielmo II, re di Prussia, e nato a Bonn, nel 1772. Prese
egli da prima lezioni di musica da Neefe, e quindi dal cel.
Albrechtsberger. All'età di undici anni suonava di già il cembalo
temperato di Sebastiano Bach. Fece egli comparire allora a Manheim e a
Spira, nove variazioni di una marcia, tre sonate pel cembalo ed alcune
canzonette. Ha pubblicato di poi un gran numero di sonate per il
piano-forte, e più opere di trio, di quartetti, e quintetti per violino.
Fra i pezzi, ch'egli ha scritto per la musica vocale si cita
principalmente con elogio, una scena ed aria a grande orchestra e
forte-piano: _Ah! perfido spergiuro_. (_V. il Catal. di C. Zulehner_).
Beethoven è riguardato come uno dei più valenti compositori de' nostri
giorni. Ecco non per tanto ciò che del suo stile dice Carpani.
“_Beethoven_ accumula i numeri e le idee, e la quantità e la stranezza
ricerca delle modulazioni, e non produce allora che delle erudite
intricatissime confusioni, piene di ricercatezza e di studio, ma prive
d'effetto.” (Lett. 1.) Sembra ancora che lui abbia in vista nella lett.
15. “Che avverrà dell'arte, egli dice, e singolarmente della musica
instrumentale, quando, coll'aver cessato di scrivere Haydn, è chiusa
quella miniera di tesori sinfonistici? Che ne avverrà? Voi lo vedete già
in parte e tra non molto lo vedrete ancor più. Un solo potrebbe ancor
sostenerla. Un suo bellissimo _settimino_, i primi _trio_, le prime
_sinfonie_, li primi _concerti_ per cembalo, che diede alle stampe;
l'unire ch'ei fece in que' suoi lavori veramente belli lo stile di
_Haydn_ a quello di _Mozart_ provano quanto fondate sarebbero le mie
speranze. Ma vorrà egli pure porre un freno alla sua fantasia? Vorrà
darle un ordine, una misura, un carattere? Vorrà anteporre la bellezza
alla singolarità? Vorrà cessare d'essere il _Kant_ della musica? In una
parola: vorrà farsi un sistema chiaro, intelligibile, sensato, e
seguirlo? Certo è che in questa sfera di composizioni la natura gli ha
dato dei doni che all'_Haydn_ ed al _Mozart_ soli sembrava aver
riservati. Ma egli, in vece di farne uso moderato e saggio, dilapida e
distrugge il suo patrimonio, scrivendo perfino delle sinfonie che
durando ore, vi recan un piacere di pochi minuti, mentre, se durassero
minuti vi lascerebbero con un piacere di più ore. Non basta il genio, vi
vuol misura e ragione. Fu chiesto una volta a _Haydn_ da un mio amico
che gli sembrasse di questo giovine compositore. Rispose il vecchio con
tutta la sincerità: — Le prime sue cose mi piacquero assai; ma le ultime
confesso che non le capisco. Mi pare sempre che scriva delle
_fantasie_ —.”
BEISSEL (Jodoro) consigliere degli Arciduchi d'Austria, noto come
oratore, poeta, giureconsulto e filosofo, visse a Aix-la Chapelle dal
1474, sino al 1494. Fra l'altre opere lascionne una col titolo: _De
optimo genere musicorum_ (_V. Joecher_).
BELDEMANDIS (Prosdocimo) da Padova pubblico professore di musica in
quell'università nel 1412, ed autore di un _Comento al libro di Giovanni
de Muris su la musica_, che si conserva inedito nella raccolta di
monumenti antichi esistenti nella libreria dei padri conventuali di
Bologna, (come si ha dalla Storia del P. Martini) dove vi ha in oltre di
questo autore: I. _Tractatus compendiarius practicæ cantus
mensurabilis_, MS. anno 1408; II. _Opusculum contra theoricam partem
sive speculativam lucidarii Marchetii Patavini_, MS. anno 1410; III.
_Cantus mensurabilis ad modum Italicorum_, MS. anno 1422; IV. _Tractatus
planæ musicæ in gratiam magistri Antonii de Pontevino Brixiani_, MS. an.
1412; _V. De contrapuncto, MS. anno 1412_. Queste opere non hanno altro
merito, che quello di far conoscere lo stato della musica in quel
secolo.
BELOSELSKY (Alessandro) principe russo, morto nel 1810, pubblicò
all'Haya nel 1778, un libro intitolato: _Della musica in Italia_. Si
crede che Marmontel glie lo abbia disteso e ordinato: esso è pieno zeppo
di giudizj erronei sulle composizioni di Vinci, di Leo, di Pergolesi, di
Hasse, di Jommelli, di Gluck, ec. Mr. Suard ha fatto una critica assai
pungente dell'opera del principe Beloselsky. (_V. le Journal Encycl.
1778, oct. p. 305._)
BELZ (Natanaele) della reale accademia delle scienze di Berlino è autore
di un _Trattato sul suono e sua origine, propagazion nell'orecchio,
dietro la teoria della formazion dell'orecchio e della maniera con cui
noi ascoltiamo_, Berlino 1766. Questa memoria ha riportato il premio
dell'accademia nel 1763. L'autore inerentemente a molte ipotesi ha molto
ingegnosamente spiegato i fenomeni che dovea spiegare: ma siccome
coteste ipotesi non sono generalmente approvate nella fisica, quindi
pajono insufficienti alla risoluzione proposta.
BEMETZRIEDER, nato nell'Alsazia, nel 1748, venne in Parigi e si unì con
Diderot. Egli insegnò l'armonia alla figliuola del filosofo, e
quest'ultimo dispose in buon ordine le _lezioni di cembalo, ed i
principj d'armonia_ di Bemetzrieder, pubblicati nel 1771 in 4º. Ecco i
titoli dell'altre sue opere: _Traité de musique, concernant les tons,
les harmonies, les accords et le discours musical_, 1776 in 8º; _le
Tolerantisme musical_, Paris 1779, in 8º; _ Essai sur l'harmonie suivant
les règles de la syntaxe et de la rhétorique, deuxieme édition_, Paris
1781, in 8º; _Méthode et réflexions sur les leçons de musique, 11 edit._
1781, in 8º; _Lettre à MM..., musiciens de profession_, Paris 1781, in
8º; _Nouvelles Leçons de clavecin en anglais et en français_, Londres
1782, in 4º; _Précis des talens et du savoir du musicien avec une
Nouvelle méthode, qui peut guider l'amateur dans son étude_, Londres
1783, in 8º. Mr. Bemetzrieder si era stabilito a Londra dopo il 1782. I
di lui principj di cembalo sono stati tradotti in idioma spagnuolo da
don _Benito Bails_, e impressi a Madrid nel 1775, in 4º.
BENDELER (Salomone) nacque a Quedlinburg nel 1683; suo padre avendo
conosciuto i suoi talenti per la musica, e la sua voce bella, forte e
penetrante, gli diè egli stesso le prime lezioni di musica, ed ebbe
motivo di restar contento dei progressi di suo figlio. Questi si rese a
Londra, ove in un concerto, la di lui voce fece sentirsi in mezzo
agl'istromenti; un'altra volta sorpassò fin anche il suono ripieno
dell'organo della gran chiesa di san Paolo. Gli fu offerto il servizio,
lasciandolo in libertà di stabilir egli stesso le condizioni; ma non era
a suo grado il serio contegno degl'inglesi, ed ei preferì lo accettare
un impegno all'opera di Hambourg, e quindi passato essendo in Berlino,
fu nominato basso della corte, della camera e della cappella del duca di
Brunswick. Trovandosi nella chiesa principale di Dantzick, dopo di aver
fatti alquanti preludj sull'organo al finir del sermone, spiegò egli
tutta la forza della sorprendente sua voce. Un mormorío, che sollevossi
per alcuni momenti da che egli ebbe cominciato, tra le donne nella
chiesa, interruppe la liturgia. La moglie di uno de' principali senatori
della città, soppraffatta da quella terribile voce, partorì per la
sorpresa felicemente un figliuolo. Il di lei marito, soggetto fino
allora al mal di gotta, fu in tal maniera trasportato di allegrezza alla
nuova di quel fortunato avvenimento, che da quel momento si sentì
perfettamente guarito. Informato a chi dovesse quella doppia avventura,
invitò Bendeler, con una numerosa compagnia al banchetto pel battesimo,
e fecegli trovare sotto la sua coperta una somma di trecento ducati,
attestandogli la sua riconoscenza pel servizio, che testè avevagli
reso, come medico di lui stesso e della moglie. Questo aneddoto fè
conoscer Bendeler, e gli diè ingresso in tutte le compagnie. Allora fu
che il duca di Brunswick, desiderando di sentirlo sul teatro, lo chiamò
in sua corte, ma qualunque offerta gli facesse, non potè indurre il
virtuoso a cantar sul teatro, se non accordandogli il dritto di andare a
caccia nel vicino bosco. Questo valente artista morì ai 41 anni di sua
età nel 1724.
BENDLOWES (Eduardo), dotto inglese del decimosettimo secolo. Dopo aver
fatti i suoi studj nell'università di Cambridge, viaggiò in molte corti
di Europa; e tuttochè avesse egli avuto 21 mila franchi di rendita, le
spese eccessive che far gli fu d'uopo, talmente lo spossarono, che al
suo ritorno in Oxford i di lui creditori lo fecero mettere in prigione.
Egli impiegò quell'ozio allo studio, e tanto gusto vi prese, che lo
continuò eziandio dopo avere ricuperata la sua libertà. Egli morì li 30
decembre del 1676, in età di 37 anni. Tra le opere che pubblicò, trovasi
ancora per rapporto alla musica: _Sphinx theologica, sive Musica templi
ubi discordia concors_. (_V. Joecher._)
BENEVOLI (Orazio), allievo di Bernardino Nanini, divenne maestro di
cappella della basilica di san Pietro in Roma nel 1650, e morì dodici
anni dopo. Antonio Liberati nella sua lettera a Ovidio Persapegi,
assicura che Benevoli supera di molto il suo maestro Nanini, e tutti i
viventi contrappuntisti, nell'arte di scrivere la fuga e 'l contrappunto
a quattro e a sei cori, di quattro parti ciascuno. Burney cita di costui
una messa a sei cori o ventiquattro voci, che nell'effetto supera tutto
ciò che si conosce in questo genere. Le di lui composizioni vengono
raccomandate a' giovani studenti quai modelli di perfezione, dai padri
Martini e Paolucci. (_V. Saggi di contr. ed Arte prat. di contrap._)
BENINCASA (il conte di) rispettabile non che per l'illustre sua nascita,
come ancora pe' suoi talenti e le sue cognizioni nella letteratura,
nacque in Venezia circa al 1745. La musica gli ha grandi obbligazioni,
poichè fu egli che somministrò a Mr. Laborde, autore del _Saggio su la
musica_, un'infinità di notizie intorno a' poeti ed a' compositori
dell'Italia. Nel 1784, trovossi a Londra giusto all'epoca in cui vi si
diede la prima gran musica funerale in onore di Hendel. Il dottor Burney
sapendo ch'egli era buon conoscitore in musica, gli dimandò qual effetto
quell'orchestra colossale aveva prodotto su di lui. Il conte inviogli la
sua risposta per iscritto, che Burney ha inserita nella descrizione di
tal festa, e che si trova eziandio nella traduzione tedesca fattane da
Eschenburg.
BENNET (John), eccellente compositore, ed esercitato del pari in tutti i
generi, viveva in Inghilterra sul finire del 16º, e ne' principj del 17º
secolo. Hawkins riferisce aver egli fatto imprimere nel 1599,
diciassette madrigali a quattro voci di una grande profondità, ed ornati
di tutte le bellezze della musica vocale. Un madrigale sul trionfo di
Orione, ed alcune canzoni trovansi nell'opera di Ravenscroft pubblicata
nel 1614, col titolo di “Considerazioni sull'utilità di conoscere i
gradi della musica mensurabile.”
BÉRARD, nato nel 1710, cantante sul teatro dell'Opera in Parigi d'onde
ritirossi nel 1745, è autore d'un'_Art du chant_, che è divenuta inutile
da cinquant'anni in quà, ma che servir può a farci conoscere il gusto
del canto, che aveva fatto per un secolo le delizie di Parigi, e di
tutta la Francia.
BERARDI (Angelo) maestro di cappella, e canonico della chiesa di
sant'Agata in Viterbo, pubblicò in Bologna nel 1687, _Documenti
armonici_, ove trovansi le regole dei contrappunti doppj degl'italiani:
nel 1689, _Miscellanea musicale_; nel 1690, _Arcani musicali_; nel 1694,
_Il perchè musicale: ovvero staffetta armonica_. Questo autore veniva
consultato da tutti i paesi. Il _Perchè musicale_ contiene sei risposte,
che sono molto curiose. Nell'opere del Berardi si trovano delle ottime
cose; ma generalmente vi regna un tuono di pedanteria ridicola. I suoi
_Ragionamenti musicali_ pubblicati in Bologna nel 1681, in 4º, sono un
eccellente libro per la storia della musica. Berardi era l'autore
favorito di mio padre, commendatogli moltissimo dal suo maestro Leo.
Marpurg e Choron lo pregiano assai come scrittore didattico e come
profondo contrappuntista.
BERGIER (Niccola), celebre professore di belle lettere nell'università
di Rheims nel 16 secolo, morto nel 1623, lasciò una _Dissertazione su la
teoria della musica_, manoscritta, di cui fa menzione Bayle, e Niceron
t. 6, p. 86.
BERLIN (Giov. Daniele) distinto organista della cattedrale di Trondheim
in Norvegia; dopo aver acquistata sotto la direzione di suo padre, una
grande abilità nella sua arte, nel 1730 si rese a Copenhague, e vi
rimase sino al 1737, d'onde fu chiamato a Trondheim come organista,
carica ch'egli occupò di poi con la soddisfazione generale di tutto il
mondo. Abbiamo di lui le seguenti opere scritte in tedesco: _Elementi di
musica ad uso de' principianti_ 1744. _Instruzione su la Tonometria_,
1752. _Manuduzione alla Tonometria, come si può coll'ajuto del calcolo
logaritmico secondo le progressioni geometriche computar presto e
facilmente l'ondulazione della temperatura musicale, a seconda
dell'avvertimento del 1752_. E finalmente _Il Monocordo nuovamente
trovato e ordinato_, Copenhague e Lipsia 1767, 48 pag. in 8º con figure.
Il monocordo ha la particolarità, che non cambia mai di tuono,
qualunque sia la temperatura dell'aria. Egli possedeva nel 1756, un
cembalo a cui aveva data la stessa proprietà; invenzione che Mr. Triklir
sembra d'avere condotta, dopo quell'anno, al più alto grado di
perfezione. (_V. Beytr. Marpurg, t. II._) Vi sono anche di Berlin
_Sonate per il cembalo_, Ausburgo 1751. Egli morì verso l'anno 1775.
BERNABEI (Ercole), allievo e successore di Benevoli nel posto di maestro
di cappella della chiesa di san Pietro in Roma, e maestro dell'ab.
Stefani, dee annoverarsi fra' grandi armonisti nell'antico stile
ecclesiastico, che hanno fiorito nel secolo 17º. Questo compositore fu
chiamato alla corte di Baviera nel 1650 e vi passò il resto dei suoi
giorni. _Gius. Antonio Bernabei_ di lui figlio, gli succedette come
maestro di cappella dell'Elettore di Baviera. A far l'elogio di questo
gran compositore, basta il dire che Hasse lo stimava molto. Egli viveva
ancora nel 1732, e secondo Burney, prolungò la sua esistenza sino
all'età di 89 anni. Si è pubblicata a Vienna nel 1710, una raccolta
delle sue messe, ed un'altra a Ausburgo, sotto il titolo: _Orpheus
ecclesiasticus_.
BERNACCHI (Antonio) caposcuola nell'arte del canto, nato in Bologna
verso il 1700, si rese assai celebre, singolarmente per gli allievi che
egli ha formati. La natura non avendogli data una voce eccellente, cercò
di riparar questo difetto per via dell'arte, e frequentò a tal effetto
la scuola del gran Pistocchi che di recente stabilita aveva in sua
patria. Pistocchi il sottomise a' più difficili esercizj, e ingiunsegli
che non dovesse mostrarsi nè in chiesa, nè in teatro se non quando egli
il giudicherebbe a proposito. Bernacchi si tenne adunque celato secondo
l'ordine del suo maestro: finchè questi gli disse che poteva farsi
sentir pubblicamente. Egli si distinse ben tosto nella sua patria, fino
a meritare il titolo di _re dei cantanti_. Ciò avvenne circa al 1721.
Poco tempo di poi entrò al servigio dell'Elettor di Baviera, e quindi
dell'imperadore a Vienna. Hendel il condusse con più altri italiani a
Londra nel 1730. La brama di assomigliarsi al suo maestro, con
istabilire una nuova scuola, lo indusse circa il 1736, a far ritorno
alla patria, per eseguir questo disegno. A lui deve l'arte i Raffi, gli
Amadori, i Guarducci e tant'altri. _Martinelli_ però, nel suo dizionario
di aneddoti, dice di lui che avesse sacrificato nel suo canto
l'espressione de' sentimenti al piacere di far brillare il suo valore
nell'esecuzione dei passaggi i più difficili. Il conte _Algarotti_, nel
suo Saggio, par che confermi tal giudizio con dire, esser egli stato
l'autore degli abusi che s'introdussero allora nell'arte del cantare.
_Rousseau_, nel suo Dizion., si avanza fino ad affermare che Pistocchi
avendolo sentito cantare, gridò: _Ah! malavventurato ch'io sono! io ti
ho insegnato a cantare, e tu vuoi suonare!_ ma _Arteaga_ dice che a
torto vien egli chiamato il _Marini della moderna licenza_, e che il suo
raro merito il fece anzi comparire il più rinomato cantor del suo tempo
(t. 11, p. 41). A lui si attribuisce generalmente la nuova maniera di
articolare i passaggi per via del petto. (_V. Mancini e Laborde._)
BERNARDI (Stefano) fioriva verso il 1634. Fu nominato maestro di
cappella della cattedrale di Verona nel 1623. Egli è autore di un'opera
didattica, a cui diè per titolo: _Porta musicale_, Verona 1615, in 4º, e
ristampata in Ven. 1639. Questo trattato elementare ha il doppio merito
della chiarezza e della precisione.
BERNARDI VALERNES (Eduardo-Gius.) nato a Bonnieu, presso Apt nel 1763,
membro di più società scientifiche e musicali. Ebbe egli ottimi maestri
di musica per il violino e la composizione nel tempo de' suoi studj.
Dall'età di diciotto anni diessi interamente all'arte musicale: ha fatto
imprimere de' duo, delli trio in concerto per il violino, delle sinfonie
ed overture a grande orchestra e un'opera di un solo atto (_Antonio e
Camillo_), che è sul gusto italiano, ed ha molte altre opere in
manoscritto. Mr. Valernes possiede la più preziosa e la più rara
collezione di musica francese, tedesca ed italiana, sì vocale che
instrumentale. Possiede in oltre i migliori violini e violette de' più
celebri autori, tra gli altri il violino _Amati_: grande amico e
difensore di Pleyel, con cui quest'artista ha composto tutta la sua
musica.
BERNASCONI (Antonia) nipote del celebre compositore _Andrea Bernasconi_
da Verona al servigio della corte di Baviera; recitò la prima volta da
primo soprano nel 1764, la parte di _Alceste_, che Gluck aveva composta
per essa, che era allora in Vienna. Si è fatta poi ammirare da _prima
donna_ su i gran teatri d'Italia, e quello di Londra.
BERNELINO dotto ecclesiastico dell'undecimo secolo, scrisse un piccolo
trattato sotto il titolo: _De citâ et verâ divisione monochordi in
diatonico genere_, che si conservava nella biblioteca della regina
Cristina al Vaticano. L'abbate Gerbert ha pubblicato questo manoscritto
nel primo vol., p. 312, della sua storia degli autori di musica sacra.
BERNHOLD (Giov. Baltas.), professore di teologia a Altorf. _Mitzler_,
nella sua Bibliot. di musica, t. III, p. 233 e 371, ci ha conservato un
trattato della _Musica di chiesa_, di cui egli è l'autore.
BERNIER (Niccola), morto in Parigi nel 1734, fu maestro della
Santa-Cappella, e quindi della cappella del re. Nel suo soggiorno in
Roma, volle egli aver notizia delle partiture del Caldara, e non
trovando altro mezzo di giungervi, fecesi ricevere in sua casa in
qualità di domestico. Un giorno, trovato avendo sul tavolino un pezzo di
musica che Caldara non aveva ancora terminato, Bernier prese la penna, e
'l compì. Dopo quest'avventura furono ambidue per sempre uniti colla più
stretta amicizia. I mottetti di Bernier sono molto stimati, e
specialmente il suo _Miserere_. Questo maestro dicesi essere stato il
più gran contrappuntista che avesse ormai avuto la Francia. La scuoia
quivi da lui stabilita era riguardata come la migliore. “Di tutti i
moderni compositori che hanno più fama, _dice Laborde_, non ve ne ha sei
che sappiano scrivere la fuga più semplice, come la scriveva il menomo
scolare di Bernier. Dicasi pure quel che si voglia, la fuga sarà sempre
la pietra di paragone pel compositore; e chi non la sa maneggiare di
tutte le maniere, mai non sarà che uno scarabocchiatore di note.”
BERNONE di Augia, dottissimo alemanno dell'undecimo secolo, fu da prima
monaco dell'ordine di san Benedetto a San-Gallo, e quindi abbate di
Reichenau nella Svevia. Ei morì li 7 giugno 1048. Joecher cita i
seguenti titoli de' suoi scritti sulla musica: I. _De mensura
monochordi_; II. _De regulis symphoniarum et tonorum_; III. _Libellus
tonarius_; IV. _Musica_ etc., il di cui prologo fu per la prima volta
pubblicato da don Bern. Pez benedettino nel suo _thesaur. anecdot._ (_V.
Cave Hist. Lit. t. IJ._) Queste quattro opere MS. si conservano nella
bibliot. dell'università di Lipsia. (_V. Gerbert, loc. cit. tom. II._)
BERNOULLI (Giovanni) cel. professore di matematiche, della reale
accademia delle scienze di Parigi, di quella di Prussia e dell'istituto
di Bologna, nato in Basilea nel 1667, ed in età di 80 anni morto nel
1748. Mr. _d'Alembert_ e _Formey_ hanno scritto il suo elogio (_V.
Melang. de litter. tom. 2; Elog. des. acad. de Berlin, t. 1_). Fra le
tante opere di mattematica di questo valentuomo vi ha un _Discorso_ che
riportò il premio dall'accademia di Parigi nel 1736, nel quale propose
egli un altro metodo diverso da quello del Newton, e più facile _su la
propagazione del suono_. Ma sì l'uno che l'altro metodo hanno incontrato
delle opposizioni nei geometri, perchè amendue suppongono, che il suono
si trasmetta per fibre longitudinali vibranti, che si formano
successivamente, e sono sempre uguali fra loro, e questa supposizione nè
è dimostrata, nè appoggiata su sode pruove.
BERNOULLI (Daniele) figliuolo del precedente e il più illustre de' suoi
fratelli tutti abili nelle mattematiche, morto l'anno 1782. Egli era
membro delle accademie delle scienze di Berlino, di Parigi e di
Pietroburgo. Abbiamo di lui assai scritti _su l'Acustica_: Iº _Sur le
son et sur les tons des tuyaux des orgues_: cioè _sul suono e su i tuoni
delle canne degli organi_. Mem. de l'acad. de Paris 1762. IIº _De
chordis vibrantibus_, in Comm. Act. Petropol. t. 3: IIIº _Mémoires sur
le son_; ossia _memorie sul suono_, (_Mem. dell'acad. de Berlin: 1753,
et Nov. Comm. acad. petropolit. t. XV et XIX_). La disputa ch'egli ebbe
con i due più profondi geometri del suo secolo d'_Alembert_ ed _Eulero_
sopra questo argomento “fece germogliare, dice _Andres_, molte nuove ed
interessanti verità su le oscillazioni delle corde e dell'aria; su la
formazione del suono, su gli stromenti da corda e da fiato, e su molti
altri punti riguardanti questa materia.”