Mentre l'Italia sotto la tirannide dell'ultimo Berengario e di
Adalberto suo figliuolo gemeva, gl'Italiani ridotti nell'ultime
miserie, pensarono di ricorrere ai soccorsi di Ottone figliuolo
d'Errico Re di Germania, il quale avendo domati i Sassoni ed i
Schiavoni, aveasi per le sue gloriose gesta acquistata fama non minore
di quella di Carlo M., e s'era renduto per tutta Europa celebre e
rinomato. Accelerò l'invito Adelaide vedova di Lotario, la quale
possedendo la città di Pavia assegnata a lei per dote dal marito
Lotario[1]; ed essendo ancor giovane e d'avvenenti maniere, fu fatta
dimandare da Berengario per isposa di suo figliuolo Adelberto: ma
ricusando ella lo sposo, sopra il suo rifiuto, Berengario la assediò
in Pavia, la prese e la mandò prigione nel castello di Garda: ella
ebbe talento di fuggirsene, ed implorò il soccorso del Re Ottone,
offerendogli di prenderselo in isposo e di cedergli le sue ragioni
sopra il Regno d'Italia. Adelaide, Porfirogenito[2], Luitprando[3] ed
altri comunemente la riputano figliuola di Berta e di Rodolfo Re della
Borgogna; ma Lione Ostiense[4] dice esser discesa da' Proceri della
Toscana, ed il nostro Anonimo Salernitano[5] la fa sorella di Gisulfo
Principe di Salerno: checchè ne sia, Ottone, a cui non erano ignote le
sue virtù ed avvenenza, tosto venne in suo soccorso, calò in Italia
con potente esercito, la liberò dall'oppressione di Berengario, ed
invaghitosi della di lei grazia e venustà, la sposò in moglie, e seco
in Alemagna la condusse, lasciando Corrado Duca di Lorena a perseguitar
Berengario e suo figliuolo, i quali furon costretti ad andare a
ritrovar Ottone in Alemagna e sottomettersi alla sua volontà[6]. Ottone
avendo ricevuto da essi il giuramento e l'omaggio, gli restituì ne'
loro Stati, eccettuato il Veronese e 'l Friuli, che furono da esso
dati a suo fratello Errico Duca di Baviera. Ma Berengario ed Adelberto
appena restituiti ne' loro Stati, cominciarono a cospirare contro
Ottone, e malmenare i suoi sudditi: affliggevano l'Italia con inudite
oppressioni, e maltrattavano il Papa, e tutti gli altri Vescovi e
Signori d'Italia. Portarono perciò eglino le loro querele e' lamenti
ad Ottone, e lo pregarono della sua protezione, invitandolo a calar di
nuovo in Italia per discacciarne questi tiranni. Il Papa ed i Romani
gli offerirono il Regno e la Corona imperiale: Valperto Arcivescovo
di Milano gli offerì parimente di volerlo incoronare ed ungerlo Re
d'Italia; e gli spedirono perciò una magnifica legazione.
Ottone assicurato del concorde animo di tutti gli Italiani, non volle
trascurare occasione così opportuna: ed avendo tenuta una Dieta in
Vormes, fece coronare in Aquisgrana Re di Germania Ottone II suo
figliuolo, che non avea più di sette anni; ed egli, stabilite le cose
d'Alemagna, avendo raunato un numeroso esercito, tosto traversando
la Baviera, per la via di Trento, insieme con Adelaide sua moglie, in
Italia portossi. Fu ricevuto dagl'Italiani con universale applauso, e
quantunque Adelberto avesse proccurato d'opporsegli con considerabili
forze, nulladimanco abbandonato da' suoi, abbandonò anch'egli
l'impresa, e fuggendo, non ebbe altro scampo, se non di ricovrarsi
nell'isola di Corsica[7]. Entrato per tanto Ottone senza contrasto
in Pavia, costrinse Berengario a fuggirsene con Villa sua moglie e
con tutta la sua famiglia: indi passando in Milano fu ricevuto con
incredibile giubilo da tutti i Milanesi. Allora l'Arcivescovo Valperto
memore della promessa fattagli, avendo convocato un Concilio di
Vescovi, al cospetto di tutta la città, ed in presenza di tutti, fu
Berengario con Adelberto privato del Regno, ed Ottone per Re d'Italia
proclamato: indi condotto nella chiesa di S. Ambrogio con grande
apparato e con solenne cerimonia, concorrendovi tutto il Popolo, lo
unse, e così consecrato sopra il suo capo pose la Corona del ferro:
così Ottone, che ora lo diremo Re di Germania insieme e d'Italia,
avendo in quest'anno 961 con tanta prosperità acquistato un tanto
Regno, con solenni giuramenti promise di voler difendere Italia con
tutti i suoi sforzi contro l'invasione di qualunque tiranno. Indi
tornato in Pavia si condusse nel seguente anno 962 coll'Arcivescovo
Valperto in Roma e con fioritissimo esercito, per ricevere dal Papa la
Corona imperiale: portò anche seco Adelaide, e fu da' Romani ricevuto
con non minore applauso ed allegrezza, che fu Carlo M. in quella città
introdotto. Pari fu il giubilo ed il concorso e l'ardente desiderio de'
Popoli di acclamarlo Imperadore d'Occidente: siccome eguali furono le
solenni cerimonie che Papa Giovanni XII volle usar con Ottone, niente
dissimili da quelle che praticò Lione con Carlo M. Egli incontrato
da Giovanni entrò nella chiesa del Vaticano, ove essendo pronto ed
apparecchiato tutto ciò che a sì augusta cerimonia richiedevasi, fu
dall'Arcivescovo Valperto presentato al Pontefice, il quale tosto lo
unse, e finalmente gli pose il diadema imperiale, gridando intanto
tutto il Popolo ivi accorso felicità e vittoria ad Ottone Augusto
Imperador Romano[8]: da poi avendo egli solennemente giurato difender
l'Italia contro i sforzi di Berengario, e di chi avesse tentato
perturbarla, in Pavia fece ritorno. Carlo Sigonio narra, che Ottone
fece ancora restituire al Papa alcune terre della Chiesa, che nelle
precedenti rivoluzioni d'Italia gli erano state occupate; rapportando
appresso, che Ottone III confermò le donazioni, che da Carlo M. e da
Lodovico Pio erano state fatte alla Chiesa di Roma; onde mal fa il
Chioccarelli[9], attribuendo questo privilegio di confermazione ad
Ottone I non al III, come fece il Sigonio.
Ecco ciò che si dice traslazione d'Imperio dagl'Italiani a' Germani,
della quale pure i romani Pontefici vogliono esserne riputati autori,
non altrimenti che lo pretesero di quella nella persona di Carlo
M.[10]. Così l'Imperio d'Occidente essendo prima passato da' Franzesi
negl'Italiani, fu poi trasportato negli Alemani in persona d'Ottone,
che l'ebbe per li diritti della sua conquista e per l'elezion libera
de' Popoli oppressi, i quali non potevano trovare allora altro
protettore, che lui per liberarsi dalla tirannia di Berengario.
Comunemente da' nostri Scrittori[11] Ottone vien chiamato il primo
Imperadore tedesco, ancorchè prima di lui fosse stato, come s'è detto,
Arnolfo; perchè dicono, che da Lione VIII, R. P. nell'anno 974, col
consenso di tutti i Romani fu l'Imperio aggiudicato ad Ottone ed
a tutti i suoi successori in perpetuo, e fu l'Imperio romano con
indissolubil nodo unito col Regno germanico[12], ciò che non può dirsi
d'Arnolfo, il quale in quella rivoluzione di cose in mezzo a tante
fazioni fu più per istudio delle parti, che per libera ed universale
acclamazione eletto Imperadore.