SCENA IV.

=Gian Gabriele Borkman= ed =Ella Rentheim.=

BORK. (_sta per qualche istante in ascolto: quindi scostandosi dalla

casa_). Ora sono fuori di quei muri, Ella! Le pareti di quella casa non

mi vedranno mai più!

ELLA. (_avvicinandosi a Borkman_). Gianni, anche in casa tua godi piena

libertà: puoi andare e venire a tuo piacere.

BORK. (_lentamente — con orrore_). Mai più sotto quel tetto! Si sta

tanto bene qui fuori, di notte. Se ritornassi nel salotto.... il

soffitto e le pareti mi stringerebbero, mi soffocherebbero.... mi

schiaccerebbero come una mosca.

ELLA. E dove vuoi mai andare a quest’ora?

BORK. Lontano.... sempre avanti. Voglio tentare di riconquistare

un’altra volta la libertà, la vita e gli uomini. — Ella, vuoi tu venire

con me?

ELLA. Io? adesso?

BORK. Sì, subito.

ELLA. Ma dove?

BORK. Più lontano che sia possibile.

ELLA. Rifletti un po’.... in questa fredda ed umida notte d’inverno....

BORK. (_con voce rauca_) Oh oh.... la signorina si prende cura della

sua salute, eh?... già, già: la signorina è un po’ sofferente!

ELLA. È della tua salute, non della mia, che mi prendo cura!

BORK. Ah ah ah! Ti dai pensiero della salute di un morto? C’è da

ridere! (_s’accinge a partire_)

ELLA (_trattenendolo_). Dicesti or ora di essere...?

BORK. Un morto. Hai dimenticato il consiglio, che mi suggerì Gunilde:

di accontentarmi di vivere in quel mondo, in cui ho vissuto fino ad

oggi?

ELLA (_getta via il mantello — risoluta_). Io vengo con te, Gianni!

BORK. Sì, Ella: noi siamo due creature indissolubili — (_s’inoltra_)

seguimi!

(_Borkman ed Ella sono giunti alla boscaglia di sinistra, che

scomparisce a poco a poco. Scompariscono pure la casa e tutto il

paesaggio di fondo, che si trasforma gradatamente, prendendo un

carattere sempre più selvaggio_.)

VOCE DI ELLA (_dal bosco — a destra_). Gianni, dove andiamo? Temo di

smarrire il sentiero!

VOCE DI BORK. (_c. s._). Segui le mie orme impresse sulla neve.

VOCE DI ELLA. Ma perchè salire tanto in alto?

VOCE DI BORK. (_più da vicino_). Là, su quel sentiero serpeggiante!

VOCE DI ELLA. Ah! non posso più continuare....

BORK. (_nel bosco a destra_). Avanti, Ella! Non ci sono più che pochi

passi per arrivare alla spianata. Molti anni fa c’era un sedile....

qui....

ELLA (_comparendo fra gli alberi_). Te ne ricordi ancora?

BORK. Potrai riposarti su quel sedile.

(_Borkman ed Ella Rentheim sono giunti su un poggio, che s’eleva

nel mezzo del bosco. Dietro il poggio un precipizio: a sinistra

un esteso paesaggio con fjordi e con numerose catene di monti. Sul

poggio a sinistra un abete sfrondato: accanto all’albero un sedile.

Il poggio è tutto coperto di neve_.)

(_Borkman ed Ella s’avanzano faticosamente sulla neve_.)

BORK. (_sull’orlo del precipizio_). Vieni qui, Ella. Guarda....

ELLA (_avvicinandosi a Borkman_). Cosa vuoi mostrarmi, Gianni?

BORK. (_mostrando colla mano_). Guarda come libero ed infinito

s’estendo sotto i nostri sguardi il paese.... lontano.... lontano....?

ELLA. Quante volte, seduti su questo sedile, abbiamo rivolto i nostri

sguardi ancora più lontano!

BORK. Era il paese dei sogni quello, a cui rivolgevamo allora i nostri

sguardi!

ELLA (_affermando col capo; con voce dolorosa_). Era il paese dei sogni

della nostra vita! Ed ora il paese è tutto coperto di neve, e l’antico

albero è isterilito!

BORK. (_senza darle ascolto_). Vedi tu il fumo, che sale da quei grandi

piroscafi, che galleggiano laggiù sul mare?

ELLA. No.

BORK. Io lo vedo. — Partono e ritornano, creando commerci per tutto il

mondo, ed apportando la luce e la vita dell’anima in migliaia di case.

Ed io sognai una volta di mandare ad effetto tali progetti.

ELLA (_mite_). Fu un sogno!

BORK. Sì, fu un sogno! (_in ascolto_) E laggiù sulle sponde del

fiume.... le vedi? Tutte quelle fabbriche in attività! Le mie

fabbriche! Tutte le fabbriche, che avrei voluto costruire da me, con

le mie sole forze! Ascolta il rumore della loro attività! Lavorano

anche di notte: dunque lavorano giorno e notte! Ascolta, ascolta! Come

fremono gli ingranaggi! Osserva! Come scintillano i cilindri nella loro

pazza corsa! Non ne odi il rumore, Ella?

ELLA. No.

BORK. Io l’odo.

ELLA (_con pena_). Credo che t’inganni, Gianni!

BORK. (_sempre più animandosi_). Tutto ciò.... sai.... non è che il

muro di cinta del regno!

ELLA. Del regno? Di quale regno?

BORK. Del mio regno — naturalmente — del regno, che ero già sul punto

di conquistare allora.... quando mi colse la morte.

ELLA (_atterrita, con voce fioca_). Ah Gianni, Gianni!

BORK. Ed ora esso giace.... senza re, senza padroni.... preda agli

assalti ed ai saccheggi degli assassini.... Ella! Vedi tu quelle catene

lontane di monti, che s’ergono l’una dietro l’altra e che s’incielano

come tante torri? È là il mio regno eterno, il mio regno senza

confini....

ELLA. Ah Gianni! Ma da quel regno si effonde una brezza di ghiaccio!

BORK. Quella brezza giunge a me come il soffio della vita: m’accarezza

il volto come se fosse un saluto degli spiriti di sotterra. Ed io li

vedo quei milioni incatenati; vedo i filoni dei metalli, che stendono

verso di me le loro braccia innumerevoli e contorte come i rami d’una

foresta. Sorsero davanti a me come ombre viventi.... in quella notte,

in cui, con la lanterna in mano, entrai nella cella della Banca.

Voi volevate liberarvi dai vostri gioghi! Ed io tentai di farlo — ma

invano! Il tesoro piombò nuovamente nelle viscere della terra.... (_con

le mani tese_) Ma qui — nella quiete della notte — voglio sussurrarvi

una confessione: Io vi amo, o spiriti, che dormite un sonno di morte

apparente nelle profondità e nelle tenebre della terra! Io vi amo,

o tesori avidi di vita.... in tutto il vostro splendore, in tutta la

vostra grandezza! Io vi amo! vi amo! vi amo!

ELLA (_con agitazione dapprima repressa, poi sempre più crescente_).

Sì, il tuo amore palpita ancora sempre forte laggiù nelle tenebre

della terra; laggiù esso ha sempre palpitato. Ma qui, nella luce del

giorno.... m’intendi.... tu avevi un cuore di donna, che palpitava

sempre caldo per te. Tu hai distrutto quel cuore! Ma che? Tu hai

commesso un’azione dieci volte più orribile! Hai venduto quel cuore....

per.... per....

BORK. (_tremante, come se per le vene gli corresse un brivido_). ....

per il regno.... per il potere.... per la grandezza.... eh?

ELLA. Sì; te l’ho già detto stasera: tu hai spento la fiamma d’amore

nella donna che t’amava e che tu pure amavi.... o almeno per quanto

lo potevi. (_col braccio teso_) Ed è perciò che io ti predico: Gian

Gabriele Borkman, tu non otterrai mai il premio da te richiesto per

quell’assassinio; tu non farai mai l’entrata trionfale nel tuo regno

freddo, nel tuo regno tenebroso.

BORK. (_s’appressa vacillante al sedile, poi vi cade sopra di peso_).

Temo che la tua profezia s’avveri!

ELLA (_avvicinandosi_). Gianni, tu non devi temere quella profezia: è

quello che di meglio ti potrebbe ancora toccare!

BORK. (_alzandosi e mettendosi le mani al petto_). Ah! (_spossato_) Ora

mi ha lasciato!

ELLA (_scuotendolo_). Gianni, cosa dici!

BORK. (_rovesciandosi sulla spalliera del sedile_). Una mano di

ghiaccio mi ha stretto il cuore.

ELLA. Gianni! Hai sentito una stretta di quella mano di ghiaccio?

BORK. (_borbottando_). No.... non era una mano di ghiaccio.... era una

mano di ferro! (_cade rovescioni sul sedile_)

ELLA (_levandosi il mantello e stendendolo sul corpo di Borkman_).

Resta pur tranquillo su questo sedile! Io corro a chiamare qualcuno

per soccorrerti. (_s’avvia verso destra, ma dopo alcuni passi si ferma,

ritorna accanto a Borkman e gli tocca il polso e le tempie_)

ELLA (_calma, ma con risolutezza_). No. Per te è meglio così; è meglio

così per te, Gian Gabriele Borkman. (_Avviluppa ancor più accuratamente

nel mantello il corpo di Borkman; quindi si siede sulla neve, vicino

al banco. — Breve pausa. — La signora Borkman, avvolta in un mantello,

comparisce fra gli alberi di destra: la precede la Cameriera con una

lanterna accesa._)

Gian Gabriele Borkman · 第 35 / 38 题