[22]
Senz'arme n'esce e solo con la lancia
Con la qual _giostrò Giuda_.
_Purgat._ 20.
[23] Però alcuni sostengono la Venere dei _Medici_ fosse per lo
appunto quella di Gnido.
[24] Diego di Alcalà dell'ordine dei Francescani canonizzato da
Sisto V nel 1588.
[25] Ormai è comune errore, che Popilio Lena fosse il legato
romano che chiuse Antioco nel cerchio; chi veramente lo fece si
chiamava Gneo Ottavio. CICERONE, Phil. 9. PLINIO, Hist., L. 34,
c. 14.
[26] Tali con altri molti fu creduto che molinasse in quel suo
fervido cervello Sisto V: è certo che in Persia, e co'
maggiorenti degli Arabi e dei Drusi tenne pratica, non meno che
con altre parti di Oriente: armò galere, si fece amico Stefano
Battori re di Polonia, e sottoposte a lui le forze della
Moscovia ebbe per fermo di salutarlo compagno e capitano nella
impresa contro i Turchi. Su i Moscoviti egli esercitava autorità
grande fino da quando Ivano Vasiliovitz tzar di Mosca mandò
oratore a Roma, e parve mirabile per la barbarie sua: le
credenziali di che andava munito per Venezia dicevano: _al
grande governatore della signoria di Venezia_, ed interrogato
della ragione di siffatto titolo rispose: per comune opinione in
Moscovia reputarsi la Venezia dominio del Papa dov'egli inviasse
governatori come a Bologna, e questo nel 1580! Il vino invece di
temperare con l'acqua mescolava con l'acquavite, comecchè gliene
apparecchiassero dei più fumosi. Non volendo questo ambasciatore
per nessun verso baciare il piede al Papa, Sisto, allora
cardinale di Montalto, con tante buone parole lo raumiliò, che
alla fine si chiarì disposto a farlo; conservando poi sempre,
finchè stette in Roma, usanza con lui, così lo edificava co'
costumi, co' sermoni e con le opere che partendo disse: -- tanto
avere provato il cardinale di Montalto diverso dagli altri, che
se fratelli erano, di certo egli ebbe a nascere bastardo. --
Questo moscovita poi, perché udiva che si chiamavano fratelli
fra loro, credè che fossero davvero figliuoli di un medesimo
padre. -- Quanto al concetto di restituire il commercio di
oriente alla Italia conquistando l'Egitto e mettendo il
mediterraneo in comunicazione col mare rosso, ne abbiamo memoria
dal dispaccio del 23 agosto 1587 dell'Oratore Gritti al senato
di Venezia, nè manca monumento storico della strana pratica di
far succedere don Michele Peretti ad Enrico III: così ne parla
il Ranke nella _Storia del Papato_, T. III. -- Questo occorre in
certa memoria del signor di Schomberg maresciallo di Francia
sotto Enrico III, che si conserva nella biblioteca imperiale di
Vienna, n. 114, fra i manoscritti di Hohenbaum: «Qualche tempo
dopo la morte del signore di Guisa accaduta a Blois il cardinale
Morosini, per parte del santo padre, propose che dove S. M.
avesse voluto dichiarare il marchese di _Pom_ (il nome
certamente è errato) suo nipote erede della corona, e farlo
accettare con le richieste solennità, il Papa da parte sua lo
assicurava di fare in guisa che il re di Spagna concedesse in
matrimonio al prelodato suo nipote la infante, donde avrebbero
avuto termine i disordini della Francia. Il signor di Schomberg
afferma come S. M. mostrandosi propenso ad accettare il partito,
egli giunse a mandarlo a monte persuadendo il re che questo
tornerebbe a rovesciare l'ordine di Francia, abolire le leggi
fondamentali e lasciare ai posteri testimonio perenne della
dappocaggine e pusillanimità sue.»
[27] O della Mentana.